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Alla ricerca dell'altro

Siamo davanti a un continente estremamente dinamico, segnato, come tutti, dalle proprie criticità, dualità e sfide: stiamo davvero vivendo nel "secolo asiatico"?

C’è un termine che in questi ultimi anni ha conquistato sempre più spazio quando si parla di geopolitica e relazioni internazionali. Alcuni osservatori ritengono infatti che il XXI secolo possa essere segnato dal crescente ruolo delle potenze asiatiche e dalla loro centralità, tanto da parlare appunto di secolo asiatico. 

Effettivamente, cinque tra i dieci Paesi più popolosi al mondo si trovano in Asia. Nello specifico, Cina e India hanno superato entrambe gli 1,4 miliardi di abitanti, rappresentando insieme circa un terzo della popolazione mondiale. Tuttavia, sarebbe superficiale determinare l’importanza di un Paese solamente attraverso la lente della forza demografica. Questi Stati, infatti, sono diventati le sedi di ricerca di nuovi modelli di intelligenza artificiale, startup e investimenti pari a miliardi di dollari nella costruzione di nuovi database.

Nondimeno, mentre il nostro immaginario è popolato da star hollywoodiane e politici europei, quanto conosciamo davvero l’Asia al di là dei suoi numeri? Se ci chiedessero di nominare le personalità che oggi ne stanno plasmando la politica, la cultura e la società, probabilmente scopriremmo di saperne molto meno di quanto immaginiamo. 

La Cina sta correndo verso lo sviluppo tecnologico, dominando già i settori dei veicoli elettrici, del fotovoltaico e delle terre rare, possibilmente arrivando a nuovi orizzonti. Tuttavia, mentre l'intelligenza artificiale e i chip cinesi iniziano ad essere la nuova avanguardia, Pechino affronta tante sfide che ormai in Europa conosciamo bene e quindi parlare di calo demografico o riforma delle pensioni con un cittadino cinese potrebbe non essere così diverso dal farlo con un nostro vicino.

Oltre la Cina

Parallelamente, l’India è diventata uno dei Paesi di maggior riferimento per molti attori internazionali in questa fase di incertezze e turbolenze globali, tra cui l’Unione Europea, l’Australia, il Canada e il Giappone. È un Paese che punta a farsi conoscere nel mondo, non solo per le particolarità storico-culturali che gli sono proprie, ma anche dando risalto agli sviluppi che promuove al proprio interno, come la conversione verso l’energia green e nucleare.  Vi sono poi realtà forse meno presenti nell’immaginario comune, ma altrettanto affascinanti, che raccolgono al proprio interno una moltitudine di sfaccettature. Il Vietnam, ad esempio, è diventato uno dei nuovi poli industriali al mondo, mantenendo in equilibrio la propria politica tra le potenze globali, mentre la Malesia vive una profonda trasformazione digitale. 

Siamo davanti a un continente estremamente dinamico, segnato, come tutti, dalle proprie criticità, dualità e sfide. Sebbene, quindi, come molto spesso accade nella geopolitica, sia difficile dire con certezza se stiamo davvero vivendo il “secolo asiatico”, è innegabile che il continente stia sperimentando un’ascesa ragguardevole, accompagnata da società in continuo cambiamento, ognuna nella propria unicità.

Seguire le storie che non conosciamo ancora

Forse, in questo contesto, quello che possiamo fare è non rinchiuderci in noi stessi, ma piuttosto cercare di comprendere qualcosa che sì, è lontano, ma non irraggiungibile.

Perciò, se sceglierete l’Asia per il vostro periodo di studio all'estero e qualcuno dovesse chiedervi “perché la Cina, l’India, la Malesia?”, rispondete come Tiziano Terzani e dite loro che ci andrete "in cerca dell’altro, di tutto quello che non conoscete, all’inseguimento di idee, di uomini e di storie che non avete ancora letto".

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