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La competenza interculturale. Un’abilità per futuri cittadini del mondo.

Per capire come dotare i ragazzi di questa capacità relazionale, abbiamo intervistato una professoressa e una vicepreside che ci raccontano l’impatto dei laboratori di Intercultura nelle loro classi

Un’abilità da costruire nel tempo, indispensabile per formare cittadini e cittadine consapevoli e non meri spettatori della globalizzazione. Cosa significa possederla? Significa interagire in modo efficace, empatico e rispettoso con chi proviene da contesti culturali diversi. Vuol dire sospendere il pregiudizio, mettersi in ascolto e adattare il proprio punto di vista, trasformando le differenze in risorse per una convivenza costruttiva. 

Come guidare gli studenti verso questa competenza? Tra le vie più efficaci spiccano le unità didattiche per destrutturare i pregiudizi e le attività pratiche di Educazione civica. Su quest’ultimo fronte interviene AGISCI!, progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e portato nelle classi italiane da Intercultura nell’anno scolastico. 2024-25 per tradurre in pratica l’educazione alla cittadinanza globale. 

Per capire come dotare i ragazzi e ragazze di questa capacità relazionale, diamo voce alla Prof.ssa Lucia Forino, DS del Liceo P. V. Marone” di Avellino, e alla vicepreside Prof.ssa Giovanna Criscitiello, che ci raccontano l’impatto dei laboratori sui loro studenti, vincitori nazionali del progetto. 

L'intervista

  • In che modo l’integrazione di AGISCI! nel curricolo ha aiutato la Vostra scuola ad andare oltre la teoria, sviluppando la competenza interculturale tramite un’esperienza concreta?

I laboratori hanno arricchito il nostro curricolo di Educazione civica. Le attività partecipative e cooperative hanno offerto agli studenti l’opportunità di affrontare temi chiave come la diversità e la sostenibilità ambientale, aiutandoli a esercitare la cittadinanza globale nel quotidiano: comunicando con l’altro, accogliendo prospettive differenti, gestendo il confronto e costruendo soluzioni condivise. 

  • Sviluppare la competenza interculturale significa superare gli stereotipi e gestire la complessità. Quali “scatti di consapevolezza” avete osservato nei ragazzi?

Gli studenti hanno sperimentato la diversità come un’opportunità di crescita, mostrando maturità nel gestire situazioni complesse senza pretendere risposte immediate. Hanno capito che il dialogo richiede tempo e disponibilità a mettersi in discussione. Lo “scatto” decisivo è stato passare dall’interculturalità intesa come semplice conoscenza teorica alla consapevolezza che si tratta di un’attitudine relazionale, fondata sul rispetto e sul superamento dei pregiudizi. 

  • Una sfida complessa per le scuole è la valutazione delle competenze trasversali. Come avete integrato i risultati dei laboratori nella griglia di Ed. Civica?

Le competenze trasversali emerse sono diventate indicatori fondamentali del curricolo integrato di Educazione civica, STEM e orientamento. Il progetto ha permesso di osservarle in situazioni autentiche, fornendo ai docenti evidenze concrete tramite le dinamiche di gruppo, l’autovalutazione e i prodotti realizzati. Tutti elementi confluiti in una valutazione d’eccellenza, culminata con la vittoria della nostra scuola al concorso del progetto AGISCI!