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Cos'è una host family? Breve guida pratica all'accoglienza

Guida pratica all'accoglienza: cos'è una famiglia ospitante, come funziona, quanto si guadagna e come diventarlo in Italia con Intercultura.

Host family: la guida pratica all'accoglienza

Se sei qui e ti accingi a leggere questo approfondimento, probabilmente hai sentito parlare di Host Family ma non ne conosci bene il significato. Il termine evoca immediatamente immagini di frontiere che si aprono e culture che si incontrano. Effettivamente, però, quella di host family è anche una locuzione che può creare confusione, perché può assumere significati anche molto diversi a seconda del contesto. Se stai valutando questa possibilità, quindi, è fondamentale capire che l'accoglienza non è un concetto univoco. Esistono modi molto diversi di ospitare, ognuno con le sue regole e le sue finalità. Questa guida nasce per fare chiarezza e orientarti nel mondo degli scambi scolastici internazionali, dove l'ospitalità diventa un progetto educativo per tutta la famiglia.

Che significa host family? Una definizione, molte tipologie

Letteralmente traducibile in italiano con "famiglia ospitante", il termine host family indica un nucleo familiare che sceglie di accogliere nella propria casa una persona esterna alla cerchia dei parenti e degli amici, per un periodo di tempo determinato.

Il concetto di base è quindi l'apertura della propria casa. Nella pratica, però, il significato dell'esperienza come host family cambia radicalmente a seconda del contesto. Spesso, infatti, si fa confusione tra le diverse tipologie di accoglienza esistenti oggi in Italia e nel mondo. Per chiarezza, ecco una panoramica dei principali ambiti in cui si utilizza questo termine:

  • scambio "Au Pair" (Alla pari): è un accordo basato su uno scambio di servizi in cui la famiglia ospita un o una giovane (solitamente tra i 18 e i 30 anni) offrendo vitto, alloggio e un piccolo compenso in cambio di un aiuto concreto nella gestione dei bambini o nelle faccende domestiche leggere;
  • turismo e soggiorni linguistici: è un rapporto spesso simile a quello di un B&B o di una pensione familiare in cui la famiglia ospitante offre una stanza (e spesso i pasti) a turisti o studenti che frequentano corsi di lingua brevi;
  • solidarietà: si riferisce a famiglie che accolgono rifugiati, migranti o persone in situazioni di emergenza abitativa attraverso associazioni umanitarie;
  • scambi scolastici internazionali: nel contesto dei programmi di mobilità scolastica internazionale, la famiglia ospitante è quella che accoglie un adolescente straniero (un exchange student, solitamente tra i 15 e i 17 anni) trattandolo a tutti gli effetti come un nuovo figlio o figlia.

Intercultura opera proprio in quest'ultimo settore. Ed è proprio a questa tipologia specifica di famiglie ospitanti che sono riferite le prossime domande di questa guida.

Come funziona una famiglia ospitante?

Diventare una famiglia ospitante non richiede di stravolgere la propria vita o trasformare la casa in un albergo a cinque stelle. Il segreto è molto più semplice: si tratta di allargare la propria routine quotidiana per fare spazio a una persona in più. Ospitare uno studente o una studentessa stranieri, infatti, non significa addossarsi la responsabilità di una persona in più da servire e riverire ma accogliere un ragazzo o una ragazza come un nuovo componente della famiglia, condividendo spazi, tempi e responsabilità.

Dal punto di vista pratico, non serve possedere una villa o garantire un bagno privato. Un ambiente sereno e un letto sono tutto ciò che serve (la condivisione della camera con un fratello o una sorella ospitante, purché dello stesso sesso, è spesso un valore aggiunto, non un limite). Anche a tavola vince la spontaneità: non è necessario cucinare menù speciali, perché lo scopo dello scambio è far scoprire la vera cultura del paese di accoglienza. In generale, poi, la convivenza con un exchange student si basa sulle stesse regole che valgono per i figli: orari di rientro, gestione del disordine e piccoli contributi domestici riguardano tutti allo stesso modo. Anzi, la ricchezza dell'esperienza sta proprio nel condividere la normalità, senza l'ansia o il peso di dover fare cose straordinarie.

Infine, fuori dalle mura domestiche, lo studente frequenterà una scuola pubblica locale, imparando a gestire i propri impegni e spostamenti in autonomia, senza che la famiglia debba trasformarsi in un servizio taxi. In tutto questo percorso, però, se ci si affida a Intercultura si ha la certezza di non essere lasciati soli: un assistente volontario seguirà la tua famiglia e lo studente lungo tutto l'arco dell'esperienza. Sarà lui il primo e principale interlocutore per qualsiasi dubbio o difficoltà. Alle sue spalle, però, agirà una rete strutturata, composta dal Centro locale, dalla sede nazionale di Intercultura e dalla sede del Paese di provenienza.

Qui puoi trovare anche altre info su caratteristiche e requisiti delle famiglie ospitanti.

Quanto si guadagna come host family?

Questa è probabilmente una delle domande più digitate sui motori di ricerca da parte di potenziali host family, quando si parla di ospitalità di studenti stranieri. La ragione risiede nella confusione che spesso si fa tra questo tipo di ospitalità e le altre forme viste all'inizio di questo articolo. Nel caso dei programmi di scambi scolastici internazionali gestiti da Intercultura la risposta a questo quesito è netta: non è previsto alcun compenso economico, l'accoglienza è un atto totalmente volontario e gratuito. Alle famiglie, quindi, viene proposto di ospitare per soddisfare il desiderio di aprirsi al mondo e di accogliere un adolescente straniero come un vero figlio, senza interessi secondari. E se è vero che il portafoglio non si riempie, è altrettanto incontrovertibile che ad arricchirsi è il bagaglio umano di tutta la famiglia. Il guadagno sta nella relazione: si costruiscono legami affettivi che spesso durano tutta la vita, si impara a guardare la propria cultura con occhi nuovi e si offre ai propri figli (se presenti) un'esperienza di internazionalità senza doversi muovere da casa. In questo senso, il ritorno dell'investimento è incalcolabile.

Se vuoi approfondire questo argomento, leggi qui.

Perché diventare famiglia ospitante?

Proprio perché il ritorno non si calcola in euro, le ragioni per intraprendere questa avventura toccano corde molto più profonde e durature. Scegliere di accogliere uno studente straniero è un investimento sul capitale umano del proprio nucleo familiare. Lo confermano le centinaia di famiglie che hanno provato questa esperienza e le cui opinioni sono state raccolte in una ricerca di AFS Intercultural Program, che ha provato a indagare i benefici di aprire la propria casa al mondo. Cosa spinge concretamente migliaia di famiglie italiane a fare questa scelta ogni anno? Si possono identificare almeno quattro buone ragioni che ritornano nel racconto di quasi tutte le host family, fermo restando la possibilità che ciascuno ne trovi di ulteriori.

  • Viaggiare rimanendo a casa. Non serve prendere un aereo per conoscere il mondo. Ospitare permette di "internazionalizzare" le mura domestiche, portando culture, lingue e tradizioni lontane direttamente nel proprio salotto.
  • Riscoprire la propria cultura. Spesso diamo per scontate le nostre abitudini o le bellezze del nostro territorio. Guardarle attraverso gli occhi curiosi di un ragazzo che le vede per la prima volta ci aiuta a riscoprirle e ad apprezzarle di nuovo.
  • Un dono educativo per i figli. Se avete figli, l'esperienza è una palestra di vita incredibile. Imparano la condivisione, la tolleranza e l'apertura mentale, confrontandosi quotidianamente con un "fratello" o una "sorella" che ha un background diverso dal loro.
  • Legami che superano i confini. L'esperienza non finisce con la partenza dello studente. Si crea una "famiglia allargata" nel mondo: avrete sempre una seconda casa in un altro Paese e un legame affettivo che, molto spesso, dura per tutta la vita.

Scopri le storie di Intercultura.

Come diventare famiglia ospitante in Italia?

Il percorso per candidarsi come famiglia ospitante e accogliere uno studente straniero nell'ambito di uno scambio interculturale è trasparente e pensato per garantire la massima serenità sia a chi ospita che a chi viene ospitato.

Il percorso di selezione non è un esame, ma un momento di conoscenza reciproca gestito dai volontari Intercultura presenti in 160 città italiane. In sintesi, ecco come funziona l'iter:

  • il primo contatto: tutto inizia con la creazione di un account e la compilazione di una semplice domanda di partecipazione che vi metterà in contatto con il Centro Locale più vicino;
  • gli incontri conoscitivi: a quel punto, i volontari verranno a trovarvi a casa, un passaggio fondamentale utile a chiarire ogni dubbio, a capire le vostre motivazioni e a valutare insieme se diventare famiglia ospitante è davvero l'esperienza giusta per voi in quel momento;
  • l'abbinamento: una volta confermata l'idoneità, si procede (con il sostegno dei volontari locali) a individuare lo studente o la studentessa più adatti per la vostra famiglia;
  • la rete con le altre famiglie: parallelamente, vengono organizzati incontri conoscitivi tra le diverse famiglie ospitanti di una stessa zona, per favorire gli scambi di conoscenze;
  • l'arrivo: è il momento clou dell'ospitalità, per questo i volontari forniscono tutto il supporto necessario nella fase di ambientamento (compresa l'iscrizione a scuola).

È un percorso guidato passo dopo passo, dove la burocrazia lascia spazio al dialogo, per assicurarsi che l'esperienza sia indimenticabile per tutti.

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