Oltre il conflitto: come un banco di scuola diventa un ponte di pace per l'Ucraina
In un mondo segnato dalle ferite della guerra, Intercultura e Fondazione ANP ETS scelgono di rispondere con l’istruzione e il dialogo.
Grazie a borse di studio dedicate, giovani studenti ucraini ritrovano in Italia la spensieratezza perduta, offrendo ai nostri ragazzi una lezione vivente di empatia e cittadinanza globale. Scopriamo perché questo progetto è un investimento sulla pace che riguarda tutti noi.
La guerra non ruba solo case e sicurezze; ruba, soprattutto, il tempo. Per un adolescente, perdere la scuola significa perdere il diritto alla normalità, alle amicizie e alla possibilità di immaginare il domani. È qui che nasce il “Progetto Ucraina”, un’iniziativa nata dalla sinergia tra Intercultura, la Fondazione ANP ETS (Associazione Nazionale Presidi e Dirigenti Scolastici) e la rete dei dirigenti scolastici ucraini, pensata per offrire a ragazze e ragazzi segnati dal conflitto un anno scolastico nel nostro Paese.
Perché accogliere è un atto educativo
Offrire un banco di scuola a uno studente ucraino non è solo un gesto di solidarietà, ma un potente strumento pedagogico. Per i ragazzi che arrivano, l’Italia diventa un rifugio sicuro dove elaborare i traumi e ricostruire la propria identità. Per gli studenti italiani e le famiglie ospitanti, l'incontro con questi coetanei è un "correttore di realtà": rompe i pregiudizi, trasforma la geopolitica in volti e nomi, e insegna che la pace non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana fatta di ascolto e condivisione.
Le voci dei protagonisti
L’impatto di questa esperienza emerge con forza dalle parole di chi la sta vivendo:
"Sentirlo ridere con i suoi amici è la conferma che gli stiamo dando la cosa più importante: la possibilità di vivere un pezzo di adolescenza 'normale' che la guerra gli sta rubando. L’impatto più silenzioso del conflitto non è solo la perdita fisica, ma la perdita del diritto alla spensieratezza e al futuro." — Annika e Andrea, famiglia ospitante di Vova a Modena.
"Conoscere Arina ci ha permesso di comprendere quanto delle nostre idee su di lei fossero pregiudizi e stereotipi. Abbiamo il privilegio di conoscere una persona vera, con debolezze e punti di forza. Siamo felici di aver condiviso un pezzo del nostro percorso con lei." — Agnese e Guido, famiglia ospitante di Arina a Pisa.
"Vedere come la cooperazione internazionale trasforma le giovani vite — plasmando individui responsabili, empatici e con una mentalità globale — mi ricorda ancora una volta perché facciamo quello che facciamo." — Natalia, Dirigente Scolastica ucraina.
Un impegno che deve continuare
Oggi il progetto conta già storie di successo come quella di Anhelina, che dopo l'anno a Parma è tornata a Kiev con il sogno di diventare attivista internazionale. Ma c'è ancora molto da fare. Per il prossimo anno scolastico, grazie al sostegno della Fondazione ANP ETS, le borse di studio passeranno da tre a quattro, permettendo a un altro studente di intraprendere questo percorso di rinascita.
Costruire "ponti di pace" significa non voltarsi dall'altra parte e investire oggi sui leader di domani.
Come puoi contribuire
Il Progetto Ucraina vive grazie alla generosità di chi crede nel valore dello scambio culturale. In occasione dei 70 anni di Intercultura, puoi sostenere queste borse di studio e regalare un futuro a un giovane studente ucraino.