Logo Intercultura

Studiare all'estero e pari opportunità: ripensare il merito nell'Italia di oggi

L'Italia soffre ancora di forti disuguaglianze nell'istruzione. Scopri come Intercultura promuove un'idea democratica di merito e pari opportunità per i giovani.

La fotografia dell'istruzione in Italia

Permettere a tutti i giovani e le giovani di scoprire e sviluppare le proprie abilità è sia un dovere di giustizia sociale, pena la violazione dell'uguaglianza di opportunità, sia un ingrediente essenziale dello sviluppo economico, pena lo spreco di competenze. Il che appare tanto più importante nell'attuale economia della conoscenza. Su entrambi i fronti, l'Italia mostra serie carenze.

Come attesta l'ISTAT, nel recente Rapporto sui livelli d'istruzione e ritorni occupazionali, l'ereditarietà della trasmissione intergenerazionale dell'istruzione resta elevata in Italia: la propensione a laurearsi dei figli è oltre dodici volte più alta quando almeno un genitore è laureato rispetto a chi ha genitori con al massimo la licenza media. Al contempo, nonostante i passi avanti compiuti nella riduzione della dispersione scolastica, i dati sulle competenze rilevati dall'Indagine Ocse Pisa mostrano diverse debolezze e la partecipazione ai percorsi di istruzione e formazione universitari resta in aggregato bassa: la quota di giovani laureati (25-34 anni) è del 31,6%, in Italia, contro una media dell'Unione Europea del 44,1%.

Il ruolo di Intercultura e la critica al merito competitivo

Oltre l'inclusione: verso una visione democratica delle opportunità

Data questa realtà, offrire la possibilità di studiare all'estero, come fa Intercultura, assicurando borse di studio, parziali o totali, a chi proviene da famiglie che non ne hanno i mezzi, contribuisce all'uguaglianza di opportunità e allo sviluppo economico del nostro paese. Intercultura, tuttavia, fa molto di più. Pratica una declinazione che definirei democratica del merito, la quale va oltre l'attenzione all'inclusione.

Si consideri la visione oggi diffusa del merito. Centrale è la presenza di abilità considerate naturali, a loro volta tipicamente riconducibili ad alcune doti cognitive o tecniche, che vanno sviluppate con lo sforzo, in una gara competitiva dove alla fine il merito è suggellato dai vantaggi materiali e di status raggiunti. In questa prospettiva, l'inclusione serve a livellare il campo di gioco, il quale rimane, tuttavia, gerarchizzante, stabilendo vincitori e vinti, e la prova del merito è nella posizione ottenuta sui mercati.

 

Un modello cooperativo per la fioritura umana

Relazioni paritarie, diversità e l'impatto globale sulla pace

Ebbene, Intercultura mira anch'essa alla promozione dei meriti: le abilità sono al cuore dei meriti e contribuire allo sviluppo delle abilità è al cuore di Intercultura. Intercultura, tuttavia, offre ai giovani e alle giovani anche un contesto plurale e cooperativo, in cui ricercare i meriti che si vogliono perseguire. Lo fa grazie all'esposizione ad una pluralità di relazioni paritarie fra giovani provenienti da contesti sociali e paesi diversi nonché all'esposizione complessiva a stili di vita diversi sia nelle scuole che frequentano sia nelle famiglie che generosamente li accolgono.

Tutto ciò favorisce la fioritura umana, contro visioni monodimensionali del merito, e lo sviluppo di relazioni di rispetto e riconoscimento reciproco, contro visioni gerarchizzanti fra chi vince e chi perde. L'apertura ai tanti e alle tante altre, ci permette di affinare le nostre abilità e dunque potenziare i nostri meriti, ma entro un quadro che riconosce la pluralità dei meriti stessi e la pari dignità fra persone.

La dimensione globale delle interazioni contribuisce anche alla pace, effetto non da poco oggi.

 

Elena Granaglia

Professoressa emerita di Scienza delle Finanze al Dipartimento di Giurisprudenza, Università di Roma 3