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Per un genitore non è semplice lasciar partire i propri figli

Laura, la mamma di Luca che ha trascorso 3 mesi in Thailandia, ci racconta la montagna russa di emozioni che ha vissuto da quando ha deciso di affidare suo figlio a Intercultura.

"L'ho spinto io a partire, ma quando è arrivato il momento.... ho avuto paura"

Mi chiamo Laura e sono la mamma di Luca che sta passando il suo trimestre in Thailandia con Intercultura.

Io lavoro nell'europrogettazione, per me è fondamentale lo scambio interculturale, la conoscenza di nuovi luoghi, culture poiché sempre generativi di crescita personale e professionale. Ho proposto io a Luca di partecipare al concorso.

Quando è stato selezionato, con una  piccola borsa di studio, per la Thailandia devo confessare che sono stata pervasa da paure e preoccupazioni. Pur essendo abituata a viaggiare, a far viaggiare studenti, quando è stata la volta di mio figlio, le emozioni sono state totalmente diverse… sarebbe partito per 3 mesi dall'altra parte del mondo, in un paese molto diverso dal nostro. Subito sono stata assalita da domande come: se la famiglia in cui andrà non lo tratterà bene? Se gli succede qualcosa? 17 anni è ancora giovane, riuscirà ad affrontare un'esperienza così impattante? E a queste preoccupazioni si aggiungeva un senso di colpa, gliel'ho proposto io, l'ho incentivato a partecipare, avrò sbagliato?

E poi arriva il momento della partenza, del distacco e le paure sembrano prevalere su tutto...

Dopo i primi giorni in famiglia piano piano le paure si sono affievolite. Luca è stato accolto con amore, attenzione e delicatezza. Nonostante in famiglia non parlassero inglese sono da subito riusciti ad entrare in armonia. Io mi sentivo con Ampron, la mamma thailandese, e subito ho percepito la sua empatia ed il desiderio di stare accanto a Luca in questo suo percorso.

Nel frattempo ho letto il libro "La generazione ansiosa" di Jonathan Haidt. Ebbene, Haidt invita i genitori a far partecipare i propri figli ai programmi di AFS come momento positivo fondamentale di crescita degli adolescenti. Caspita, mi sono detta, se pure Haidt ne parla bene forse ho preso la scelta giusta per lui.

 

Grazie mamma!

Ora mancano 2 giorni al ritorno di Luca e posso dire: ho fatto la scelta migliore per lui! Luca è felicissimo dell'esperienza che ha vissuto, gli spiace lasciare ciò che ha costruito in Thailandia in termini di relazioni e quotidianità. Mi ha detto che non potrà mai ringraziarmi abbastanza per avergli permesso di vivere questa esperienza. 

Ho voluto condividere con voi queste emozioni, perché per un genitore non è semplice lasciar partire i propri figli e, a volte queste paure ci impediscono di fare le scelte più giuste per loro. Io sono molto contenta di aver avuto la "forza" di fare questa scelta e vi ringrazio di cuore per aver accompagnato Luca e avergli permesso di fare questa esperienza, che sicuramente ha cambiato alcune sue prospettive e sensibilità e lo ha reso più consapevole dei suoi limiti e delle sue potenzialità.

Grazie ancora

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