Vivere in Cina da studenti: guida pratica all’anno scolastico all’estero
Com’è davvero vivere in Cina durante un anno di scuola superiore all’estero? Dall’impatto con una cultura molto diversa da quella italiana alla vita quotidiana tra scuola, amicizie e nuove abitudini digitali.
In questa guida trovi risposte pratiche alle domande più comuni di studenti e famiglie, fornite proprio da chi ci è già stato. Scopri come funziona la socializzazione con i coetanei cinesi, quali app scaricare prima della partenza, come gestire internet e i pagamenti digitali, quanto costa vivere in Cina e quali aspetti burocratici conoscere per affrontare l’esperienza con maggiore serenità.
Per un giovane italiano la Cina è lontana, sia fisicamente che culturalmente. Ma è proprio in questa lontananza che risiede il suo fascino, che spinge molti ragazzi e ragazze a sceglierla come meta per il loro anno di scuola superiore all’estero. Una decisione quanto mai azzeccata, perché porta a vivere un’esperienza unica e irripetibile, estremamente formativa. Allo stesso tempo, però, è una scelta che può mettere un po’ di paura. Non a caso, piattaforme social e forum come Reddit, Facebook, Instagram e Tik Tok sono piene di domande che studenti e studentesse italiani, desiderosi di vivere uno scambio culturale in Cina, rivolgono ai coetanei che li hanno preceduti. Noi di Intercultura, che di scambi culturali ci occupiamo da oltre 70 anni, abbiamo raccolto le principali e abbiamo chiesto ai nostri volontari che si occupano di Cina di rispondere, in modo da fornire informazioni chiare, certe e verificate. Per praticità, le abbiamo organizzate in macrotemi, che toccano le corde principali della vita in Cina: accoglienza e socializzazione, tecnologia, costi e burocrazia. Buona lettura!
Accoglienza e socializzazione: fare amicizia in Cina
Com’è il primo impatto con la Cina e con i cinesi?
Il primo impatto è quasi sempre un mix di entusiasmo e spiazzamento totale, ed è giusto che tu lo sappia in anticipo così non ti spaventi quando capiterà anche a te. Appena scendi dall'aereo ti travolgono le dimensioni: città enormi, grattacieli ovunque, una densità di persone che in Italia semplicemente non esiste. Anche se vai in una città “piccola” per gli standard cinesi, probabilmente avrà più abitanti di Roma. I cartelli sono quasi tutti in cinese, l'alfabeto è diverso da qualsiasi cosa tu abbia mai visto, e per le prime settimane non riuscirai a leggere quasi nulla. Per quanto riguarda poi i rapporti umani, sappi che i cinesi sono curiosi verso gli stranieri, soprattutto fuori dalle grandi metropoli. Capita quindi di essere fissati, fotografati di nascosto (o anche apertamente), o che qualcuno chieda di fare un selfie insieme. È curiosità genuina, anche se può sembrare invadenza. Le prime due-tre settimane sono spesso le più dure emotivamente, perché è il momento in cui la novità lascia spazio alla fatica reale. Poi arriva la svolta: cominci a riconoscere qualche carattere, capisci le prime frasi, trovi i tuoi punti di riferimento, e il caos iniziale si trasforma in qualcosa che senti tuo.
È vero che si può accusare mancanza di “spazio”?
Sì, è un fenomeno reale e comune. Le città cinesi hanno una densità di popolazione molto più alta che in Italia: metro, strade, negozi sono affollati quasi sempre, anche in orari che da noi sarebbero tranquilli. Anche le case sono spesso più piccole rispetto agli standard italiani, quindi anche lo spazio privato può ridursi. Il risultato è che molti studenti, soprattutto nei primi mesi, sentono una specie di stanchezza da troppi stimoli: rumore costante, gente ovunque, la sensazione di non avere mai un momento per sé. È una fatica che si supera con il tempo, trovando dei piccoli "rifugi" personali (un parco la mattina presto, una caffetteria silenziosa), e lasciando che la mente si abitui gradualmente.
Si fa amicizia facilmente con gli studenti cinesi?
Dipende molto, ma in generale sì, anche se i tempi e i modi sono diversi da quelli italiani. Gli studenti cinesi, infatti, sono spesso più riservati al primo contatto, soprattutto se la loro scuola non è abituata ad avere stranieri. C'è poi la barriera della lingua: il loro inglese scolastico spesso è più orientato alla grammatica che alla conversazione; quindi, all'inizio la comunicazione può essere lenta e un po' goffa da entrambe le parti. Mostrare curiosità verso la lingua e la cultura cinese fa una grande differenza così come partecipare attivamente alle iniziative scolastiche. Sappi, comunque, che essere "lo studente straniero" gioca a tuo favore, perché saranno loro i primi a volerti conoscere, proprio per curiosità verso un mondo diverso dal loro. Capita spesso che diventino loro stessi i tuoi "traduttori" e mediatori con il resto della classe.
Marcello Ascani in Cina
L’uso della tecnologia: connessione a internet e social media in Cina
Come devo regolarmi con la VPN in Cina? È fondamentale?
Sì, la VPN è fondamentale. In Cina, infatti, molti servizi occidentali sono bloccati: Google (e quindi Gmail, Drive, Maps), WhatsApp, Instagram, Facebook, YouTube. Senza VPN resti tagliato fuori da queste piattaforme. Organizzarsi è semplice, basta scaricarne e attivarne una prima di partire (possibilmente una versione a pagamento, per essere tranquilli sul funzionamento), configurandola su tutti i dispositivi. È importante, però, prepararsi anche a usare gli equivalenti cinesi. WeChat sostituisce WhatsApp ed è usatissimo anche da chi non parla cinese e Baidu Maps è una valida alternativa a Google Maps.
Come funzionano i social in Cina?
WeChat è il social centrale, sostituisce contemporaneamente WhatsApp, Instagram, PayPal e quasi tutto il resto. Lì comunicherai con famiglia ospitante, compagni, prof. Ha anche i "Moments" (tipo stories) e i pagamenti digitali integrati (fondamentale, perché in Cina i contanti sono usati pochissimo).
Altri social cinesi diffusi tra i giovani sono:
-Douyin: la versione cinese di TikTok, diversa da quella internazionale;
-Xiaohongshu (RED): molto usato per recensioni, lifestyle, consigli;
-Weibo: più simile a Twitter/X, per notizie e tendenze.
I social occidentali, invece, sono bloccati. Il consiglio è di scaricare WeChat prima di partire e creare il profilo, anche se alcune funzioni si attivano meglio una volta arrivati in Cina.
Quali app è consigliato scaricare prima di partire per la Cina?
Le app essenziali da scaricare prima di partire sono:
-WeChat, per le comunicazioni, i pagamenti e molto altro;
-VPN;
-Pleco, il dizionario cinese-italiano/inglese migliore, con riconoscimento caratteri tramite fotocamera.
Altre app da scaricare all’arrivo, invece, sono:
-Alipay, l'altra grande app di pagamenti, spesso necessaria insieme a WeChat Pay;
-Didi, l'equivalente cinese di Uber, fondamentale per spostarti;
-Baidu Maps o Amap (Gaode), alternativa a Google Maps;
-Meituan o Ele.me, per ordinare cibo a domicilio;
-Douyin, versione cinese di TikTok.
Attenzione: molte di queste app richiedono un numero di telefono cinese per la registrazione completa; quindi, una delle prime cose da fare appena arrivato sarà attivare una SIM locale.
Costo della vita e burocrazia per gli stranieri in Cina
Quanto costa vivere in Cina per uno studente straniero
La risposta a questa domanda ha bisogno di una premessa: per gli studenti che vanno a studiare in Cina con Intercultura, le uniche spese non comprese nella quota di partecipazione sono quelle personali, come gli spuntini fuori, i trasporti, qualche uscita con gli amici, magari un piccolo souvenir o un viaggio nel weekend. La Cina, specialmente fuori dalle metropoli più costose come Shanghai o Pechino, è generalmente più economica dell'Italia per la vita di tutti i giorni. I trasporti pubblici costano pochissimo, il cibo di strada è molto economico, così come mangiare in piccoli ristoranti locali. Ovviamente tutto cambia si vai in una grande città e cerchi posti più "occidentali" o turistici. In generale, però, per uno studente che vive come vivono i suoi coetanei cinesi i costi sono bassi. Siamo su un budget mensile di circa 250 euro, cioè più o meno 2000 RMB (la valuta cinese).
È vero che il contante è poco usato?
Sì, è verissimo, ed è uno degli aspetti che sorprende di più gli studenti italiani. In Cina i pagamenti digitali tramite smartphone (soprattutto WeChat Pay e Alipay) sono diventati lo standard assoluto, molto più che in Italia. Si paga scansionando un QR code praticamente ovunque: ristoranti, mercatini di strada, taxi, distributori automatici, persino i venditori ambulanti spesso hanno il loro codice QR. Questo significa che, all’arrivo, una delle prime cose da fare è collegare un metodo di pagamento a WeChat Pay o Alipay. Generalmente serve una carta cinese o, in alcuni casi, è possibile collegare una carta internazionale, anche se può essere più macchinoso. Senza questo passaggio, ti troverai davvero in difficoltà a fare cose banali come comprare da mangiare o prendere un mezzo.
Ci sono adempimenti burocratici a cui prestare attenzione
Anche qui è necessaria una premessa: di tutte le pratiche necessarie per garantire un sereno soggiorno ai propri studenti si occupa Intercultura, con il suo staff e la sua rete di volontari. È bene però che tu conosca tutti i vari adempimenti richiesti, anche se non dovrai fronteggiarli da solo. In primo luogo, per uno scambio scolastico in Cina serve solitamente il visto X1 o X2 (visto per studenti), che richiede una lettera di invito/accettazione dalla scuola cinese e altra documentazione. Il passaporto, poi, deve avere validità residua adeguata (di solito almeno 6 mesi oltre la data di rientro prevista) e possono essere richieste o consigliate alcune vaccinazioni particolari. All’arrivo, entro 24 ore, è obbligatoria la registrazione presso la polizia locale, mentre entro 30 giorni, si deve convertire il visto X in un permesso di soggiorno.
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