Un obiettivo
sul mondo

Concorso fotografico per scoprire nuove culture in collaborazione con l’agenzia giornalistica ANSA

Intercultura offre un percorso di formazione sviluppato appositamente per i partecipanti ai programmi estivi. Un percorso focalizzato soprattutto sull’obiettivo di aiutare gli studenti a dotarsi di strumenti di osservazione della realtà culturale del Paese in cui vivranno per alcune settimane e a scoprire alcuni aspetti meno stereotipati della cultura locale. Per stimolare i ragazzi ad utilizzare quanto appreso sugli strumenti di osservazione di un’altra cultura, Intercultura ha lanciato un concorso fotografico che aiuti i ragazzi ad affinare le loro capacità fotografiche e descrittive. Il concorso prevede un premio speciale: il primo classificato avrà la possibilità di recarsi a Bruxelles, in qualità di fotoreporter, a fine novembre/inizio dicembre per documentare il campo finale del programma trimestrale europeo, a cui partecipano qualche centinaio di giovani di diversi Paesi. Ovviamente il tutto con l’assistenza e il coordinamento dei volontari di Intercultura.

Sfoglia una selezione di foto delle passate edizioni (Flickr)

Edizione 2018

Osservare una cultura diversa rispetto a quella di origine, attraverso la lente d’ingrandimento dell’obiettivo della macchina fotografica, ha permesso a quasi 500 adolescenti che hanno trascorso un mese all’estero quest’estate con Intercultura (in Irlanda, UK, Danimarca, Finlandia, Spagna, Russia, USA, Canada, Argentina, Cina, India, Giappone, Tunisia) di conoscerla e, in parte, di interpretarla con maggiore cognizione di causa.
Come nelle precedenti edizioni, il vicedirettore e il responsabile del reparto fotografico dell’agenzia di stampa Ansa hanno fatto parte della giuria che ha decretato i tre vincitori, che sono state accolte presso la sede romana dell'Ansa per assistere a una riunione di redazione. Il primo classificato, inoltre, è volata a Bruxelles, in qualità di fotoreporter, per documentare il campo finale del programma trimestrale europeo promosso da Intercultura, a cui partecipano qualche centinaio di giovani di diversi Paesi per riflettere sui temi della cittadinanza attiva.

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Tre ragazzi cinesi che, come in un quadro di Rembrandt, escono dal buio della notte e gettano, con la loro presenza, un fascio di luce su alcuni ideogrammi che stanno scrivendo sul muro, dando così vita e tridimensionalità a un racconto visivo che rimarrà indelebile: questa è l’immagine risultata vincitrice della quarta edizione del concorso fotografico promosso da Intercultura e ANSA 'Un obiettivo sul mondo'. Autore dello scatto "La storia sul muro" è il 17enne Giacomo Bulfone di Udine, un mese estivo trascorso in Cina: "Scattata a Dingshanzhen (定山镇), un piccolo paesino di campagna nei pressi di Jiujiang, - scrive Giacomo nella didascalia - rappresenta l'anima più vera di un popolo, che nonostante abbia deciso di seguire il processo della globalizzazione in nome del progresso, sfrenato e senza limiti, contemporaneamente desidera preservare e valorizzare l'autenticità delle proprie tradizioni. Tant'è che giovani artisti, fieri e orgogliosi della propria identità, nel mezzo della notte, al lume di una torcia scrivono e illustrano la storia del proprio popolo sui muri della città, nelle strade, in mezzo alla gente affinché, essendo sotto gli occhi di tutti, non si dimentichi il passato che è il fondamento del presente"

La macchina fotografica permette anche di bloccare per sempre in un fotogramma il ricordo di una giornata speciale: l’incontro con un popolo dal cuore grande e generoso rappresentato dal sorriso guascone di uno studente in uniforme scolastica, come nel caso della foto "Plentyn Mewn Unffurf (ragazzo in uniforme)" scattata da Alice Franchi, 17enne bolognese che ha trascorso un mese a Cardiff nel Galles: "La prima settimana della mia permanenza in Galles coincideva con l'ultima settimana scolastica gallese. Un pomeriggio, mentre giravo per la cittadina di Colwyn Bay, sono rimasta colpita per il fatto che in quel momento era deserta (probabilmente perché tutti erano nelle loro case o nei locali del posto per l'afternoon tea delle cinque). Girando l'angolo, però, ho incontrato questo bambino in uniforme scolastica che tornava a casa dopo una giornata a scuola. Con un po’ di timore, ho accennato una mossa per scattargli una foto, e con mia completa sorpresa lui si è messo in posa e si è subito mostrato entusiasta del fatto che lo stessi fotografando. Inutile dirlo, dall'istante in cui ho visto il risultato dello scatto mi sono innamorata di questa foto: il bambino, infatti, rappresenta in tutto e per tutto ciò che ho potuto apprezzare in un mese degli abitanti del Galles del Nord. Sono ospitali, pieni di vita e si prestano molto al dialogo con chi sta visitando il loro paese e si mostra interessato a scoprire meglio la loro cultura".

Matteo Portella, 17enne di Amatrice, un mese trascorso a Sligo in Irlanda grazie a una borsa di studio donata da UPI per gli studenti residenti nella zona del cratere del terremoto, ha invece immortalato la sua piccola grande vittoria nella sua foto "Una nuova esperienza", quella di riuscire a creare un rapporto di amicizia tra italiani e irlandesi attraverso lo sport: "STRANDHILL (Irlanda, Oceano Atlantico), è la foto a cui sono più legato perché siamo noi tutti insieme a praticare il Surf, cosa che in Italia non avevamo mai fatto. Questo scatto è stato scelto da me perché raffigura la nascita di un'amicizia tra noi italiani e gli irlandesi".

Edizione 2017

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Autrice di “Ginger Girl, Green Grass”, l’immagine vincitrice della terza edizione del concorso fotografico, è la 18enne Elisa Utili di Ravenna, un mese estivo trascorso a Cork, nell cuore della cultura gaelica del Paese.
Il messaggio sottotraccia che si può leggere è quello dell’impronta fondamentale che il bipolarismo religioso ha impresso nella storia passata e recente del popolo irlandese: “La bandiera irlandese presenta tre colori: il verde, il bianco e l'arancio che rappresentano l'unione della chiesa protestante con quella cattolica. Indirettamente però questi tre colori rimandano all'anima più naturale di questa isola; la frizzantezza del verde la troviamo nelle morbide e soffici colline che modellano il panorama, una miriade di sfumature di questo freddo tono che avvolgono l'atmosfera circostante; poi l'arancio che emerge dal sangue celtico e si manifesta nella chioma dei suoi abitanti più fedeli; in fine il tutto è avvolto dal bianco sporco delle nuvole che rendono il cielo così lunatico, tanto lunatico da ricreare una luce quasi sovrannaturale dalla quale ci si aspetta che da un momento all'altro esca alla scoperta un dispettoso leprecano".

La macchina fotografica permette anche di bloccare per sempre un momento epigrammatico della tensione che scorre tra due Paesi, come ha fatto Carlotta Rella, studentessa 17enne di Firenze, giunta seconda al concorso, che, durante il mese trascorso a San Diego, ha puntato l’obiettivo verso “Il Muro” che separa gli USA dal Messico, evidenziandone il ruolo di cesura tra popoli, famiglie, affetti, divisi da un confine invalicabile: “Siamo stati educati nel modo in cui lo fa la nostra società. Non sappiamo se sia giusto o sbagliato, ma pensiamo in quel modo, per non essere emarginati. In questa maniera, problemi, che esistevano duemila anni fa, esistono tutt'oggi. Viviamo in una società piena di razzismo, omofobia, bullismo, violenza e pregiudizi. Ma tutti abbiamo un pezzo di cuore davanti al polmone sinistro, con il quale possiamo distruggere i problemi. Dobbiamo sbriciolare il muro di fronte ai nostri occhi, mettere a fuoco la verità, conoscere ed aprire la mente. Perché l'amore non può essere fermato da un muro, l'affetto di una madre o di un padre non può essere trasformato da una rete, il filo che unisce due persone non può essere tagliato dalla distanza e la vita è troppo corta per voler abbracciare qualcuno e non poterlo fare".

Anna Zambrini, studentessa 17enne di Tirano (in provincia di Sondrio) ha trascorso il suo mese estivo in Giappone, carpendone tutta l’eleganza e l’armonia coniugate alla cultura millenaria del Paese che si fondono generando una sensazione di pace e tranquillità nella foto classificata terza al concorso e intitolata “Giardini di Kyoto”: "Dettaglio decorazione floreale di una recinzione in legno. In secondo piano uno dei più grandi spettacoli di armonia giapponese, il giardino "secco": composto da di pietre e ciottoli. Queste composizioni conferiscono al giardino pace e tranquillità".

Edizione 2016

Obiettivo doppiamente raggiunto. Se l’anno scorso, in 47 avevano inviato le tre foto corredate da didascalie per poter prendere parte al concorso, quest’anno i partecipanti sono stati ben 74! Minimo comun denominatore di tutti è stata la qualità: non solo hanno saputo scattare belle immagini, come idea, taglio, composizione, ma anche e soprattutto sono stati molto bravi nel commentare le foto, cogliendo nelle atmosfere e nei piccoli gesti ritratti, la diversità culturale del Paese che li ha accolti per alcune settimane.
Anche quest’anno ad apprezzare particolarmente le fotografie in gara sono stati il direttore, il vicedirettore e il responsabile del reparto fotografico dell’agenzia di stampa Ansa, che hanno fatto parte della giuria che ha decretato i tre vincitori: Giulia di Oristano (estivo Irlanda), Ilia di Roma Est (estivo Cina) e Francesco di Lecco (estivo USA).

Leggi l'articolo dell'Ansa con la gallery delle più belle foto pervenute al concorso 2016.

Giulia Melis di Oristano, 17 anni, vincitrice del concorso, un mese trascorso a Dublino la scorsa estate, ha saputo bloccare in un istante un elemento fondamentale che caratterizza il cambiamento in essere della cattolicissima società irlandese. In un bianco e nero pieno di gioia, viene ritratta “una delle rare famiglie non separate” che si gode un momento di felicità al mare, tra i bambini che giocano e i gabbiani che sembrano condividere la loro vitalità.

Ilia Salvaterra, 17 anni di Roma, che nel suo mese in Cina ha voluto meravigliosamente raccontare il primo scoglio interculturale con cui si confronta qualsiasi occidentale: quello del cibo piccantissimo trangugiato dalla popolazione locale con un forte rumore, giudicato fastidioso e inappropriato dai nostri standard del bon ton e che invece è funzionale nella cultura orientale. Non a caso, l’immagine è intitolata “Il risucchio” e mostra il papà ospitante di Ilia mentre mangia con le bacchette la tipica zuppa da un “hot pot, il terrore degli studenti stranieri. È una pentola in cui bolle dell'olio di sesamo e tanto peperoncino in cui si fanno cuocere stomaco di pollo, anguille e uova di quaglia. Il modo di mangiare dei cinesi è particolare anche quello: molti li definirebbero maleducati per il risucchio che accompagna ogni boccone, ma alla fine del programma mi sono sorpresa anche io a risucchiare per poter mangiare i ravioli”.

Francesco Bonacina, 17enne di Lecco, un mese a Washingon DC, ha racchiuso in uno struggente scatto in bianco e nero la quintessenza dei valori statunitensi, ovvero il dinamismo economico e l’orgoglio verso la patria, e la bellissima immensità del Paese, attraverso i suoi simboli: “gli spazi infiniti, il cartellone pubblicitario e la bandiera americana che sventolava nel vento”.

Edizione 2015

L'obiettivo è stato centrato! I partecipanti al concorso non solo hanno saputo scattare immagini di qualità, ma soprattutto sono stati molto bravi nel commentarle, cogliendo nelle atmosfere e nei piccoli gesti ritratti, la diversità culturale del Paese che li ha accolti per alcune settimane. Non solo, ad apprezzare particolarmente le fotografie in gara sono stati il direttore, il vicedirettore e il responsabile del reparto fotografico dell’Ansa, che hanno fatto parte della giuria che ha decretato le tre vincitrici.

Per approfondimenti leggi l'articolo dell'Ansa.

Cecilia di Como, prima classificata con la foto dal titolo "Uomini Seduti": "La foto rappresenta l’interno di un’antica e tradizionale casa giapponese situata in campagna, vicino alla casa delle vacanze della mia famiglia ospitante. Seduti sulla sinistra si possono notare i nostri due vicini di casa che, come ogni pomeriggio, si rifugiano all’interno dell’abitazione per ripararsi dal sole e dal caldo".

Francesca di Roma, seconda classificata con la foto "Untitled": "In un mese intero non un solo giorno non ho avuto bisogno di usare l’ombrello, però che spettacolo di colori vedere Dublino attraverso una goccia d’acqua".

Miriam di Treviso, terza classificata con la foto dal titolo "Maple Fall": "La foto rappresenta una ragazza di spalle in fronte al lago situato davanti ad una piccola cascata. La ragazza porta sulle spalle una bandiera canadese. Questa immagine non solo rappresenta la natura di infinita bellezza canadese, ma soprattutto quanto le persone del posto siano attaccati alla loro bandiera, che è rappresentata ovunque, e quindi al loro Paese. La foto è stata scattata a Banff, un magnifico paese prettamente turistico sulle Rocky Mountain, ad ovest del Canada".
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