Come si può ridurre tutto in un racconto?

Emily

Da Bolzano in India per un anno

Vorrei rivedere i miei amici sparsi per il globo, i miei amici indiani al secondo posto e sempre dopo le mie famiglie ospitanti, che per me rimangono le numero uno! Ah e ora ve lo racconto il perché delle due famglie. A quanto pare io sono stata l'unica studentessa di AFS India - in quell'anno, poi non so - alla quale famiglia era stato detto che per concentrarmi sugli studi e per avere una mano in più con gli esami sarei dovuta stare da una mia compagna di classe. E siccome l'unica aspettativa gigante come una casa che avevo prima dell'arrivo in terra indiana era creare un legame duraturo con una famiglia in un paese così lontano, che del resto era già cominciato e si avviava a consolidarsi dopo neanche un mese, al ricevere questa notizia ci sono rimasta veramente male. La mia prima famiglia era già un bellissimo centro di sicurezza e di amore, a me non importava niente che le mie sorelline Saanvi e Gaurika non avessero la mia età perché mi tenevano occupata abbastanza, io volevo vedere il nonno e la nonna che vivevano a casa con noi ogni giorno, i sorrisi di papà, le chiacchiere confidenziali con la mamma, le risate sempre meno imbarazzate tra me e l'aiutante di casa. Avrei veramente dovuto dire ciao a tutto questo per lo studio? Tanto tumulto davvero per lo stupido (ovviamente ero molto più delusa a quel tempo) studio indiano? Sono venuta in India solo per la scuola?

L'altra famiglia presa in considerazione era quella di Shreya, una mia compagna di classe dunque. Non sapevo molto di lei ed ero quasi restia a rompere il ghiaccio... in fondo ero in India da un mese e mezzo! Nonostante fosse passato poco tempo mi sembrava già che il mio spirito d'adattamento fosse andato a farsi friggere e che fossi diventata più rigida. Infatti per una buona prima settimana che stavo con la nuova famiglia mi nascondevo spesso a piangere. Non erano assolutamente cattivi o disinteressati, erano, come continuo a ripetere ora molto orgogliosamente, un'altra faccia della cultura indiana che sono stata blessed (come dicono sempre in India), ovvero fortunata, a vedere, perché solamente in questo modo ho allargato i miei orizzonti e ho continuato a sfasciare stereotipi sull'India e sugli indiani.

Bene, da quando però finalmente la marcia ha iniziato ad ingranare, anche la nuova famiglia mi è entrata nel cuore come io sono entrata nel loro. Poi ho passato la maggior parte del mio anno a divertirmi con loro, e per onor di sincerità a lasciarmi andare a lamentele e nervosismi come in una vera famiglia, perché sapevo di potermelo permettere e mentirei se non dicessi che è stato istruttivo.

Ho imparato davvero tante cose, mi ricordo che all'inizio mi ponevo dei traguardi per ciò che non capivo o che non mi piaceva (per esempio si parla di gusti culinari) o che proprio non riuscivo a mangiare, come il biryiani e i noodles amati da mia sorella Shreya, estremamente piccanti. Credo che stare a contatto con le famiglie indiane abbia avuto anche impatti sul mio carattere, ma questo ancora io non lo capisco. Vaibhav, il fratello che da misterioso e solitario si lasciava andare, i segreti che mia sorella condivideva con me, e una nuova forma di complicità che ho sperimentato per la prima volta in tutta la mia vita, quella tra me e lei, sempre insieme e diverse, presenti ma non opprimenti, a contare sull'altra e sapere come comportarsi. L'aiuto e gli abbracci scambiati tra me e dadi (cioè nonna paterna), le chiacchiere tra me e la mamma, le risate e avventure con il papà... Ora mi mandano tanti cuori per messaggio e mi chiedono quando tornerò a trovarli che gli manco.
  • Il gruppo di studenti AFS di Delhi che grida il motto
  • La prima famiglia di Emily
  • La seconda famiglia di Emily

L'avventura in India di Emily

Il mio anno è stato scandito da questi due nuclei di primaria importanza per me là in India. La mia famiglia italiana c'era sempre, a distanza di un WhatsApp. E meno ci sentivamo più erano belle le telefonate su Skype di due o tre ore tutte assieme! Non è stato per niente strano rivederli in carne ed ossa e riabbracciarli atterrati a Malpensa. Le cose sono andate solo di bene in meglio.

In più, a poco più di un mese di distanza dal mio ritorno mi sono ritrovata ENTRAMBE le famiglie indiane in Italia, con poco preavviso sia dovuto ai tempi stretti che hanno loro con solo un mese di vacanza estivo, sia ad una tendenza molto indiana. E insomma la prima famiglia è stata spinta dal desiderio di vedere il paese della loro figlia italiana rimanendone positivamente colpiti, la seconda ha conosciuto la mia famiglia bolzanina e mi ha portato in Islanda per una vacanza spaziale. Ma chi lo avrebbe mai detto che a metà del mio processo di ri-occidentalizzazione mi sarei trovata con la famiglia indiana in Islanda?!
Se potessi scegliere continuerei queste escursioni e visite ed incontri in giro per il mondo.

E per forza di cose mi sa che succederà veramente, perché oltre ai miei compagni d'avventura italiani che ho già incontrato e che sono ancora da incontrare, c'è l'amica della Germania che è stata a Delhi con me, tutti gli americani, i belga e la svizzera che spero riuscirà a fermarsi a casa mia per un paio di giorni questo autunno, i thailandesi con cui anche se perdi i contatti sai che ti ritrovi! Perché lo spirito di AFS è questo.

Altro appunto importante che mi sembra di dover fare è quello di non viaggiare mai senza un segno riconoscitivo dell'Associazione, perché non sai mai chi potrebbe riconoscerlo e che legame potresti stringere. C'è sempre un filo di emozione tra due AFSer, anche solo nell'ascoltare vicende altrui, come quella di due volontari di Delhi che sono partiti per Goa con gli zaini AFS e sono stati fermati da una studentessa italiana di ritorno dopo anni dalla sua esperienza. Beh bellissimo!

Però l'anno all'estero non è solo questo ed è quasi banale ridurre a tutto a questo mio racconto... c'è di più, c'è davvero di più! E io come faccio a tirare tutto fuori, a capire anche che cosa ci sia sotto... è passato troppo veloce e non è giusto. Ma almeno c'è stato!!!

Emily

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