Diario dall'Indonesia

Mariasia

Da Napoli in Indonesia per un anno

Mariasia, in Indonesia da sei mesi, condivide con noi alcune pagine del suo diario dove ci racconta come ha vissuto questa prima parte d'esperienza all'estero.

Martedì 6 febbraio 2018, ore 19:35

Giorni passati in Indonesia: 195
Giorni rimanenti in Indonesia: 116

Mamma sta guardando la TV, Tegar è già andato a dormire, papà è ancora al lavoro, mentre Chaya è ancora a scuola, allenandosi per la gara delle bande musicali, che sfortunatamente si terrà quando sarò già tornata in Italia.

Sono in Indonesia da più di sei mesi. Conosco queste persone da sei mesi, ho fatto cose che non ho mai fatto prima ed ho provato emozioni completamente nuove.
Le persone capiscono il vero valore delle cose (specialmente di quelle piccole) quando queste non ci sono più. Ho capito molto grazie a questa esperienza e credo che la più importante sia che “casa è dove si trova il tuo cuore”. Al momento il mio cuore è a Jakarta, con questa fantastica famiglia che amo, con tutte le persone che conosco. Il mio cuore è in tutte le piccole cose dell’Indonesia, come il traffico, la pioggia, il cibo, la lingua, i grandi centri commerciali di Jakarta, ma anche i piccoli e tradizionali mercati indonesiani (che adoro)…

Oggi posso dire di sentirmi davvero parte di tutto questo, ma non è sempre stato così. Serve del tempo, molto tempo, per poterti abituare a non incontrare più le “tue persone”, come al tua famiglia o i tuoi amici italiani, o a vivere in posti completamente diversi da quelli dove hai sempre vissuto.

Vi racconterò qualcosa di più della mia esperienza qui, che è passata davvero molto in fretta.
La mia prima settimana in Indonesia è stata fantastica, non riuscivo ancora a realizzare dove fossi e quanto fossi lontano da casa. Sfortunatamente, il momento più brutto non si è fatto attendere troppo: il mio primo giorno di scuola, il giorno 7 agosto. Non conoscevo nessuno, non parlavo la lingua, non sapevo cosa fare. Desideravo solamente tornare a casa, con i miei amici e vivere gli ultimi momenti delle vacanze estive, proprio come stavo facendo fino ad una settimana prima.

Ma no. Non era possibile, e lo sapevo, quindi mi sono convinta ad essere coraggiosa. Mi sono detta: “hai solo bisogno di tempo”, ma il primo mese è passato così, così mi sono data ancora più tempo, per vedere se qualcosa sarebbe cambiato.

Dopo due mesi in Indonesia, l’Italia mi mancava ancora moltissimo, ma mi continuavo a ripetere che stavo vivendo un’esperienza che pochi ragazzi della mia età avevano la fortuna di vivere e mi sono convinta a resistere. C’erano alcuni momenti positivi che mi facevano sentire felice molto più di quanto mi sentissi triste nei momenti difficili.
Quattro mesi in Indonesia: “wow, il tempo passa velocemente”. Mi sentivo bene. Poi, sono arrivate le vacanze di Natale e i miei genitori mi hanno chiesto “dove vorresti andare per queste vacanze?”. Quindi ho detto loto che mi avrebbe fatto molto piacere visitare Bali, uno dei posti più belli che io abbia mai visto. Lì mi sono sentita felice, ho capito che stavo vivendo un’esperienza unica. Da quel momento ho iniziato a farmi nuovi amici e a scoprire l’Indonesia grazie al loro aiuto e alle gite organizzate condivise con loro. Ho iniziato a parlare la lingua in modo più fluente e mi sentivo bene.

26 gennaio 2018: sei mesi in Indonesia. Ho capito che il tempo stava scorrendo velocemente, e iniziavo a pentirmi dei primi mesi passati qui. Ho capito che non ero pronta a tornare in Italia, non volevo.

30 gennaio 2018: il mio diciassettesimo compleanno, i miei “sweet seventeen”. Non mi ero creata alcuna aspettativa, ma avrei voluto festeggiarlo con la mia famiglia ed i miei amici italiani. Ma non è stato così. Alle cinque del mattina la mia famiglia mi ha svegliata cantando la canzone del buon compleanno e portandomi una torta. Semplicemente, il più bel buongiorno di sempre. Quel giorno, quando sono andata a scuola, ho chiesto ai miei amici se avessero voluto festeggiare il mio compleanno a casa mia dopo scuola.
La mia famiglia ha preparato del cibo, con il tradizionale riso giallo. Sono andata al supermercato con alcuni miei amici e comprato altro cibo che avrei condiviso il giorno dopo con i miei compagni. Quando siamo tornati a casa gli altri miei amici ci stavano aspettando e abbiamo festeggiato tutti insieme. Credo che sia stato il più bel giorno che ho vissuto qui, in Indonesia. Il desiderio che ho espresso in questo giorno così speciale è stato quello di poter rivedere tutte le persone che hanno condiviso con me questa giornata anche dopo la fine di questa esperienza e di poter rimanere in contatto con loro per sempre.
Non mi pentirò mai della mia scelta. All’inizio è stato difficile, ed è per questo che ora sono molto fiera di me stessa e sento che niente e nessuno ora potrà fermarmi nell’inseguire i miei sogni. Spero solo di poter passare i prossimi quattro mesi nel migliore dei modi, anche se so che tornare in Italia riempirà il mio cuore di gioia, ma allo stesso tempo lo spezzerà in due.

Grazie a tutti coloro che hanno reso questi primi sei mesi indimenticabili. Sono sicura che anche se la mia esperienza dovesse finire domani, la mia vità sarebbe già cambiata totalmente. Ma ora ho ancora quattro mesi, e così tante cose da fare, così tanti posti da visitare, così tante persone da conoscere, così tante parole da imparare e tanti altri aspetti dell’Indonesia da scoprire e comprendere.
Ma ora ho ancora quattro mesi, e così tante cose da fare, così tanti posti da visitare, così tante persone da conoscere, così tante parole da imparare e tanti altri aspetti dell’Indonesia da scoprire e comprendere.
Ore 20:47
Papà è tornato dal lavoro e Chaya è tornata da scuola.
52 minuti per scrivere una piccola parte di tutte le emozioni che ho provato in questi sei mesi.

Mariasia

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