Emozioni indescrivibili e indimenticabili

Alessandra

Da Pordenone in Brasile per un anno

A distanza di 2 anni dal mio ritorno, l’anno che ho vissuto in Brasile continua a rimanere un ricordo indelebile che difficilmente potrà cancellarsi.

Quando ripenso a tutto ciò che ho vissuto e ho provato durante quel periodo, mi viene la pelle d’oca e vengo invasa da un inevitabile saudade che provoca una dolorosa stretta al cuore.

Nel momento in cui conosci il Brasile, ti innamori..ed è amore vero, amore eterno.

Quando comincio a parlare della mia esperienza, poi, è la fine. I ricordi si sormontano, le cose che vorrei dire sono tantissime, il tempo a disposizione mai abbastanza.

Ci sono veramente molti episodi che mi hanno segnata particolarmente e che hanno rappresentato momenti bellissimi del mio scambio culturale.

Nel momento in cui conosci il Brasile, ti innamori..ed è amore vero, amore eterno

Ce n’è uno, però, che mi ha dato una gioia immensa, perché oltre a far coronare un mio sogno, mi ha dato una reale dimostrazione di affetto da parte della mia famiglia ospitante: andare a Rio de Janeiro.

Vista la grandezza del Brasile, per me che vivevo in una paese sperduto a 400 km da San Paolo, la cidade maravilhosa non era proprio a portata di mano. Io avevo il grande desiderio di conoscerla, ma avevo già preso in considerazione il fatto che forse non sarebbe stato possibile anche perché le disponibilità economiche della mia famiglia ospitante non erano tali da potersi permettere un viaggio del genere. Ma è stato proprio qui che ho capito quanto loro effettivamente mi volessero bene e mi considerassero parte della loro famiglia.
  • Alessandra con la famiglia ospitante
  • Alessandra con la mamma ospitante a Rio de Janeiro
  • Tutti riuniti per il calcio!

Scatti dalla vita di Alessandra in Brasile

I miei fratelli, che non ci erano mai stati, hanno deciso di rinunciare al viaggio e lo stesso ha fatto mio papà, volendo rimanere a casa con loro. E così è stata mia mamma a decidere di fare qualche sacrificio in più pur di non farmi perdere quest’occasione e accompagnarmi a Rio de Janeiro.

Dicono che chi va con lo zoppo impara a zoppicare, o che comunque vivendo per un certo periodo con un determinato gruppo, si finisce per somigliare allo stesso

Il significato di questo gesto per me è stato bellissimo. I miei fratelli hanno messo da parte la loro gelosia e mi hanno lasciato lo spazio che si sarebbero meritati e i miei genitori hanno fatto questo sacrificio solo per me. La mia gratitudine, nei confronti di questo, non sarà mai abbastanza.

Soprattutto perché quei giorni a Rio, sono stati veramente fantastici!

In primis perchè città è spettacolare, vera e propria icona della brasilianità.

Poi, perché sono stati dei giorni che ho vissuto in piena intimità con la mia mamma ospitante con la quale, nonostante il nostro rapporto fosse già molto bello, ho avuto modo di creare un legame ancora più saldo. Quando la gente ci vedeva in giro, ci chiedeva se fossimo mamma e figlia. L’unica cosa che faceva scoprire la verità, era il mio accento, un po’ diverso dall’autentico soutaque do interior paulista.

È evidente, però, che anche solo questa domanda rende l’idea di quanto mi fossi integrata in quella famiglia e in quel Paese. Dicono che chi va con lo zoppo impara a zoppicare, o che comunque vivendo per un certo periodo con un determinato gruppo, si finisce per somigliare allo stesso. Beh, è proprio quello che è successo a me. Alla fine del mio anno in Brasile, chiunque mi scambiava per una brasiliana o una della famiglia Ortega.

Che soddisfazione! Essere riuscita a fare un cambiamento così grande ed essere riuscita a integrarmi così bene, per me è stata una vera e propria vittoria.

È per questo, e molti altri motivi che consiglierei a chiunque di fare un’esperienza del genere: le emozioni che si provano sono indescrivibili e soprattutto indimenticabili.

Alessandra

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