Ho scelto la melodia dell'Italia

Miguel

Pianista brasiliano, ex partecipante al programma di ospitalità a Taranto

Quando avevo 16 anni, spinto da mio padre che nel 1966 fece un anno con Intercultura negli Stati Uniti, decisi di presentare anch’io la domanda per fare un anno da studente con Intercultura. Le cose tanto belle che raccontava mio padre della sua esperienza mi hanno fatto immaginare questa avventura come qualcosa di straordinario, che mi avrebbe aperto gli orizzonti di una capacità più ampia di vedere il mondo.

Influenzato da mia madre, ho scelto l’Italia come paese cui andare. Abbiamo origini italiane nella famiglia e, per un cittadino del Brasile, paese formato da espatriati da tutte le parti del mondo, andare in Europa era come andare a conoscere da dove veniva parte della cultura che ci ha formati. Tutta un’altra storia sarebbe stata se avessi deciso di andare agli Stati Uniti, come mio padre, o in un’altra giovane nazione. Ma per gusti e preferenze mie personali, feci la scelta che feci: l’Italia.


Capitai in una famiglia di Taranto. Persone bellissime di un cuore incommensurabile che mi hanno ricevuto veramente come un loro figlio/nipote/fratello.e questo è il principale pregio di Intercultura, ovvero quello di favorire la creazione di veri vincoli famigliari e affettiviIn quest’anno a Taranto, oltre ad andare al Liceo e fare amicizie che porto fino ai giorni d’oggi, fui anche ricevuto da una professoressa del Conservatorio della città come allievo di pianoforte, strumento che già conoscevo e del quale prendevo lezioni già da qualche anno.

Miguel durante il suo anno di scambio a Taranto

Finito quell’anno e tornato in Brasile, intrapresi i miei studi universitari in una doppia carriera: Musica ed Ingegneria Meccanica.

L’una perché mi appassionava e l’altra perché m’incuriosiva. La verità è che al momento non potevo fare a meno di nessuna delle due. La scelta però venne dopo, quando mi ero già laureato in tutte e due da un anno e lavoravo in un’azienda:mi sono reso conto che l’esperienza da me avuta in Italia mi aveva colpito in maniera così assoluta che sentivo proprio la necessità interiore di camminare su quella strada appena annunciata in quell’anno d’Intercultura.

Allora presi consiglio con i miei genitori, feci le mie valige e sono tornato in Italia, seppure non avessi l’ammissione al corso di post-laurea in Musica che desideravo. Ecco che sono stato gentilissimamente riaccolto dalla mia famiglia di Taranto, e dopo alcune lezioni preparatorie dalla mia professoressa di pianoforte di Taranto (ormai in pensione da pochi anni), feci l’esame di ammissione al corso accademico di secondo livello presso il Conservatorio di Milano;città nella quale, per occasione dell’esame, fui ospitato dai miei amici di Taranto che ormai ci abitano.

Banale dire che Intercultura ha influito decisamente sulla mia vita, in tal modo che il periodo che ho fatto come volontario dell’organizzazione dopo che sono tornato non cerca nemmeno di ripagare, bensì solo di ringraziare.

Miguel

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