Il Ghana: la mia palestra di vita

Pietro

da Como in Ghana per un anno

Prima della partenza tutti, parenti, amici e conoscenti, mi chiedevano i motivi della scelta di un Paese quale il Ghana e la mia risposta era: "È un Paese che mi attira, mi affascina”; così era... ma dovevo ancora scoprire tutto.
Con l'approssimarsi dell'aereo alla pista di atterraggio dell'aeroporto Kotoka di Accra (Ghana), quel 7 settembre, tanti interrogativi mi torcevano le budella e non sapevo minimamente quello che mi aspettasse.
Appena sbarcato dall'areo mi sentii perso e spaesato, l'odore acre dei rifiuti bruciati mischiato a quello dolce del platano fritto e dell’umidità post temporale catturarono il mio olfatto. Ero stanco, felice ed impaurito; ancora non avevo realizzato che il Ghana sarebbe stato la mia nuova casa per un anno e tutto quello che mi sembrava assurdo sarebbe diventato quotidiano.

Mi bastò poco per capire che il Ghana è un Paese ricco tra quelli poveri, ma povero tra quelli ricchi, che fa della felicità, della spensieratezza e della gioia di vivere la sua forza.Vi risulterà molto difficile, se non impossibile, incontrare un ghanese triste o infelice. Sul loro volto splende sempre un bellissimo sorriso che trasmette simpatia e allegria, i ghanesi vivono la vita senza troppi pensieri e pressioni perché alla fine per loro è solo un gioco. Come dicono alcuno di loro “The life is a game, play and smile every day!” (“La vita è un gioco, gioca e sorridi ogni giorno!”).

In Ghana non esistono programmi a lungo termine, si vive alla giornata, come se non ci fosse un domani, sempre felici e spensierati anche quando la vita ti rema contro. Non ci sono certezze ma sicuramente lunghe attese che vanno prese sempre con il sorriso perché ogni momento è buono per socializzare, litigare o semplicemente ammirare il frenetico e caotico andirivieni di persone e automobili di qualche decennio fa.

I ghanesi sono sempre gentili e disponibili, pronti a trattarti come un fratello o un figlio pur di renderti felice e metterti a tuo agio.
Il Ghana è anche ospitalità e fratellanza, i ghanesi sono come una grande famiglia, pronti ad aiutarsi nei momenti di difficoltà. “You are invited!” (“Tu sei invitato!”) è la frase che tutti coloro che stanno per mangiare qualcosa, non importa se sia fufu , banku, o jollof rice (alcuni dei piatti tipici del Ghana), riferiscono alle persone di fronte a loro (spesso anche ai passanti), perché in Ghana condividere il cibo o l'acqua è una cosa spontanea e quotidiana.

Il Ghana e i ghanesi li puoi amare o odiare, devi essere abile a capire la loro mentalità che inizialmente apparirà illogica e adeguarti di conseguenza. Vi capiterà di vederli sorridere ancor prima che finiscano di litigare per una sciocchezza in mezzo alla strada o di pregare e cantare a squarciagola a qualunque ora del giorno (non stupitevi se ciò accadrà verso le 3/4 del mattino) senza badare alla presenza di altre persone.

Il Ghana è colore, odore, rumore e musica.
Quando andrete in un mercato rimarrete stupiti dal mix di colori, odori e rumori che lo caratterizzano; vedrete decine e decine di banchetti stacolmi di merce, dietro ai quali si nasconderà una persona pronta a urlare ‘obroni' (che significa ‘persona bianco") pur di catturare la vostra attenzione. I ghanesi hanno la musica nel sangue, appena sentono una canzone si mettono a ballare, non importa se si trovino per strada, al mercato, in chiesa o sul trotro (Il mezzo di trasporto più diffuso, economico e scomodo del paese che va condiviso con almeno altre 15 o 20 persone).
Può sembrare ridicolo ma quando parti da un Paese "ricco" (che cosa si intende per ricchezza?) per andare in un Paese “povero", non sai come comportarti, ti senti un pesce fuor d'acqua e per integrarti nella nuova società devi spogliarti delle tue convinzioni e ripartire dal fondo. Come un neonato devi osservare gli altri e capire come comportarti, cosa fare e cosa è meglio non fare perché culturalmente incorretto. Ciò può essere umiliante, soprattutto all'inizio, ma molto gratificante e soddisfacente alla fine.

Ripartire da zero significa ricostruirsi una routine, farsi degli amici, crearsi dei punti di riferimento. Non è facile ma è l'unico modo per farsi accettare da una ‘nuova’ società come uno di loro, soprattutto in Ghana dove l'uomo bianco è generalmente visto come un dollaro camminante venuto in vacanza o per affari. Una volta superata questa fase tutto diventerà più facile e bello, a tal punto che vi innamorerete del Ghana.

Pietro

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