Il mio Ghana

Asia

da Pordenone in Ghana per un anno

“Sono felice mamma”.
Qualche giorno fa scrissi così a mia madre italiana. Ero talmente felice che sentivo di doverlo dire a tutti, quella felicità che si ha quando si è piccoli e spensierati che con il tempo poi si perde. L’ho ritrovata, quella gioia e credo sia il regalo più grande che questa esperienza mi abbia dato, l’emozione più bella che io abbia provato.
Ci sono stati attimi di felicità durante tutto questo folle anno, ma ora, ora che è la fine, ogni giorno mi sveglio contenta e serena, soddisfatta di ciò che ho costruito e di ciò che ho superato con la mia forza e con la forza di tutte quelle persone vicine e lontane che hanno saputo ascoltarmi e starmi accanto.

Mi chiamo Asia, sto facendo, da ormai nove mesi, l’anno all’estero in Ghana. È stata un’avventura straordinaria che rifarei e consiglierei.

Non è facile, per niente, è tutto così complicato, difficile e spaventoso all’inizio. È tutto nuovo, diverso e bisogna lavorarci prima di riuscire a capirlo, un Paese così.

Il Ghana è amore, è gioia, è danza, è energia, è dolcezza, pace, esagerazione, condivisione, è colori e vestiti, gioielli, bellezza e musica. È un Paese in festa, mi piace definirlo così.
Un Paese che ama sé stesso e che ama lo straniero. Io ero la straniera e sono stata amata da ogni singola persona cui ho incrociato lo sguardo, scambiato un sorriso o una stretta di mano. Ognuno mi ha guardato con occhi diversi, mi hanno aiutato ogni qual volta avessi bisogno, mi hanno abbracciata nei momenti di sconforto e hanno sorriso con me nei momenti di allegria.

Le persone sono anime gioiose che hanno la capacità di trasmetterti tutto ciò che hanno con uno schiocco di dita, che sono pronte ad abbracciarti ancor prima che tu sappia di averne il bisogno. A volte sembrano pazzi, così talmente entusiasti per tutto, loro che urlano e cantano sempre come non ci fosse un domani, loro così belli nei loro vestiti tipici resi vivi da fusioni di colori sgargianti.


Il Ghana è amare il prossimo e aiutarlo, è stringere la mano al proprio nemico e sapere di star facendo già pace anche se si sta ancora litigando.

Il mio Ghana

Questo Paese mi ha dato l’opportunità di togliere ogni maschera per essere me stessa invece che indossarne una per potermi adattare. È stato un incontro amichevole più che un adattamento, un aggiungere “un posto a tavola” per farmi sentire a casa. E il Ghana è stato casa, è casa.
Grazie a questa esperienza, a questo sogno avverato, che AFS mi ha regalato, sono rinata nel vero senso della parola.

Ho tolto ogni pregiudizio, ogni critica, mi sono spogliata e messa a nudo davanti all’ignoto che ha saputo vestirmi di ciò che avevo bisogno, ciò che avevo perso, ciò che era giusto che io continuassi a portare con me. Ricordo che quando ospitai mia madre disse: “È come se nascesse un figlio nuovo.” Ora, che io sono partita, posso dire che essere un Exchange è come rinascere di nuovo in un nuovo paese, in una nuova famiglia, affacciarsi per la prima volta a nuovi modi di fare e di vivere, a nuove mentalità di cui tu, anche se magari non di tutte, pian piano inizi a far parte.

Spesso nascondevo alcuni lati di me perché consapevole che nella società italiana in cui vivevo non sarebbero stati apprezzati, qui ho potuto essere me stessa e farmi conoscere per quella che davvero ero capendo pregi e difetti, limiti e punti di forza.

Le cose magari non sono state come mi ero immaginata prima di partire però ora, dopo tutto questo tempo, dopo lacrime e risate, posso ritenermi soddisfatta di aver scelto di provarci e di crederci. Di aver creduto in me stessa.
Sono contenta del Paese scelto, quello stesso Paese che ha scelto di ricambiare il mio amore dimostrandomelo giorno dopo giorno. E quando tu capisci questo, quando ti rendi conto che c’è stato lo scambio, ovvero che come l’esperienza, le persone che hai incontrato, la famiglia che hai avuto ti hanno dato qualcosa tu sei riuscita a dare qualcosa a loro e soprattutto a essere qualcosa per loro puoi dire di aver vinto, di aver raggiunto l’obiettivo.

Io ho vinto una nuova casa dove ci sarà sempre un posto per me, una scuola cui compagni mi porteranno nel cuore per sempre, compagne di avventura che diventeranno amiche per la vita, una persona diversa, matura e più consapevole di sé stessa che ora, si ama un po’ di più. Questo non lo capisci subito, forse lo capisci a pieno quando tutto giunge alla fine, quando sai che presto un saluto ti farà lasciare quel mondo e quella vita che con fatica hai conquistato.
Ora non voglio tornare a casa in Italia, perché una casa io già ce l’ho, qui. Questa è casa mia.

Leggo negli occhi il dispiacere delle persone, anche di quelle che magari non credevo di aver “conquistato”, nel dovermi salutare. Vorrei dirgli che mi fermerò un po’ più tempo, ma non posso, perché la data del volo è già fissata, allora li stringo forte in un abbraccio senza tempo, di quelli pieni, vivi e forti che sanno dare loro, un abbraccio che durerà fino al prossimo in qualunque momento esso sarà.Non vedo l’ora di tornare e devo ancora partire.
Non so come concludere forse perché non voglio che tutto questo finisca tra pochi giorni, ma passo il testimone ai futuri Exchange che aggiungeranno il loro e l’unico consiglio che gli posso dare è di ricordarsi sempre che le occasioni si perdono e le paure si superano.
Qualunque sarà la vostra meta, buon viaggio!
E’ con queste parole che saluto il mio Ghana: “A presto. Tua Asia.”

Asia

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