Il popolo dai mille travestimenti

Chiara

Da Palermo in Brasile per un anno

È inutile che cerchiate di comprendere con qualche logica cosa si innesca nei meccanismi celebrali di un brasiliano quando arriva il carnevale, sarebbe come cercare di capire perché le persone si innamorano o perché esiste ancora gente che usa i sandali con le calze.Quindi, se avete deciso di vivere il carnevale brasiliano per qualche pazza e comprensibilissima ragione, abbassate tutte le barriere inibitorie e sorridete: l’aria diventerà suono, l’odore di festa invaderà il corpo e la musica sarà cosi forte che non potrete fare altro che ballare, ballare, ballare. Ora che sapete cosa aspettarvi, e siete consapevoli di non poterne capire il senso, potete essere parte di questo turbine di persone pronte ad invadere il mondo. Un uomo vestito da donna balla ondeggiando il sedere con una grazia che neanche dopo anni di lezioni di danza potreste ottenere, delle ragazze dalle camicette così sfavillanti da sembrare fate si muovono in un grande cerchio che diventa sempre più grande; vi prende, vi siete fatti catturare, la musica diventa più forte di ogni pensiero, le risate sostituiscono i respiri e il caldo rende tutto cosi tremendamente instabile che avrete perfino paura di fermarvi.
Il popolo del riso e dei fagioli durante il carnevale diventa pura arte, arte fatta di felicità repressa, arte che non puoi fermare, sembrano tutti nati per il carnevale

È questa la magia del Brasile, delle maschere, delle donne sfavillanti, dei mille travestimenti. Il popolo del riso e dei fagioli durante il carnevale diventa pura arte, arte fatta di felicità repressa, arte che non puoi fermare, sembrano tutti nati per il carnevale, sembra quasi che il sole risplenda perché tutti posano ballare. È inutile cercare di resistere, perché il carnevale é amore sconsiderato verso la libertà, é la possibilità di essere ciò che non si è, ma è anche la sicurezza di poter essere ciò che si è realmente - almeno finché la musica non smette di suonare.

Pensieri, parole, sogni: ormai la mia vita è un film in portoghese senza sotto titoli, in cui ogni scena è unica, irripetibile, fatta di sguardi che non hanno bisogno di parole, di momenti così intensi che non importa in che lingua siano vissuti.

Il portoghese è un insieme di suoni così dolcemente forti, che sembra avere un' accezione tutta sua, unica.

I primi giorni mi soffermavo sulle labbra della gente provando a capire il movimento rumoroso, i miei occhi scattavano quando qualcuno parlava, come un neonato che cerca la luce, sforzandosi di dare un significato.
Ormai la mia vita è un film in portoghese senza sotto titoli, in cui ogni scena è unica, in cui i momenti così intensi che non importa in che lingua siano vissuti

Quando ho iniziato a sognare in portoghese mi sono sentita una traditrice, come si può in pochi mesi dimenticare una lingua che hai parlato per una vita? Ora invece capisco quanto sia importante parlare lo stesso linguaggio di chi ti circonda, come avrebbe potuto il capitano Uhura diventare l'ufficiale responsabile delle comunicazioni a bordo della nave stellare Enterprise senza conoscere la maggior parte degli idiomi della galassia?
Però nella mia piccola quotidianità brasiliana non riesco ad arrabbiarmi in portoghese, e forse non ci riuscirò mai, le così dette parole scurrili in portoghese non hanno la stessa forza, lo stesso significato, forse perché, per una come me, le parolacce sono troppo intrise nelle mie radici siciliane.

Passano i giorni e sento che il Brasiliano si fonde sempre di più con la mia lingua, come quando all'impasto di una torta al latte si aggiunge il cacao e lentamente la magia che unisce l'universo congiunge l'impasto al cacao, e tutto diventa di un magnifico color cioccolato al latte.

Chiara

Da Palermo in Brasile per un anno

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