Imparare a conoscersi

Carlotta

Da Arezzo in Russia per un'estate

Carlotta ci racconta la sua estate in Russia.
D. Che cosa ti ha spinta a scegliere la Russia come destinazione dove trascorrere l’estate?
R. La ragione principale è che sono tre anni che studio russo a scuola. All’inizio non pensavo che questa lingua mi potesse piacere così tanto, ma studiandola man mano ha iniziato a piacermi, anche grazie alla mia professoressa, che ci ha sempre fatto amare sia la lingua che la letteratura russa.

D. Come hai reagito quando hai avuto la conferma che saresti partita per la Russia?
R. Ero contentissima, anche perché con me sarebbe partita una mia compagna di scuola – entrambe sognavamo di andare a studiare in Russia. Quando abbiamo saputo di aver vinto il concorso, eravamo al settimo cielo: io ero in macchina e quando lei mi ha mandato un messaggio per comunicarmi che sarebbe partita anche lei, ho iniziato a piangere dalla felicità.

D. Com’era composta la tua famiglia? Come ti sei trovata con loro?
R. La famiglia era composta da mamma, papà, una sorella della mia età e un fratello che però viveva fuori casa con la moglie in dolce attesa.
Appena arrivata lì, sono stati subito baci e abbracci con tutti, mi sono davvero sentita accolta in famiglia. Poi, quando sono ripartita, mi hanno riempita di regali per me e i miei genitori: avevo una valigia di 25 kg! È stato un grosso problema riuscire a farla imbarcare. Con loro ancora adesso ci sentiamo quasi tutte le settimane. Per loro era la prima esperienza di ospitalità e sembrerebbe che gli sia piaciuta, dal momento che ora hanno a casa una ragazza polacca per un anno!

D. Parliamo della scuola. Quale valore aggiunto ha portato la frequentazione del corso di lingua nella tua esperienza all’estero?
R. Il corso di russo è stato molto interessante e utile: io e altri 3 studenti che avevamo già studiato russo siamo stati messi in una classe separata, così che fossimo in grado di intraprendere lo studio della lingua a un livello avanzato. Le prof sono state davvero brave, hanno legato molto con noi.

D. Puoi descrivere la tua “giornata tipo”?
R. La mattina ci svegliavamo intorno alle 8, in casa non c’erano più i genitori – già usciti per andare al lavoro – e facevamo colazione con tè e biscotti. Poi prendevamo l’autobus e andavamo a scuola. Dopo il pranzo al sacco, nel pomeriggio facevamo qualche attività extracurricolare e la sera verso le 17 tornavamo a casa in tempo per la cena. Verso le 18 uscivamo di nuovo tutti insieme.
D. Quali sono le caratteristiche della società russa e le abitudini dei russi che ti sono rimaste impresse? Come descriveresti in poche parole la cultura di questo Paese?
R. La colazione sicuramente, perché io a colazione non mangio davvero niente. I primi giorni in Russia era tutto un mettere in tavola moltissime cose, assieme al tè. Poi si sono accorti che non mangiavo molto e si sono ridotti a tè e biscotti: d’altra parte in Russia il tè si beve anche a pranzo. E dopo pranzo, a metà pomeriggio, a cena, dopo cena… a qualsiasi ora!
Che altro dire dei russi? Sono persone normali, non ci sono gli orsi per strada come si pensa, anche se le città sono molto diverse dalle nostre (dove vivo io la casa più alta è di due piani, in Russia vivevo in un palazzo di 16 piani!). Quella russa è una cultura molto bella e profonda, legata all’idea di patria. Il che è un elemento sicuramente positivo.

D. Durante la tua esperienza, qual è stato (se c’è stato) il momento in cui per la prima volta ti sei sentita “a casa”?
R. La prima volta è stata la prima mattina in cui abbiamo fatto colazione tutti e quattro insieme: mi si è presentata davanti agli occhi una tavola imbandita con pietanze dolci e salate, nel mentre tutti loro si interessavano di me, mi facevano mille domande per conoscermi meglio. Un altro momento molto bello è stato verso la fine dell’esperienza, il giorno in cui ho iniziato a fare i bagagli: a un tratto la mia mamma ospitante è entrata in camera per chiedermi una cosa ma, alla vista della valigia aperta, non è riuscita a trattenere le lacrime e… neanch’io.


D. Com’è andata in generale la tua esperienza, cosa ti ha lasciato?
R. Tanto. Sono sempre stata una ragazza timida. Ma grazie a quest’esperienzaposso dire di aver conosciuto la vera Carlotta.
D. Cosa vuoi dire ai ragazzi che sceglieranno il programma estivo in Russia?
R. Soltanto tre parole: sfruttate ogni possibilità.

Carlotta

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