L'influenza della cultura italiana in Argentina

Camilla

Da Fermo in Argentina per un anno

Salve a tutti, mi chiamo Camilla Remia e quest'oggi le racconterò la mia esperienza di scambio culturale.
Prima di tutto vorrei spiegare il motivo per cui ho scelto l'Argentina come una possibile destinazione.
Sono sempre stata curiosa di sapere di più riguardo l'influenza che gli italiani hanno esercitato in questo paese, essendo a conoscenza dei fatti riguardanti il fenomeno delle migrazioni che si verificarono a partire dal 1860. Infatti, l'Argentina accolse più di tre milioni di italiani, provenienti dal nord-est e dal sud e che oggigiorno costituiscono la comunità europea più grande del paese. La cultura argentina è strettamente connessa a quella italiana in termini di lingua, costumi e tradizioni. Inoltre, nella nazione esistono molti cognomi italiani.
Uno degli ambiti in cui gli italiani si uniscono maggiormente con gli argentini è quello del cibo. Infatti, qui a Tucumán ho avuto la fortuna di trovare un tipo di gastronomia molto simile a quella italiana. Per esempio, mi sono resa conto presto del fatto che l'alimentazione degli argentini si basa, almeno quanto quella degli italiani, nel consumo di pane, pizza, pasta e carne, la quale è considerata una delle migliori a livello mondiale.
Sebbene i gusti siano simili, vi sono in ogni caso contrasti nel "palato" della gente, soprattutto nell'ambito dei dolci. Infatti, nonostante per noi italiani sia ormai diventata un'abitudine utilizzare il formaggio nelle preparazioni dolci, per gli argentini non è così. Ne ho avuto la conferma quando ho provato a cucinare la Panna Cotta o il Tiramisù e la prima critica che ho ricevuto è stata che si sentiva troppo il gusto del formaggio.

Ciò è dovuto anche alle differenti preparazioni che vengono usate nei due paesi per cucinare la stessa portata; infatti, la pizza che ho provato qui in Argentina non contiene mozzarella bensì un formaggio simile ma che non ha un gusto così forte. La stessa situazione si presenta nel caso del Tiramisù, per preparare il quale non usano tanto mascarpone quanto più panna. Sono presenti molte varianti negli ingredienti o nelle preparazioni, che nella maggior parte dei casi risultano essere la fusione della gastronomia italiana con quella tradizionale argentina, ma è proprio questo che rende il cibo così delizioso. In ogni caso, si riesce comunque a procurarsi prodotti importati direttamente dai paesi europei.

Gli argentini conoscono a fondo le tradizioni italiane e, a partire da queste, le hanno aggiunto un elemento innovativo e hanno creato una gastronomia speciale. Per esempio, ispirandosi ai nostri "ravioli" hanno elaborato i "sorrentinos", aumentandone le dimensioni e inventando nuovi modi di farcirli (con zucca, prosciutto cotto e formaggio o con salmone).

Secondo la mia famiglia argentina, molte persone considerano il cucinare la pasta il sabato un rituale tanto importante quanto il preparare un tipico "asado" la domenica. Questo dimostra il valore che gli argentini attribuiscono alle proprie radici.
Penso davvero che il cibo qui è uno dei tanti modi attraverso cui si condivide e si esprime; se lo può notare analizzando i loro piatti tipici, partendo dall'asado, considerato non un piatto in sé, ma piuttosto un'occasione per incontrarsi con gli amici o con la famiglia e chiacchierare, fino al mate, che possiamo definire un rituale al quale nessun argentino potrebbe rinunciare.
L'ora dei pasti è considerata pertanto un momento di incontro, di condivisione, di riflessione e soprattutto per godersi la vita. Infatti, gli argentini sanno approfittare ogni piccola occasione per vivere con allegria e apprezzare la vita, cosa che forse noi italiani stiamo dimenticando con il tempo e sulla quale dovremmo riflettere.
  • Camilla e sua mamma ospitante con la panna cotta da loro preparata
  • La famiglia ospitante di Camilla
  • Il primo asado di Camilla
  • La prima colazione insieme alla sorella ospitante
  • <em>Alfajores de dulce de leche</em>, dolce tipico argentino
  • L'architettura di una chiesa
  • Insegne di ristoranti
  • Menu di un ristorante
  • I poster in sostegno al popolo italiano

A Tucumán, quando qualcuno vuole insegnarti una ricetta, è perché vuole introdurti alla sua cultura e ti sta invitando a conoscerne gli aspetti fondamentali. Io ho potuto apprezzare questo gesto significativo ogni volta che mia madre mi ha mostrato come preparare piatti tipici come la humita, gli alfajores o le empanadas. Per questa ragione, considero mia madre il mio mentore e il mio modello di riferimento, così come considero mia sorella la mia compagna di esperienze, dato che con loro condivido molti interessi (con la moda e la cucina) e che mi hanno aiutato a valorare l'Italia e a vederla da un altro punto di vista, attraverso i loro discorsi e i loro aneddoti.
Mia madre possiede un cognome italiano e suo nonno venne dall' Emilia Romagna a Tucumán in qualità di architetto, per progettare alcuni edifici; questo spiega perché si hanno così tanti elementi di architettura italiana qui, con esempi che variano dall'epoca benedettina allo stile romantico.

Le generazioni della sua famiglia non hanno mai perso i costumi italiani, dal cibo ad alcune parole conosciute come "nonna" o "laburar" (che deriva dal nostro lavorare). Per questo motivo mia madre ha sempre manifestato interesse nel conoscere di più della mia cultura e ha potuto imparare l'italiano insieme al resto della famiglia con solo un paio di classi!

Fu esattamente per questo clima familiare (in tutti i sensi) che mi sono potuta sentire veramente a casa sin dal principio, e sono entrata così in confidenza da riuscire a girovagare per la casa in pigiama e vedere televisione abbracciata sul divano con tutta la famiglia. A volte mi è sembrato persino di essere nel mio stesso paese, essendo veramente tanti gli elementi che si riferiscono all'Italia.
Per esempio, qui a Tucumán è presente un circolo sardo, vi sono alcune scuole superiori dove si insegna l'italiano e la maggior parte dei grandi imprenditori sono discendenti diretti di italiani (infatti vantano cognomi italiani come Trapani o Lucci), che si proposero installare le proprie radici in una nuova terra che le offriva nuove opportunità.
Così come sono diffusi i cognomi italiani nella mia città, è facile trovare ristoranti il cui nome si ispira a città della mia Terra o è semplicemente scritto nella mia lingua madre.
Ho realizzato quanto l'Italia influisca sull'Argentina anche attraverso i mezzi di comunicazione, dai canali presenti nella televisione come la Rai, fino al fatto che sempre si nomina l'Italia nei film o nei libri, la maggior parte delle volte estereotipandola. Tuttavia, si considera il nostro paese come un modello di riferimento nel mondo e, soprattutto qui, si porta molto rispetto e solidarietà verso gli italiani. Per esempio, un po' di mesi fa stavo camminando per la strada quando mi fermo a leggere un manifesto con scritto "Abbracciamo il popolo italiano" Infatti, erano passate un paio di settimane dal terremoto di Gennaio e i manifesti erano stati preparati per manifestare l'appoggio della nazione argentina verso la nostra.
Credo che questa ricordo rimarrà per sempre nella mia mente perché solo in quel momento mi sono resa conto che c'erano persone che pur non essendo mie concittadine si identificavano con il mio Paese più di me, che al contrario avevo sempre sottovalutato l'Italia.

Posso affermare che certamente questa esperienza mi ha aiutato a prendere coscienza di tutte le risorse che l'Italia mi offre e che io non avevo mai valorizzato.
Ho potuto dare importanza ad aspetti che, senza che me ne rendessi conto, facevano parte della mia quotidianità, come la lingua e la sua spettacolare musicalità, la gastronomia, il suo valore come centro di arte e cultura o la bellezza e la diversità dei paesaggi. Allo stesso tempo ho dovuto riscontrare nel mio paese aspetti non così belli come la corruzione nella politica, la xenofobia, l'omofobia o il maschilismo, che non avevo mai considerato così gravi.
Tutto ciò è stato parte di un processo che mi ha aiutato a maturare e che sicuramente mi ha offerto la possibilità di essere una migliore cittadina italiana e allo stesso tempo, forse, una crescente cittadina del mondo.
Per questo motivo, non potrò mai smettere di ringraziare l'Argentina per tutte le possibilità che mi ha dato durante questa esperienza!

Camilla

Da Fermo in Argentina per un anno

  • Prossima Storia

    Il mio anno in Costa Rica

    Credo di non essere la prima a scrivere sul proprio anno all’estero, lontano dalla propria famiglia, dal proprio paese e da tutte le persone care. Fare l’anno all’estero non è così semplice come sembra: è...

    Giada

    Da Civitavecchia in Costa Rica per un anno

  • Prossima Storia

    Mijn Nederland, i miei Paesi Bassi

    Era una giornata di fine febbraio quando lo venni a sapere. Non avrei mai creduto che sarei stato accettato per il mio primo Paese, nella fascia richiesta. Sapendo che l'Olanda era piuttosto richiesta, avevo inserito molti Paesi dei Balcani...

    Riccardo

    Da Ancona in Olanda per un anno

  • Prossima Storia

    Un Messico dai mille colori

    Messico. Sette lettere un mondo di emozioni.Quando sono partita avevo tante cose per la testa, ero preoccupata, felice, emozionata. Avevo una grande paura dell’ignoto, ma allo stesso tempo ero contenta di buttarmi dentro a questa avventura;...

    Ginevra

    Da Pescia in Messico per un anno

  • Prossima Storia

    Nelle mani di me stessa

    Quando ho deciso di fare questa esperienza prediligevo il programma annuale; quelli più corti, come quello estivo, non mi sembravano abbastanza. Mi sembravano un po' come un uomo zoppo… Sì, pur sempre un uomo, ma che non...

    Eleonora

    Da Pisa in Australia per due mesi

Welcome to Intercultura (AFS Italy) website! Where do you want to go?
- If you want to know more about Intercultura, click here
- If you want to know more about studying in Italy with Intercultura, click here
- Sprechen Sie Deutsch? Hier Klicken
- If you want to visit the full website (Italian only), click here