La mia affascinante estate giapponese

Anna

Da Sondrio in Giappone per un'estate

Durante l'estate 2017, dal 28 giugno al 31 luglio, ho trascorso un mese in Giappone grazie ad una borsa di studio di Intercultura offerta da Confindustria Lecco e Sondrio.

Partiti da Roma, dopo un viaggio di ben 15 ore, siamo arrivati all'aeroporto di Narita, Tokyo, dove siamo stati calorosamente accolti dallo staff di AFS Giappone con i quali abbiamo trascorso i primi tre giorni nella capitale. Durante questo breve soggiorno abbiamo avuto un primo assaggio di quella che sarebbe stata la nostra vita giapponese.
Per i successivi 30 giorni sono stata ospitata da una famiglia del posto nella città di Inazawa, situata nella prefettura di Aichi, e ho frequentato una scuola di lingua giapponese per studenti stranieri nella città di Nagoya.
Sia nell'ambiente familiare che scolastico ho potuto sperimentare sulla mia pelle l'Omotenashi, letteralmente “intrattenere gli ospiti con tutto il cuore”, ovvero la cultura di ospitalità giapponese di cui tanto si parla.
Sono state la grande gentilezza e l'affetto dimostrato dalla famiglia a rendere questo viaggio un'esperienza davvero unica ed irripetibile. Dal primo giorno mi hanno resa parte integrante della loro famiglia, non solo come ospite ma come una vera e propria figlia. Grazie al rapporto creato, neanche la lingua a me quasi del tutto sconosciuta, ha costituito un vero problema. Ho potuto constatare che spesso, un gesto o un semplice sorriso valgono più di mille parole e, questo legame che giorno dopo giorno si è venuto a creare è diventato sempre più intenso e tutt'ora persiste.

Ancora prima di partire la cucina giapponese mi affascinava, ma dopo questo fantastico mese posso dire di essermene veramente innamorata. Ho avuto la fortuna di avere come madre ospitante una nutrizionista nonché bravissima cuoca, grazie a lei ho assaporato ed imparato a cucinare alcune delle ricette tradizionali giapponesi: il “misoshiru”, una zuppa di pesce con tofu spesso presente nella tavola giapponese; il “tamagoyaki”, una frittata di uova e verdure; gli “yakitori”, prelibati spiedini di pollo e, per concludere, il mio piatto preferito, i “takoyaki”, gustose polpette di polpo.

È veramente difficile da dire quale sia stata l'esperienza più bella in assoluto. La famiglia ospitante, gli insegnati giapponesi e i nuovi amici hanno reso ogni singolo giorno davvero indimenticabile.
Sicuramente, una delle esperienze che mi ha emozionato maggiormente è stato suonare il “koto”, un tipico strumento a corde giapponese, con una signora di Inazawa che, ogni domenica mattina, allietava il vicinato con il suo dolce suono. Una di quelle mattine Shoji, il mio padre ospitante, mi ha accompagnato a casa sua, dopo una breve presentazione, sono stata accolta nel salotto dell'anziana signora con una tazza di tè verde fumante. Dopo una piacevole conversazione è stata così gentile da suonare qualche melodia per me e farmi provare.
Esperienze come queste hanno accresciuto in me il desiderio di conoscere sempre di più le tradizioni e la cultura giapponese.
Raccontando brevemente questa mia avventura spero di invogliare qualche ragazzo o ragazza a compiere un'esperienza simile alla mia. Viaggiare, conoscere il mondo e confrontarsi con una diversa cultura sono fondamentali per la crescita della propria persona.

Dicendo ciò ci tengo a ringraziare di cuore Intercultura che ha reso possibile questo mio grande sogno.


Anna

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