La mia nuova "casa"

Annaviola

da Brescia in Thailandia per un anno

Annaviola, partecipante al programma annuale in Thailandia, ci racconta come la sua esperienza abbia cambiato il suo modo di guardare la realtà e affrontare gli ostacoli con la tipica tranquillità thailandese.
Sono qui, che cerco di analizzare con calma tutto ciò che lo scorso anno mi ha portato con grande forza, all’esperienza che in parte finirà e in parte comincerà tra poco più di un mese. Sono a casa, nella mia trafficata provincia, proprio fuori dall’enorme e famosissima metropoli di Bangkok. Non è una città, non è un paese, solo un intreccio di grandi strade che preparano all’entrata nel caos cittadino. Per molti la capitale risulta troppo rumorosa, troppo odorosa, troppo colorata.

Per me è invece un’enorme metafora di ciò che è la Thailandia: tradizioni molto forti e grandi influenze di aggressive modernità. E’ vero che non appena si mette piede in città si e’ invasi da milioni di stimoli per ogni senso, e questo può risultare molto confusionario. Tuttavia, io ci ho fatto molto l’abitudine ed ogni giorno mi innamoro di una città nella quale non smetto mai di imparare qualcosa di nuovo, di trovare un vicolo con nuove storie da raccontare, di rispondere a nuovi sorrisi calorosi ed essere inghiottita da un nuovo festival nazionale.
Per quanto stancante, lo stile cittadino mi ha catturata fin da subito considerato il paesino in cui ho vissuto per i passati sedici anni. Ho sempre sentito quel desiderio di evasione che ogni studente di scambio ha in comune, un sentimento di non appartenenza, solitudine e sete di conoscenza. Fremevo per ogni nuova opportunitàche mi potesse far fare qualcosa di diverso, fuori dagli schemi, di conoscere persone nuove, di allontanarmi da ciò che caratterizzava tutta la mia vita di allora.

Partire era il mio unico pensiero, in un modo o nell’altro sognavo risvegli esotici, colori e profumi tutti da assaporare, sguardi profondi e amicizie globali.
L’anno all’estero non e’ stato che un obiettivo dal momento in cui ne ho sentito parlare ed ho messo così tanto cuore nelle selezioni che passavo spesso notti in bianco a fantasticare con un sorriso stampato in faccia. Ricordo ancora il momento dell’e-mail da Intercultura che confermò la partenza per la mia attuale seconda casa: la Thailandia. Da quel momento in poi e’ stato un rollercoaster, milioni di emozioni e sensazioni nuove mi hanno assalita in mesi che mi hanno donato conoscenze che avrei altrimenti acquisito in anni ed anni, o forse mai.
"Partire era il mio unico pensiero, in un modo o nell’altro sognavo risvegli esotici, colori e profumi tutti da assaporare, sguardi profondi e amicizie globali."

A partir dalla formazione, i sorrisi impazienti di tutti i miei futuri compagni di avventure, i racconti di esperienze passate che ho imparato a memoria e l’entusiasmo contagioso dei volontari. Poi c’e’ stata la lunga, triste ed eccitante attesa, che e’ terminata nei pianti di gioia della partenza. E così e metà luglio 2017, mi sono ritrovata in una nazione a me sconosciuta, con simboli buffi ovunque e persone sempre pacate e sorridenti, per me un vero e proprio enigma.

Se non mi fermo a pensare e ad osservare da vicino i ricordi nella mia mente, tutto ciò che visualizzo e’ una bolla di emozioni che nemmeno sapevo potessero esistere che ci ha avvolti uno ad uno e ci ha portati su un cammino di crescita interiore che abbiamo affrontato tutti insieme seppur in modi diversi. Se dovessi esprimere in poche parole ciò che ho sperimentato e sto tuttora sperimentando, direi che e’ un po’ come vivere dieci anni in uno. Di colpo mi sono ritrovata sola, di fronte a qualcosa che nulla e nessuno può raccontare, con ostacoli sempre nuovi.
Inutile dire che non passi momento in cui sono grata di essere stata scelta per trascorrere un anno nel paese senza dubbio più interessante che io conosca. Ho visto posti meravigliosi, sperimentato relazioni tutte nuove, compreso un’espressione delle emozioni differente da quella che noi diamo per scontata, sperimentato dieci giorni di solitudine, silenzio e meditazione, costruito i ricordi più intensi della mia vita con persone a cui sarò inevitabilmente legata per sempre.

La cultura thai mi insegna qualcosa di nuovo ogni volta che mi apro ad essa, e la lingua che prima mi pareva incomprensibile, ora spiega moltissimo delle persone e del loro modo di approcciarsi alla vita.

Sarebbe stupido da parte mia negare che le difficoltà sono state molte e anche le più dure della mia vita, poiché le differenze culturali che 8000km di distanza comportano, sono così tante che e’ impossibile persino da pensare. Inoltre, proprio da tutti gli impedimenti che ho incontrato, ho imparato come non esistano complicazioni che non possano essere affrontate con pazienza, positività e dando spazio al tempo, che ci mostra ogni giorno come lasciar andare ciò che e’ passato e non agitarci per il futuro. D’altronde, come spesso si dice, non ci sono gioie senza sofferenze e il dolore e’ il miglior insegnante. Ho sentito, quasi fisicamente, la forza e l’indipendenza che il superamento degli ostacoli mi ha donato, il viaggio interiore che io, nel mio piccolo, ho vissuto con grande potenza.
Nella parentesi piena di inchiostro che e’ stato quest’anno, si trova tutta la conoscenza che ho acquisito, la forza, la fiducia in me stessa e negli altri, oltre a milioni di colorati dettagli della Thailandia che terrò per sempre nel cuore. Ora mi sento indistruttibile, più sicura che mai a viaggiare più che potrò, a non giudicare mai e non stancarmi di imparare.
Non ho dubbi quando qualcuno mi chiede se valga la pena partire per un anno all’estero. Ciò che penso è sia che si ci catapulti dall’altra parte del mondo, o che si vada nel cantone italiano della Svizzera, per un anno o quattro settimane, c’è sempre diversità ad aspettarci e pronta ad accoglierci, un’esperienza che porta una crescita personale e una maturità che nessuno sperimenterà mai al nostro stesso modo. Quindi se avete l’occasione, viaggiate, non abbiate paura perché il mondo è pieno di persone che vi daranno una mano nel momento del bisogno, che vi staranno vicini durante le numerose difficoltà che questa scelta comporta, ma che gioiranno con voi quando realizzerete che la rifareste altre mille volte.

Non mi sono mai sentita così riconoscente per tutte le incredibili opportunità che ho ricevuto nella mia vita: grazie alla mia famiglia e tutti coloro che mi hanno sempre sostenuta. Sono ogni giorno grata per tutte le sofferenze e felicità che mi hanno portata ad essere chi sono oggi, pronta per ciò che mi aspetta, sempre vivendo il presente con la grande pazienza thai. Continuo instancabilmente ad imparare e ringrazio la grande famiglia di Intercultura per avermi dato tutte le persone che ora chiamo casa.

Annaviola

da Brescia in Thailandia per un anno

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