La parte sommersa dell'iceberg

Andrea

da Bari in Brasile per un anno

Mi chiamo Andrea, ho 17 anni e vengo dalla provincia di Bari dove studio informatica. Ma ora vivo e studio in Brasile. Abito in una città per me grande, considerata dai brasiliani piccola, ma importante.
Da ormai 9 mesi vivo lontano da casa, dalla mia famiglia, dai miei amici e da tutto ciò che per 16 anni sono stato abituato a vedere e a fare.
Infatti, una delle esperienze più forti, educative e belle è sicuramente l’anno di scambio all’estero!
Penso sia una delle poche cose nella vita in grado di farci crescere da molti punti di vista e una delle poche a regalarci emozioni uniche.

Io, personalmente, sono partito prendendola, anche, come una sfida contro me stesso. Nella mia lista di 10 paesi che Intercultura ci da la possibilità di scegliere, il Brasile era quello che meno conoscevo… Come molte persone, conoscevo solo “la parte esterna dell’iceberg”. È proprio con questo esempio che Intercultura ci ha insegnato che tutto ciò che conosciamo prima della partenza non è altro che ciò che spunta fuori dall’acqua! Ma l’intero iceberg è anche quello che c’è sotto l’acqua, così come quelle cose nascoste di un paese che si scoprono solo vivendoci.
Il mio sogno era proprio questo: partire per scoprire come realmente è il mondo e mettermi alla prova.

Il Brasile è un Paese non molto conosciuto in Italia e la maggior parte delle informazioni che abbiamo sono stereotipi come il samba, il calcio, le spiagge e il Cristo Redentore!

Come succede con ogni tipo di esperienza, c’erano delle aspettative… In realtà, anche grazie alla formazione fatta da Intercultura, non avevo molte aspettative sul Paese ma più sull’esperienza. Mi aspettavo di vivere l’esperienza a pieno, di superare nuove difficoltà, scoprire una nuova lingua e immergermi a pieno in un’altra cultura. A 9 mesi dal mio arrivo qui posso dire con certezza di aver fatto tutto ciò che immaginavo su questo anno di scambio.

Il Brasile non è stata una scelta né casuale né mirata! In lista c’erano Paesi che avevo già in mente prima delle selezioni come Norvegia, Finlandia, Polonia… Compilando la lista mi sono accorto che avevo ancora un posto libero e ho iniziato a leggere le esperienze di altri exchange student che sono stati in diversi Paesi del mondo. Quando ho letto del Brasile, i vari racconti mi hanno suscitato curiosità verso questo Paese, che poi ho scelto di inserire al 4º posto della lista.

In futuro non ho idea di dove sarò e cosa farò ma sicuramente ho intenzione di girare il mondo alla scoperta di nuove culture e nuovi Paesi.
Il Brasile sicuramente è molto diverso dall’Italia in molti aspetti: educazione, modo di pensare, cibo, tradizioni e perfino nella religione....

Il sistema scolastico brasiliano è abbastanza differente da quello italiano e mi ha fatto molto riflettere sull’importanza e l’efficienza del sistema italiano.

I voti vanno da 1 a 10 e la sufficienza corrisponde al 7. Non esistono interrogazioni, ma solo test a scelta multipla! Per ogni trimestre ci sono 2 test e il terzo voto dipende dalla partecipazione in classe, lavori di gruppo ed individuali.

Al termine dell’equivalente della scuola superiore non esiste l’esame di stato ma si fa una prova che viene svolta solo da chi ha intenzione di entrare all’università. Il voto del “diploma” è la media dei voti che si fa tutti gli anni. C’è anche una distinzione tra le scuole: pubblica, privata e federale.

La scuola pubblica è quella gratuita e, dipendendo dallo Stato in cui ci si trova, può essere migliore o peggiore della privata. La scuola privata, invece, è a pagamento e dovrebbe offrire un’educazione migliore. Infine, la migliore, è la scuola federale. Per entrarci bisogna superare un esame ottenendo un punteggio elevato ed è l’unica che permette di avere un indirizzo di studio specifico nella scuola superiore.

L’altro aspetto differente dall’Italia nell’educazione sta nel rapporto alunno-professore. Il professore, qui, viene considerato come un amico con cui chiacchierare, scherzare, giocare e uscire la sera per una pizza insieme! Questa è stata la cosa decisamente più strana che abbia visto, essendo abituato al rapporto con i miei professori italiani.

Integrarmi nella nuova società, scolastica e non, è stato molto facile! I brasiliani sono molto socievoli e sempre aperti a nuove amicizie. Sono sempre allegri e trasmettono questa felicità a tutti! Fare amicizia con loro è molto facile… Uno dei momenti che, secondo me, favorisce le amicizie è lo sport! Nel momento dello sport, sia come giocatori che come tifosi, si è tutti uniti. Da giocatore di pallavolo, mi sono sin da subito trovato bene in questo Paese amante che si può definire amante di TUTTI gli sport!

Sono arrivato qui il giorno di apertura delle Olimpiadi a Rio ed è stato strano ma bello vedere come tutti seguivano tutti gli sport in cui la Nazionale Brasiliana giocava e nessuno toglieva gli occhi dalla TV fino alla fine delle partite. Ciò non succede solo nelle olimpiadi ma in tutti gli sport che abbiano come protagonista la squadra della Nazionale o la squadra della propria classe!

Posso sicuramente dire di aver conosciuto a pieno il Brasile e che, anche se ha molte cose diverse dall’Italia, è un Paese fantastico!
Ovviamente, come qualsiasi Paese, ha i suoi problemi ma questo fa anche parte della cultura e della storia di un Brasile ricco di paesaggi, tradizioni e tanta felicità!
Stando in Brasile ho scoperto sicuramente una nuova cultura e un nuovo modo di affrontare le situazioni. Questa è sicuramente una cosa che mi aiuterà nel mio futuro scolastico e lavorativo!

Vi aspetto su Radio 24 per farvi conoscere molte cose nascoste in più!

Andrea

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