La religione in Costa Rica: così diversa!

Angela, da Bari al Costa Rica per un anno

Riflessione in occasione del Convegno "Il Silenzio del Sacro"

Sono Angela e sto attualmente trascorrendo il mio anno all'estero in Costa Rica, meglio conosciuta come "la Svizzera del Centro America" o "il Paese più felice del mondo".
Ci sono tantissimi aspetti di questa affascinante cultura di cui vorrei parlarvi, però mi concentrerò principalmente sulla religione.

In Costa Rica, la religione più diffusa è il cristianesimo, ma durante i miei primi mesi di esperienza all'estero ho vissuto con una famiglia che praticava l'evangelismo.
Non avevo mai preso in considerazione l'idea di poter vivere con qualcuno che non fosse cattolico, dato che la maggior parte del Paese è di quest'ultimo ramo del cristianesimo.
Una delle classiche domande che "il tico" ti porrà è se sei credente o no.All'ennesima domanda, questa volta rivolta da mia nonna, ho risposto che non ero credente. Non l’avessi mai detto: l'anziana signora si è dovuta bere un grande bicchiere d'acqua per calmarsi e poi, guardandomi con occhi seri, mi ha risposto che la sua missione durante questo anno sarebbe stata quella di farmi cambiare idea sul mio credo e che avrebbe pregato affinché la mia anima si fosse purificata.
Inizialmente ho pensato che si trattasse di una scena di un film, ma poi ho dovuto abituarmi a ricevere visite da mia nonna che voleva l'accompagnassi nella preghiera.
  • Una escursione al Rio Celeste, con alcuni altri exchange students
  • Il giorno del compleanno di un cugino di Angela
  • playa blanca
  • Alla Playa Blanca con amici da tutto il mondo: Finlandia, Svizzera, Germania, Svezia, Giappone e Brasile
  • Il giorno del compleanno di Angela. dopo il tradizionale
  • Un sentiero nella foresta costaricense
  • Angela con i compagni di classe
  • Puerto Viejo
  • Un matrimonio nella famiglia ospitante

Un altro aneddoto molto divertente mi è capitato poche settimane dopo il mio arrivo in Costa Rica quando, con i miei genitori, mi è capitato di entrare in questa sala spaziosissima, arredata con poltrone da cinema, maxi schermi ed amplificatori. Dopo esserci accomodati ai nostri posti, ho notato alcuni addetti che si occupavano delle riprese con videocamere di ultima generazione e altri che collegavano i cavi degli strumenti musicali.

Ispezionai la sala e mi resi conto di essere a teatro, perché durante la settimana si era parlato di cosa avremmo potuto fare nel weekend: andare in chiesa o assistere ad una rappresentazione musicale in un teatro.

Decisi di ringraziare i miei genitori per avermi comprato l'entrata, quando improvvisamente mio padre iniziò a ridere e mia madre mi guardò con occhi sconsolati e mi disse che eravamo in chiesa! Non capivo come si potesse considerare “chiesa” un posto del genere, così diverso dal luogo che mi veniva in mente quando pensavo a una chiesa in Italia.
Allo stesso tempo mi sentivo in estremo disagio ad aver confuso un luogo a loro sacro con uno “profano”.I miei genitori ospitanti, capendo il mio disagio, mi hanno rassicurato che non c’era nessun problema e cominciarono a farmi domande sulla chiesa in Italia, per cercare di capire meglio il mio punto di vista.

Anche i giovani adolescenti sono molto religiosi e partecipano a incontri chiamati "celula" che si svolgono a casa di un ragazzo o di una ragazza; si legge il vangelo e si prega, dopodiché si rimane un altro paio d'ore insieme chiacchierando o cucinando qualcosa per cena.

Inizialmente, quando arrivai non capivo come relazionarmi con una religione così diversa e sentivo che non avrei mai potuto vivere come una tica.
Adesso so di essermi completamente adattata a questa bellissima cultura ed ogni giorno non aspetto altro che scoprire nuovi aspetti ed innamorarmene sempre più.

Adattarsi non è semplice, ma a tre mesi dal mio ritorno in Italia posso dire che due culture differenti possono incontrarsi e intrecciarsi l'una all'altra e vivere genuinamente e felicemente sullo stesso pianeta.

Angela, da Bari al Costa Rica per un anno

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