Ma come si festeggia in Russia?

Alessandra

da Bari in Russia per un anno

Festeggiare due Natali, due capodanni, tutte le feste nazionali come una vera ragazza russa sono momenti, giorni e settimane che non svaniranno mai dalla mia mente.

Andare a scuola il 25 dicembre e sostenere due compiti in classe? Strano ma vero... E allo stesso tempo ricevere doni da compagni di classe, professori e tutti coloro che mi stanno accanto perché "il Natale è importante, e anche il tuo lo è"... un giorno indimenticabile.

E poi? Il 7 gennaio ritrovarsi a messa per festeggiare il Natale ortodosso (Рождество), indossare un velo sul capo, accendere le candele durante la cerimonia in attesa della nascita e della grande festa che ci attendeva a casa, semplicemente fantastico.

Durante le feste natalizie tutta la famiglia si riunisce ogni giorno partendo dal 29 dicembre. È sempre una grande festa, è una grande emozione festeggiare tutti insieme, dalla vigilia di capodanno al capodanno stesso (Новий год), dal Natale ortodosso al "vecchio" capodanno (старый Новий год) il 13 gennaio, che deriva dal vecchio calendario Giulianova utilizzato dalle comunità sovietiche.

A scuola è sempre piacevole andare anche con -20 gradi, perché ogni giorno "ne scopri una nuova".
La festa della donna? É internazionale. E perché non festeggiare l'uomo? Non il papà, non il nonno, ma l'uomo. Il 23 febbraio si festeggi il "giorno degli uomini difensori della patria” e tutte le donne, le ragazze e le bambine portano un dono a casa o a scuola ai propri amici anche per i futuri difensori della patria.

Una sorta di carnevale si festeggia anche in Russia... non ci sono parate, carri allegorici, ma c'è tanta allegria, balli e cibo, tanto cibo, tanti bliny (блины)!
È arrivata la masleniza (масленица), una festa non nazionale, ma della tradizione della "grande madre Russia".
Segna l'inizio della primavera e avviene 7 settimane prima della Pasqua ortodossa (Пасха), e l'ultimo giorno si preparano in quantità industriali una sorta di crêpe rotonda, quasi a ricordare la forma del sole che finalmente sorge dopo un lungo periodo di neve. In famiglia è una grande festa, come lo è anche a scuola.
Solitamente vengono accompagnate da una grande tazza di tè (чай) e tante chiacchiere e risate.

  • Alessandra in famiglia
  • I compagni di classe e l'insegnante
  • Abiti tradizionali e folclore
  • Il gruppo degli studenti stranieri in Russia
  • Nuove amicizie nate a scuola

Il momento del tè in Russia è un rituale giornaliero che va condiviso con tutti i membri della famiglia.
È l'unico momento della giornata in cui tutta la famiglia è riunita attorno allo stesso tavolo. Ci si confida, si parla di come è andata la giornata e di come si dovrebbe evolvere il giorno dopo, tutto accompagnato da una grossa quantità di dolci, torte e biscotti prima di andare a letto.

Una festa invece sacra per tutti i russi, e sopratutto per tutti i patriottici, è l'anniversario della vittoria della seconda guerra mondiale il 9 maggio.
A Mosca si organizza una grandissima parata militare accessibile a tutti ma del tutto impossibile da godersi dal vivo, dati i milioni di partecipanti. In questa occasione si commemorano tutti i caduti in guerra e ci si complimenta e si elogiano i veterani, che ormai sono pochi.
Le parate si organizzano anche nei piccoli paesi, come quello dove ho vissuto io, Klimovsk (Климовск). Le scuole sono chiuse, pochi negozi aperti, e tutti per strada a sfilare con le tipiche divise militari per chi le ha, oppure molto semplicemente in eleganza e con un fiocco nero-arancio, simbolo della giornata.
Nel mio paese erano stati invitati due veterani che ci hanno raccontato la loro testimonianza e hanno partecipato a tutta la cerimonia in piazza a cui hanno partecipato tutti i politici del comune, dirigenti scolastici, militari e tutta la comunità. Questa è la festa che più si sente nelle famiglie russe!

La Russia, con la sua cultura, è un paese tutto da scoprire e esplorare, pieno di risorse.
Una cultura fantastica, una popolazione calda, accogliente...

Pensate che tutto ciò di cui vi ho parlato sia banale, immagino.. è scontato ricevere doni a Natale, è scontato uscire con gli amici, è scontato avere una famiglia su cui appoggiarsi. Invece non è poi così banale. Vivere fuori, affrontare tutto come ti viene, con un gran punto interrogativo, ma allo stesso tempo macinarci il cervello per trovare la soluzione, soluzione che non si trova mai perché si ha l'ansia di sbagliare, ma poi, alla fine, accorgersi di essere ormai abituati a ciò che si sta vivendo e ad essere entrati nel giusto meccanismo di integrazione.

La cosa più brutta è la paura, la paura di sbagliare, di non essere abbastanza, di non sapere come affrontare la situazione. La paura di aver paura.
Una paura che con il calore della famiglia ospitante, degli amici, della scuola, di un luogo, passa!

Alessandra

da Bari in Russia per un anno

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