Mille nuove emozioni

Elisabetta

Da Viterbo in Belgio per un anno

Quel 25 agosto, giorno della mia partenza, mi sveglio, guardo il countdown sul cellulare, vedo zero. Mi alzo, non mi sembra vero. Sono emozionata, non realizzo che tutto ciò che mi circonda lo rivedrò tra 10 mesi.
Chiudo le valigie, ancora incredula. Insieme ai miei genitori e mio fratello partiamo per Roma, dove avrei passato una notte insieme a tanti altri ragazzi che come me avevano fatto la scelta più bella del mondo. Arrivati, assistiamo ad una conferenza, dopodiché… “Genitori, è giunto il momento di salutare i vostri figli” e in quel preciso istante, non so se piangere o restare fredda. Vado verso mia mamma, la prima persona che saluto. Mi stringe in un ultimo abbraccio, e in quel momento iniziano a scendere le prime lacrime. Lacrime preziose, che non si ha l’occasione di avere tante volte nella vita, fatte di tanta felicità, di adrenalina, di forza, di coraggio, di amore e di tanta tenacia. Proseguo con il saluto a mio padre, e poi al fratellone grande. Da quell’istante, la sensazione di questi abbracci è tatuata sul mio cuore. Lì, inizia la nuova, immensa, attesa esperienza di una vita.L’indomani, in attesa al gate per imbarcarmi, realizzo di aver centrato il mio obiettivo: l’inizio di un cambiamento. Un cambiamento che mi avrebbe portato ad una maturazione, ad una presa di sicurezza di me stessa, ad una nuova vita. Molteplici aspetti che mai si sarebbero potuti realizzare nella semplice routine quotidiana della mia vita in un piccolo paese di provincia, in cui diverse persone erano meravigliate della mia decisione di partire.
Appena messo piede in Belgio la mia famiglia è lì, dietro un cartellone di benvenuto. Mia mamma mi abbraccia per prima, e in quell’abbraccio sento subito tanto amore. Da quel momento inizia concretamente l’avventura. Mi ritrovo con persone sconosciute, con le quali devo vivere. Per 10 mesi. E da lì, tutto ciò su cui posso contare era... me stessa. Non c’erano più i miei genitori come punto di riferimento. Si, perché immaginate... partite e da un giorno all’altro vi trovate in uno Paese, una casa, delle persone, dei luoghi a voi sconosciuti, mai visti prima. Tutto è così nuovo, così bello, così differente che non sai neanche come comportarti. Per la prima volta nella vita si ha la possibilità di “rinascere”, di essere ciò che si vuole essere. Nessuno ti giudicherà mai, perché nessuno ti conosce veramente.
  • La partenza da Roma
  • L'arrivo dei ragazzi italiani in Belgio
  • Con la famiglia belga
  • Di ritorno da una lunga gita a cavallo con la sorella ospitante
  • A cena con le amiche

E, dopo tutto, capiamo che l'unico limite è la nostra immaginazione.

Uno tra i tanti ricordi che mi rimangono impressi nel cuore è sicuramente l’impatto con la mia famiglia ospitante. Ogni singola volta che guardo la foto con la mia famiglia mi emoziono. Per me rappresenta tutto. Rappresenta delle persone che da sconosciute sono diventate essenziali.
A partire da mia mamma ospitante, Angélique, che non ha mai smesso di amarmi come fossi sua figlia. A lei, che sempre mi ha trasmesso un qualcosa di speciale in ogni suo abbraccio, in ogni suo sguardo, in ogni suo gesto di amore.
Poi c’è mia sorella, Laura, che avendo già avuto un'esperienza con Afs, mi ha sempre capita. Lei, che è sempre stata al mio fianco aiutandomi in ogni mia incertezza.
Infine mio papà, Eddy, una persona che non ha mai smesso di fare battute, di scherzare, semplicemente perché preferisce affrontare la quotidianità con il sorriso, il buon umore e la felicità. Pochi e semplici aspetti che possono cambiarci le giornate. Per me, la famiglia diventa così un laboratorio di discussione su abitudini diverse, sulla scuola, sui valori della vita, sulle regole della convivenza, da accettare comunque anche se non sempre condiviseE i 13 gatti?! Si, partire con Intercultura significa anche sviluppare un certo spirito di adattamento. Per 10 mesi mi ritrovo a vivere con 13 gatti, un cane, due serpenti e un coniglietto! Diverso, ma divertente!
In diversi mesi, mi rendo conto di aver intrapreso un cambiamento dell’atteggiamento mentale, ed una diversa percezione del mondo ne è la conseguenza. Realizzo che attraverso un’esperienza come questa si diventa molto più elastici e meno assolutisti, perché in fondo è solo con il riconoscimento delle differenze che si superano le divergenze. Ed è quando si prende coscienza di ciò che inizia il periodo più bello dell’esperienza. Tutto ciò non è una vacanza, bensì un periodo di grande fatiche e emozioni, dove si è continuamente messi in discussione. La capacità di adattamento, vivere quotidianamente con persone diverse porta ad una grande maturazione, acquisita con tanta determinazione e coraggio. Tu, da solo, sei davanti a tutto ciò: questa è la grande sfida che ti trovi davanti, e alla quale sai di uscirne vincitore perché hai tutta la convinzione e la tenacia che ti permettono di farlo.
Come tutte le esperienze della vita, questa porta difficoltà, gioie e dolori, ma arrivati agli ultimi mesi si realizza che ne è veramente valsa la pena. Rendersi conto, a sedici anni, di essere riusciti a crearsi una seconda vita in un altro posto del mondo è qualcosa di altamente soddisfacente.
Ora mi ritrovo qui, a soli tre mesi dal rientro in Italia, con una vita completamente nuova, che mi sono creata io, con le mie forze, ed è finalmente di mio piacimento. Pensare al rientro mi fa effetto, tutto mi sembrerà completamente differente, perché partendo per dieci mesi ci facciamo degli occhi nuovi, vediamo le cose di maniera differente e tutto sarà diverso, ancora per una volta. Sapremo finalmente apprezzare ciò che tante cose davamo per scontato prima della partenza, e di cui, solo una volta partiti, si scopre il valore.
Ora mi sento di dire a tutti i ragazzi che stanno pensando di partire di farlo, di buttarsi, di non avere paura e di munirsi di coraggio e motivazione perché anche se un anno può sembrare lungo...QUEST’ANNO con Intercultura vi sembrerà l’anno più corto della vostra vita, perché è incredibile quanto il tempo all’estero possa correre. Partite, lasciate tutto per trovare molto di più!

Elisabetta

Da Viterbo in Belgio per un anno

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