Ora appartengo a due mondi

Giulia

Da Asti in Ecuador per un anno

Il 22 Agosto sono partita per l'Ecuador, un Paese di cui non sapevo praticamente nulla e di cui mi sono innamorata.

Eravamo in 21 italiani e sul volo verso Quito e nessuno era in grado di tacere la propria emozione. Stavamo iniziando un nuovo capitolo della nostra vita, un nuovo capitolo che ci avrebbe fatti crescere e migliorare come persone.

Il primo impatto con il Paese l'ho avuto con il primo sguardo sulle Ande, appena usciti dall'aeroporto. Ho visto quelle montagne immense, il vento freddo dei 3000 m di altitudine, e quel sole, così forte e luminoso anche alle 5 di pomeriggio. Quel sole che ho riscoperto nello sguardo delle persone, tra le braccia della mia famiglia. Quel sole che entra nelle vene e scalda tutto il corpo, facendo venir voglia di gridare la propria felicità a tutti. In Ecuador ho scoperto cosa volesse dire vivere, mi sono sentita felice e soprattutto libera. Nonostante le differenze enormi, io mi sono sentita ecuadoriana sin dal primo giorno di scuola, quando, con l'uniforme, l'unica barriera che vedevo tra me e i miei compagni era la lingua.

In Ecuador ho imparato a credere, soprattutto in me stessaGrazie ad i miei amici ed alla mia famiglia ho capito quelli che sono i veri valori della vita. Ho imparato a credere, soprattutto in me stessa. Ho capito cosa significasse fidarsi ciecamente di qualcuno, e cosa volesse dire aiutare la gente in difficoltà.

L'Ecuador è un paese molto povero in ricchezza, ma è ricco di valori e tradizioni. Tradizioni che ora sono anche mie, come i tornei di cuarenta o la colada morada. Ora ho una famiglia anche là, dei fratelli e delle sorelle che mi vogliono bene, e la mia nipotina, che alla nascita di sua sorella ha detto che stavo guardando la mia nueva sobrinita. Tutto ciò mi ha permesso di essere ciò che sono ora. Non sono più solo italiana, sono divisa tra due tricolori che amo allo stesso modo: quello italiano e quello ecuadoriano (giallo, blu e rosso). Ora so che ovunque vada, Italia o Ecuador, troverò sempre le stesse difficoltà e gli stessi problemi, perché ormai appartengo ai due mondi. Ora so che ci sarà sempre una famiglia pronta a ricevermi a braccia aperte, e non importa che i miei genitori siano bianchi o meztizos, li amerò tutti e quattro sempre, perché è grazie a tutti loro che ho vissuto l'esperienza più bella di tutta la mia vita.

Giulia

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