Otto mesi in Polonia

Anna

Da Siena in Polonia per un anno

È difficile riassumere in poche parole mesi così densi di esperienze ed emozioni, in cui così tanto ho visto e ho imparato. Tutto questo grazie alla mia Borsa di studio UBI Banca.

La Polonia è un paese spesso sottovalutato: prima di partire, tutte le volte che parlavo a qualcuno del mio futuro scambio, vedevo l'entusiasmo smontarsi non appena annunciavo la mia destinazione. Penso che, in generale, da italiani tendiamo a sottovalutare tutti i paesi dell'Est Europa: li conosciamo poco e non ci attirano, eppure la Polonia è un paese meraviglioso, con una forte identità nazionale e che lotta tra la voglia di andare verso il futuro e costruire finalmente una storia positiva e il profondo attaccamento che ogni individuo ha alle proprie tradizioni e il desiderio collettivo di non dimenticare il passato (sia quello dei grandi eroi nazionali, che quello fatto di oppressione e negazione).

È così quindi che, un po' spaesata e con poche informazioni, mi sono ritrovata in Polonia, immersa in una realtà apparentemente simile, eppure così diversa da quella a cui ero abituata: dal cibo alla religione, l'immagine generale poteva anche sembrare simile, ma una miriade di dettagli più o meno grandi mi colpivano (e mi colpiscono) ogni giorno.
È così quindi che, un po' spaesata e con poche informazioni, mi sono ritrovata in Polonia, immersa in una realtà apparentemente simile, eppure così diversa da quella a cui ero abituataIl primo periodo può essere difficile, soprattutto visto che il polacco sembra a una prima impressione incomprensibile e impossibile da pronunciare. Certamente ciò che all'inizio manca in comunicazione, i polacchi te lo fanno recuperare in ospitalità: infatti, tutte le famiglie che ho avuto modo di incontrare sono sempre state estremamente gentili e accoglienti nei miei confronti, sempre vogliose di chiacchierare e curiose di sapere della mia vita in Polonia e delle differenze che ho incontrato. Infatti non è così tipico che stranieri vengano a vivere qua e di conseguenza i polacchi si mostrano sempre felici del fatto che qualcuno (specialmente da un paese così idealizzato come l'Italia) sia voluto andare nella loro patria e sono curiosi di sapere cosa ne pensiamo e fanno di tutto per farci sentire al meglio anche lontano da casa.
Certamente ciò che all'inizio manca in comunicazione, i polacchi te lo fanno recuperare in ospitalità

  • Anna e il papà ospitante

Scatti dalla vita di Anna in Polonia

Come ho detto, la lingua (considerata una delle più difficili da imparare) all'inizio può sembrare un ostacolo, ma questo non deve assolutamente spaventare. Infatti, con molto impegno e cercando di parlare il più possibile, piano piano si impara; devo dire che la soddisfazione di sapere che ce la si sta facendo è davvero grande e che ogni piccola conquista (anche solo una parola in più capita rispetto al giorno prima) rende felici. Inoltre, l'entusiasmo dei polacchi quando vedono uno straniero parlare la loro lingua vale lo sforzo: coscienti della difficoltà e non abituati a stranieri che parlano in polacco, mostrano subito il massimo del supporto e sono sorpresi e pieni di complimenti anche quando riesci solo a borbottare le prime parole.
In sostanza, se dovessi dire quelli che secondo me sono i tratti che più caratterizzano questo paese e i suoi abitanti, direi che sono un profondo sentimento storico-nazionale (la coscienza di ciò che è stato e quindi del valore di essere polacchi) da un lato e dall'altro un'estrema gentilezza, grande curiosità ed entusiasmo per chi si mostra volenteroso di scoprire qualcosa in più sul loro paese.

Anna

Da Siena in Polonia per un anno

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