Persa a non troppi chilometri da casa

Martina

Da Asti in Spagna per un anno

Quando mi è stato comunicato che sarei partita per un programma annuale in Spagna, la mia reazione non è stata negativa, ma neanche del tutto positiva. La Spagna era per me il paese esistente più simile all'Italia. Un paese dove persino la lingua mi sembrava piuttosto facile da comprendere e che, infatti, non mi costò troppo imparare. In che modo sarei cresciuta? In che cosa mi sarei arricchita?Sono abbastanza sicura che il pensiero di molti ragazzi che, come me, hanno scelto di vivere questa esperienza, sia che più lontano da casa si va e più si avrà l'opportunità di crescere e arricchirsi. Non essendo andata in paesi lontani con culture completamente diverse e lingue incomprensibili, non mi sento di dire che adattarsi alle differenze culturali qui, sia uguale in paesi dove lo “shock culturale” è sicuramente più grande come, per esempio, i paesi asiatici.
Penso semplicemente che ciò che ci fa crescere di più sia uscire dalla “zona di comfort” e ritrovarci soli e impauriti da tutto ciò che prima facevamo senza quasi pensarci.Trovarsi in una situazione in cui si cambia paese, città, famiglia (e di conseguenza casa) e scuola, è sicuramente un evento destabilizzante che può provocare disagio indipendentemente dal paese dove si è ospitati. Ad ogni modo, dopo sette mesi qui, posso dire che Spagna e Italia sono sicuramente molto simili, ma non uguali. La Spagna, nella sua storia, è stata influenzata molto anche dagli arabi ed è per questo motivo che per le città si possono vedere edifici con stili completamente diversi da quelli che si trovano nel nostro paese, come ho avuto modo di constatare visitando la città di Toledo. Inoltre, per quanto siano due lingue completamente diverse, nello spagnolo ci sono suoni come la G o la J aspirata che ricordano molto la lingua araba.

La Spagna e la sua storia

Questo paese presenta anche una grande quantità di immigrati provenienti dall'America latina (la mia famiglia, per esempio, è colombiana) e questo ha fatto sì che abbia conosciuto la cultura di un paese molto più lontano e che abbia imparato lo spagnolo vedendone anche le sfumature e i cambiamenti che vi sono tra i paesi ispanici.
E' un paese uscito da non troppo tempo da una dittatura che fa sì che la mentalità delle persone non sia ancora così aperta al confronto con altre nazionalità e culture, ma che, nonostante questo fatto, non mi ha negato l'opportunità di avere amici disposti ad aiutarmi e a starmi vicino nei momenti più critici.
E' difficile “essere in minoranza”, doversi difendere da soli tra quelle che sono un po' le ingiustizie che si fanno ai più deboli. “Debole” è la sensazione che provi quando senti che tutti i tuoi punti stabili, le tue certezze, ciò che avevi sempre dato per scontato, viene messo in dubbio.
Durante questa esperienza ho cambiato famiglia e una cosa che ho imparato è che l'amore che ci danno i nostri genitori, così incondizionato e quasi dovuto, è qualcosa di davvero grande e speciale che sicuramente non è facile da trovare allo stesso modo in una famiglia ospitante. La mancanza della mia vera famiglia all'inizio era ciò che mi faceva sentire più debole, perchè mi sentivo sola e non pronta ad affrontare determinate difficoltà. Con la seconda famiglia, con la loro voglia di mettersi in gioco e con la mia, sono riuscita a creare un legame molto forte che mi ha aiutata a sentirmi finalmente a casa in un paese che non era il mio e citando una frase di Cecelia Ahern che sento molto mia: “Ho imparato che casa non è un luogo, ma un sentimento.”
Questa esperienza non è e non potrà mai essere definita una vacanza, non è saltare un anno di scuola. E' coraggio, un coraggio che non ho mai pensato di avere e che ora è diventato qualcosa in più che so di me. E' il coraggio di buttarsi nell'ignoto e confidare nelle proprie capacità di risoluzione dei problemi. Avendone paura, ma senza arrendersi.Consiglio a tutti i ragazzi coraggiosi e dotati di curiosità, di provare questo tipo di esperienza, perchè vi arricchirà, ovunque andiate. Non dimenticate che anche i paesi vicino al vostro hanno da raccontare una storia e, di conseguenza, posseggono qualcosa di differente che vi potrà aiutare a crescere e vedere il mondo con occhi diversi.

Martina

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