Piccole scuole interculturali

Stefania Anfuso

Insegnante presso l'Istituto Scolastico Ruiz di Augusta, SR

Essere insieme docente di Italiano e volontaria di Intercultura è stata una preziosa alchimia capace di rendere il mio lavoro ancora più entusiasmante.

Ho sempre cercato di educare i miei alunni alla pace, alla tolleranza, alla fratellanza, ma avere in classe uno studente straniero è un’altra cosa, è come avere una finestra aperta sul mondo, e per dimostrarvelo vi racconterò l’evoluzione di una delle mie classi, la III A Turismo dell’Istituto Tecnico Settore Econonico Arangio-Ruiz di Augusta.

Già al primo anno di scuola la classe aveva avuto una new entry particolare: Karamo, un diciassettenne del Gambia, costretto ad emigrare a causa delle atrocità verificatesi nel suo paese. Lui aveva attraversato il deserto, affrontato la prigionia in Libia ed era arrivato in Italia su uno di quei barconi in cui purtroppo perdono la vita moltissime persone. Appena sbarcato era stato portato al centro accoglienza di Priolo per poi essere preso in affidamento da una famiglia augustana. L’amicizia di Karamo per gli alunni è stata preziosa, perché ha fatto scoprire loro una cultura diversa nonché riflettere su una realtà, quella dell’emigrazione, molto lontana dalla vita dei nostri adolescenti.
Gli alunni volevano scoprire il modo di vivere, i piatti tipici, la quotidianità di chi vive in un continente diverso, imparando a poco a poco a guardare il mondo da un altro punto di vista

Al secondo anno invece in classe è arrivata Kaoru Komaki, partecipante ad un programma di scambio di 17 anni da Nagano, in Giappone. E’ stato un importante momento di ulteriore crescita nell’ambito dell'educazione interculturale. All’inizio la classe era incuriosita da Kaoru: gli alunni volevano scoprire il modo di vivere, i piatti tipici, la quotidianità di chi vive in un continente diverso, imparando a poco a poco a guardare il mondo da un altro punto di vista.

Kaoru invece era preoccupata perché parlava pochissimo l’italiano ed era rimasta scioccata dalle interrogazioni orali che non esistono nel suo Paese. La prima volta che aveva visto i suoi compagni di classe interrogati dai professori era rimasta a bocca aperta, perché loro parlavano senza libro, senza quaderno, senza niente davanti! Poi ha capito che doveva imparare al più presto l’italiano e con l’aiuto dei compagni di classe ce l’ha fatta. L’anno scolastico è volato in fretta, ma l’amicizia di Kaoru rimarrà nei loro cuori per tutta la vita.

Quest’anno i semi dell’educazione interculturale hanno cominciato a dare i loro frutti: una mia alunna, Giulia, è partita a settembre per un programma annuale di Intercultura nel Belgio Fiammingo, a Kessel-Lo, una città a 20 km da Bruxelles. La sua classe nel frattempo ha ospitato Katy, una ragazza diciassettenne proveniente dall’Honduras.

Giulia vive in una famiglia “alternativa” composta da una madre single, docente universitaria di francese, che quattro volte alla settimana ospita due ragazze con problemi di dislessia. Frequenta dal lunedì al venerdì il Miniemeninstituut, un istituto tecnico ad indirizzo turistico con materie molto simili a quelle italiane. Grazie a questa esperienza Giulia ha imparato molto della cultura fiamminga, è diventata più indipendente e vede il mondo con occhi diversi.
ben vengano le esperienze di ospitalità di studenti stranieri nelle classi italiane, perché è un metodo vincente per permettere agli alunni di diventare cittadini del mondo e superare così quelle frontiere ideologiche e culturali che ancora oggi purtroppo esistono nel nostro pianeta

Katy, invece, ha portato nella classe una nuova ventata di allegria: solare e dinamica, si è subito integrata nel gruppo, tanto che dopo una sola settimana era perfettamente a suo agio, a parte qualche “sonnellino” tra i banchi dovuto alla stanchezza. Ha lavorato tanto per imparare l’italiano e conoscere a fondo l'Italia, ma allo stesso tempo gli alunni hanno cercato di immedesimarsi in lei, di conoscere il modo di vivere dell’Honduras, grazie a continui scambi di idee e alla progettazione comune di Powerpoint sui due Paesi. Insieme, durante l’anno scolastico, i miei ragazzi hanno svolto tanti progetti anche extracurriculari come l’Alternanza scuola-lavoro, l’Orientamento per le scuole medie, le visite didattiche ecc… attività che hanno contribuito a creare un forte legame di amicizia tra Katy e la classe.

Cosa succederà l’anno prossimo? Intanto Giulia ritornerà tra i nostri banchi di scuola, ma un’altra mia alunna, un'altra Giulia, è in attesa di ricevere da Intercultura la sede del suo anno all’estero in Argentina, ed io sarò la sua tutor!

Insomma ben vengano le esperienze di ospitalità di studenti stranieri nelle classi italiane, perché è un metodo vincente per permettere agli alunni di diventare cittadini del mondo e superare così quelle frontiere ideologiche e culturali che ancora oggi purtroppo esistono nel nostro pianeta.

Stefania Anfuso

Insegnante presso l'Istituto Scolastico Ruiz di Augusta, SR

  • Prossima Storia

    Dire, fare, imparare

    Sono volontaria da più di un lustro e comunque, ogni giorno che passa, mi sembra di poter/dover imparare ancora tanto e da tutti. Non è retorica: infatti, da una parte arrivano le sollecitazioni del Ministero, almeno una all’anno,...

    Silvia Mocchi

    Volontaria del Centro Locale di Monza e insegnante presso l'Istituto Scolastico Hensemberger

  • Prossima Storia

    Il mondo nel Montefeltro

    La nostra scuola sta ospitando 27 studenti olandesi e 3 docenti provenienti dalla scuola Carmelcollege della città di Emmen, Paesi Bassi. Nel progetto sono coinvolti 26 studenti italiani e gli insegnanti della scuola secondaria. E' il...

    Michela Dominici

    Insegnante presso l'Istituto Comprensivo Evangelista di Piandimeleto, Pesaro-Urbino

  • Prossima Storia

    Una storia lunga vent'anni

    Voglio raccontarvi una storia che comincia vent'anni fa, quando ho cominciato a organizzare scambi di classe con l'aiuto di Intercultura, e arriva fino ad oggi, con il video dell'ultimo scambio con Belgrado, di maggio, che vedete qui sotto.Siamo...

    Valeria Gallerani

    Insegnante presso l'Istituto Scolastico Cambi - Serrani di Falconara Marittima, AN

  • Prossima Storia

    Tra natura e tradizioni in Repubblica Slovacca

    Riportiamo qui di seguito alcune testimonianze degli studenti delle classi IIA e IIB del Liceo Classico di Nova Siri, che hanno partecipato ad uno scambio di classe con la Slovacchia a Trebisov." Eravamo tutti in ansia: chi non aveva mai preso...

    Studenti classi seconde del Liceo Classico di Nova Siri

    Partecipanti ad uno scambio di classe con la Repubblica Slovacca

Welcome to Intercultura (AFS Italy) website! Where do you want to go?
- If you want to know more about Intercultura, click here
- If you want to know more about studying in Italy with Intercultura, click here
- Sprechen Sie Deutsch? Hier Klicken
- If you want to visit the full website (Italian only), click here