Ringraziare in un Paese ex-sovietico

Guido, da Bari per un'estate in Lettonia

Riflessione in occasione del Convegno "Il Silenzio del Sacro"

La religione è da sempre fortemente correlata alla cultura e alla peculiarità di ogni popolo. Non si tratta solo di abitudini o rituali, bensì di una continua presenza di un'influenza nel quotidiano: ogni atto, nel nome del bene o nel male, può avere ripercussioni sul proprio futuro terreno o meno.
Tuttavia, vi sono state nel corso dell'evoluzione del pensiero, modifiche al concetto di religione: basti pensare alle antiche civiltà legate indissolubilmente alla professione di un credo religioso e alla contemporaneità in cui la religione viene vista, specialmente tra i giovani, come un vincolo.

Nella mia breve esperienza in Lettonia, ho potuto osservare, nonostante si trattasse di un Paese ex sovietico, in cui il tentativo era stato quello di sacrificare la religione sull'altare del "Dio Stato", come il culto fosse intrinsecamente legato alla cultura popolare.

Dove le idee filosofiche di stampo illuminista non sono riuscite a imporsi, specialmente tra le persone più semplici, si è conservato un profondo legame con un Dio, non tanto interessato ai massimi sistemi quanto alle difficoltà della quotidianità.

Durante una cena in famiglia nei primi giorni della mia esperienza, ricordo ancora bene quando, sfiancato dall'abbondanza del banchetto, lasciai un pezzo di pane nel mio piatto.

Immediatamente la mia nonna ospitante mi sussurrò qualcosa in lettone, apparentemente incomprensibile: grazie ad un occasionale interprete, mi spiegarono come la signora mi stesse ammonendo di non lasciar nulla nel piatto, neppure le briciole, poiché, se scartate, il diavolo ne avrebbe beneficiato e mi avrebbe sottratto di tutta la mia forza e le mie capacità.

Al momento, colpito dal bizzarro monito, eseguì, senza troppe riflessioni e per mostrarmi gentile, ciò che mia nonna mi aveva "fortemente" consigliato. Solo successivamente, compresi come in quel avvertimento non ci fosse soltanto un richiamo a quello che per noi sarebbe stato un impercettibile spreco, ma piuttosto un ringraziamento a Dio per quanto fosse su quella tavola quel giorno.

È stata un'esperienza indelebile quella di estrapolare dalle parole di quella anziana signora la sofferenza della fame patita, la devozione per quanto concessoci e la speranza nella preghiera in Dio per un futuro prospero.

Guido, da Bari per un'estate in Lettonia

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