Tuttora mi è difficile capire, ma ho imparato ad accettare

Emma

da Treviso in Cile per un anno

Io sono Emma, il 2 Agosto sono arrivata nella mia famiglia ospitante cilena e, senza perdere troppo tempo, il 4 Agosto ho iniziato la mia esperienza scolastica.

In Italia frequento un istituto tecnico economico, indirizzo relazioni internazionali e marketing: economia aziendale, diritto, relazioni internazionali, tedesco… Rimaniamo sempre nella stessa sala, con gli stessi compagni, e sono i professori a spostarsi. Faccio al massimo 6 ore di scuola, e nel peggiore dei casi torno a casa alle 3 del pomeriggio.

NIENTE A CHE VEDERE CON IL CILE!

Infatti, nella mia nuova scuola, tutto è capovolto.

Innanzitutto è obbligatorio indossare la divisa! Alcune regole per me sono state difficili da accettare all'inizio perché le trovavo (e le trovo tuttora, a dire il vero) assurde: ad esempio, non si possono indossare anelli e braccialetti ma gli orecchini sì, anche se non pendenti. Niente smalto alle unghie, e non puoi indossare una sciarpa che non sia rossa, blu, bianca, grigia o nera. Tuttora mi e' difficile capire, ma ho imparato ad accettare.
Io da un giorno all'altro mi sono trovata ad essere: Emma, 3 medio Lancaster, Plan Humanista, Lab arte

El instituto medio, la scuola che frequento, e' diviso in quattro corsi: primero, segundo, tercero y cuarto.

Ogni corso è diviso a sua volta in cinque case: Lancaster, York, London, Bristol e Oxford. Un po' come le nostre sezioni. Noi siamo A, B, C.. qui hanno i nomi alla Harry Potter. Ogni alunno deve scegliere il suo, COME si dice, piano vocazionale: Umanista, Architettura, Scientifico. Allo stesso modo ogni studente deve scegliere un laboratorio: Arte, danza, teatro, musica…

Io da un giorno all'altro mi sono trovata ad essere: Emma, 3 medio Lancaster, Plan Humanista, Lab arte.

Storia cilena, linguaggio, filosofia, educazione fisica sono le materie che svolgo con il mio corso, oltre a chimica, biologia, storia mondiale, e altre ore di linguaggio (in cui si studiano maggiormente i metodi di comunicazione, come ad esempio, in questo periodo, i film). Materie come inglese e matematica sono invece divise per livello: basico, intermedio e avanzato.

Noi studenti dobbiamo spostarci per andare a lezione, e questa scelta è stata presa per avvicinare di più gli studenti, da subito, al sistema applicato all'università in cui appunto bisognerà cambiare sala.

Mangiamo tutti i giorni a scuola e finiamo tutti i giorni alle 16.45, tranne il mercoledì e il venerdì che finiamo rispettivamente alle 4 e alle 2.30. Però il sabato è libero!

A causa/grazie a queste strane divisioni di materie si può dire che ho 4 classe diverse, e questo un po' mi ha aiutato, perché mi ha permesso di incontrare più gente, un po' mi ha penalizzato, perché non essendo sempre a contatto con le stesse persone è stato difficile rafforzare il rapporto con i miei compagni.

Il cileno tipico però è davvero allegro e chiacchierone come si pensa, e i miei compagni non si sono dimostrati da meno. Sono stati da subito super accoglienti, e con il passare del tempo sono riuscita a sentirmi sempre di più a mio agio ed ad aprirmi di più.
Ho capito che il termine "normale" non si riferisce mai alla stessa cosa, dipende da chi è a pronunciarlo

Anche con i professori il rapporto è molto rilassato. Infatti mentre in Italia generalmente il rapporto studente-professore è distaccato, qui è molto più amichevole.

Ci ho messo parecchio ad accettare alcune regole, e a capire del tutto i meccanismi che fanno funzionare questo sistema a scuola. Ho capito che il termine "normale" non si riferisce mai alla stessa cosa, dipende da chi è a pronunciarlo. Per me non è normale qualcosa che per altri lo è assolutamente. Ad ogni modo, con un po' di tempo, e un po' di sforzo, sono riuscita ad adattarmi.

Viaggiate ragazzi, andate ad imparare cosa è normale in Cile, negli Stati Uniti, in Norvegia, in Portogallo, in India, in Messico, in Nuova Zelanda, o dovunque Intercultura vi porti.

Buon viaggio.

Emma

da Treviso in Cile per un anno

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