Un'estate diversa in Danimarca, Giappone e USA

Chiara, Noemi e Martina

studentesse piemontesi partite per un'estate in Danimarca, Giappone e USA

Allargare la propria visione del mondo con un’esperienza oltre la solita vacanza studio: è ciò che ha proposto la Banca di Cherasco Credito Cooperativo a 3 studentesse piemontesi, vincitrici delle Borse di studio per programmi estivi in Danimarca, Giappone e USA.



Chiara, Noemi e Martina raccontano la loro estate diversa in un'intervista:


  • Cosa ti è piaciuto di più e cosa di meno della tua esperienza e dello stile di vita del Paese ospitante?

Chiara:
Una delle tantissime cose che mi è piaciuta della Danimarca è stato vedere la leggerezza con cui la popolazione danese affronta la vita quotidianaquando a casa leggevo che la Danimarca era uno dei paesi più felici al mondo non lo credevo possibile, ma dopo quest’esperienza posso affermarlo ciecamenteNon penso ci sia niente che mi sia piaciuto di meno perché è stato un mese fantastico, però se proprio devo trovare qualcosa, il cibo italiano è sempre il migliore!


Noemi:
Ho apprezzato molto questa esperienza in quanto mi ha dato la possibilità di conoscere una cultura che mi ha sempre affascinata. La caratteristica avvincente è il fatto che io sia stata completamente immersa in questo nuovo mondo, ciò mi ha permesso di imparare tante nuove cose e di relazionarmi con diverse persone. Sono riuscita ad apprezzare tutto benché estremamente diverso da ciò a cui noi siamo abituati. L'unica cosa che posso dire mi sia piaciuta di meno è il fatto che il tempo trascorso in Giappone sia volato troppo velocemente.


Martina: L’America è per noi europei un po’ un sogno, una realtà che sembra l’evoluzione della nostra. Ciò che mi è piaciuto di più è stato lo scoprire un quotidiano rilassante e accogliente, pieno di persone che adorano il posto in cui vivono e ne sono fiere. San Diego non è la tipica città frenetica che ti aspetteresti, ma non si ferma neanche a spiagge e surfisti, secondo uno stereotipo comune. Questi sono gli aspetti che ci tengo a sottolineare e che più ho apprezzato nella mia esperienza.


  • Com'è stato vivere con una nuova famiglia e/o in un college?

Chiara:
Il mio programma si è svolto in un college, ma per quattro giorni sono anche stata in una famiglia danese. Un fine settimana non è molto per poter dire di sentirsi realmente a casa, ma da subito mi sono sentita accolta ed ho potuto condividere con loro piccoli momenti familiari come il compleanno del papà.


Noemi: Le famiglie di Intercultura AFS ti scelgono, tu sei nella tua famiglia perché loro ti hanno voluto e hanno deciso di prendersi cura di te. La famiglia ospitante vuole il tuo bene, tuttavia si possono trovare delle difficoltà, molto spesso a causa delle differenze culturali. In Giappone è importante ringraziare per ogni singolo gesto. Ci tengono molto, noi italiani siamo meno attenti a ciò, mentre in altre culture non vi è per niente la necessità come, per esempio, in Cina dove tra parenti non vi è il bisogno di ringraziarsi o di scusarsi. Inoltre nella cultura giapponese è molto importante l'utilizzo dell'onorifico quando ci si rivolge ai propri genitori e a persone più anziane. Alla fine basta capirlo e impegnarsi. È molto bello poter sentirsi a casa in un altro paese, ed è molto importante secondo me provare a mantenersi in contatto con la propria famiglia ospitante e a costruire un buon legame.

Martina: Io ho risieduto in un college e in un certo senso è stato come vivere in una grande famiglia. Tutt’ora continuiamo a sentirci.
  • Natura narcisa: <em>In un angolo nascosto tra le canne di bambù a Fushimi Inari, Kyoto, si può osservare la natura che ammira la propria bellezza riflettendosi su uno specchio d'acqua. Come Narciso, figlio della ninfa Liriope e del dio fluviale Cefiso, la natura è consapevole della propria bellezza, ma a differenza di Narciso non disprezza le persone: accoglie. In Giappone la natura e la cultura ti accolgono fin dal primo istante.</em> Foto di Noemi
  • <div>Macaco e carpe in armonia: <em>foto scattata al parco delle scimmie ad Arashiyama. I macachi vivono liberi nella foresta e in armonia con la natura e con l'uomo. Il rispetto per l'animale è sacro.. </em>Foto di Noemi</div>
<div></div>
  • <div>Purificazione: <em>foto scattata all'ingresso di un tempio shintoista ad Ine No Funaya. L'uomo è in procinto di accendere il fuoco per poi purificarsi con il fumo sacro. Una volta purificato potrà accedere al tempio per pregare gli spiriti della natura.</em>  Foto di Noemi</div>
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Le foto di Noemi, scattate per partecipare al concorso fotografico “Un obiettivo sul mondo”

  • La scuola è molto diversa da quella italiana? Quali attività ti sono state più utili per imparare la lingua?

Chiara:
      La mia esperienza si è svolta prevalentemente in un college danese (RanumEfterskole College) per cui ho potuto riscontrare tantissime differenze con la scuola italiana. Innanzitutto il rapporto fra insegnanti e studenti in Danimarca è molto più informale e amichevole del nostro: gli insegnanti sono spesso molto giovani e partecipano in prima persona alle attività del college insieme ai propri alunni. Inoltre la scuola danese predilige i lavori in gruppo e dà molta più importanza alla pratica rispetto alla teoria: per esempio, in una lezione di scienze, abbiamo potuto nutrire dei veri serpenti e persino tenerli in mano! È stato davvero affascinante!

Per quanto riguarda il danese, sicuramente è stato molto utile il corso organizzato dal college, perché mi ha permesso di entrare in contatto con le basi di questa lingua, che ovviamente non avevo mai studiato prima. Con l’inglese, invece, ho fatto molta pratica grazie alla continua interazione con gli altri studenti stranieri e soprattutto con quelli danesi, tra cui le mie compagne di stanza, con cui passavo la maggior parte del tempo, e grazie alle numerose attività interattive organizzate durante i corsi.


Noemi: In Giappone la scuola è molto importante. Il sistema d'istruzione è assai modernizzato e gli alunni hanno a disposizione meno giorni di riposo rispetto a noi, infatti la scuola inizia ad aprile per poi finire a marzo. Inoltre molto spesso i ragazzi dopo la scuola partecipano ad attività pomeridiane comunemente chiamate “club scolastici” organizzati a volte dagli stessi alunni. A mio parere sono molto utili in quanto aumentano l'attitudine al team working.

Io ho frequentato una scuola privata di lingue per stranieri. Ogni giorno, tranne sabato e domenica, andavo a scuola al mattino e un giorno alla settimana anche al pomeriggio. Mi sono trovata in una classe multiculturale, è stato molto interessante e mi ha permesso di conoscere non solo la cultura giapponese, ma anche culture esterne. Il nostro metodo di apprendimento si basava su uno studio di dottori canadesi, i quali conferivano molta importanza al roleplaying, perciò per la maggior parte del tempo inscenavamo in lingua giapponese situazioni tratte dalla vita quotidiana. Oltre allo studio della grammatica svolgevamo molte attività ludiche utili all'apprendimento della lingua, ciò nonostante io credo che nessuna attività possa essere efficace nell'apprendimento della lingua quanto vivere nel luogo e interagire con le persone del luogo. La timidezza è solo un freno e bisogna metterla da parte: come dicono i giapponesi: 頑張って (metticela tutta)!


Martina: A San Diego è leggermente diversa la suddivisione degli anni scolastici, ma ciò che davvero cambia sono le “electivelessons” ovvero ore di scuola in cui hai la possibilità di approfondire i tuoi interessi scegliendo la materia che più ti appassiona.

Per migliorare la lingua ogni giorno parlavamo di ciò che avevamo fatto il giorno prima e lavoravamo in gruppo per esposizioni orali o progetti collettivi.

  • Cosa vorreste aggiungere?

Chiara, Noemi e Martina:
L’opportunità che la Banca di Cherasco offre agli studenti con questa borsa è eccezionale: poter trascorrere un mese all’estero è un’esperienza senza dubbio indescrivibile, che da grande possibilità. Che aspettate a partire?!

Chiara, Noemi e Martina

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