Casa è dove ti accolgono: la mia incredibile esperienza di studio in Bulgaria

Tutte le mie paure si sono sciolte quando ho capito che la Bulgaria sarebbe diventata la mia nuova casa.
Casa è dove ti accolgono: la mia incredibile esperienza di studio in Bulgaria
Partire per un anno all'estero significa quasi sempre fare i conti con l'ignoto. Quando ho scoperto che la mia destinazione sarebbe stata la Bulgaria, lo ammetto: ho avuto paura. Non conoscevo nulla di questo Paese, temevo l'ostacolo di una lingua così complessa e mi spaventava lo stereotipo sui bulgari, spesso descritti come freddi e distaccati. Inoltre, ero l’unica italiana in partenza per quella meta, senza un gruppo di connazionali su cui fare affidamento.
Tutte le mie ansie si sono sciolte in un istante, precisamente quando ho incrociato gli sguardi della mia famiglia ospitante e dei volontari di Intercultura. L'accoglienza è stata calorosa, attenta e premurosa, demolendo fin dal primo giorno ogni falso mito sulla loro presunta freddezza. Mi sono sentita a casa fin da subito.
Anche l'impatto con la scuola è stato sorprendente. Sono stata inserita in una classe di studenti bulgari che studiavano l'italiano: un incastro perfetto che mi ha permesso di aiutarli con la mia lingua madre e, al contempo, di imparare le mie prime parole in bulgaro. Grazie all'ottimo inglese dei miei compagni e alla loro straordinaria inclusività, la barriera linguistica è svanita e in poco tempo mi sono ritrovata circondata da veri amici.
Il momento più emozionante? Il giorno del mio compleanno. Svegliarsi con la casa interamente decorata dalla mia famiglia ospitante e ricevere una torta a sorpresa dai compagni di classe mi ha fatto capire una cosa fondamentale: l'interculturalità abbatte ogni confine, trasformando gli sconosciuti nelle persone più speciali della tua vita.



















Arianna S.
Morro d'Alba (AN)Un trimestre scolastico in Bulgaria