Esplora, ama, vivi

Ho desiderato semplicemente che questa esperienza che sto vivendo qua possa andare sempre meglio [...] senza pensare al ritorno ma semplicemente vivendo ogni momento.
Mi ricordo perfettamente quel giorno, era il 18 settembre, il giorno della Fiesta Patria, dove si festeggia il giorno dell’indipendenza, anche se quest’ultima è avvenuta il 12 gennaio. Durante questo giorno si balla il ballo nazionale, che é la Cueca, uno stupendo ballo di coppia, molto ritmato, nel quale l’uomo deve corteggiare la sua compagna. In tutte le scuole superiori della cittá, gli studenti ogni anno iniziano a prepararsi almeno un mese prima. Difatti durante tutte le ore di educazione fisica il professore ci faceva fare prove, su prove, su prove, fino a che tutti erano capaci e avevano imparato perfettamente il ballo. All’inizio lo trovavo difficilissimo, peró non mi sono arresa e si sono offerti tre compagni per aiutarmi e provare anche durante la pausa pranzo. Due settimane dopo giá avevo imparato perfettamente! Inoltre mia mamma ha cucito e creato il vestito apposta per me per rendere quel giorno perfetto!
E cosí infatti è stato.
Il mio primissimo ricordo in Cile:eErano le 8-9 del mattino e dopo 12 lunghe ore di viaggio ero finalmente arrivata all’aeroporto da circa un’ora; mi sentivo dentro un mix di emozioni tra gioia, curiositá, sorpresa, shock etc. Camminavo con il gruppo, seguendo accuratamente i
volontari cileni che ci avevano accolti calorosamente. Subito dopo che avevano finito di spiegare i piani della giornata, immersa nei miei pensieri, iniziai a pensare ad una di quelle bellissime scene da film dove ci sono due persone all'aeroporto che si abbracciano fortissimo dopo non essersi viste per tanto tempo, ma sapevo che era impossibile che mi accadesse qualcosa del genere, quindi scacciai l’idea dalla mia testa e iniziai a guardarmi intorno, fino a quando non vidi lei. Stavo avendo una allucinazione o era vero?! Era tutto assolutamente vero, era Javi, la mia sorellina cilena che l’anno precedente ho avuto la fortuna di ospitare nella mia casa in Italia per puro caso! Grazie a lei io ho deciso di iscrivermi ad AFS ed é stata la cosa migliore che mi possa essere capitata. Abbiamo iniziato a correre, l’una incontro all’altra e ci siamo abbracciate fortissimo fino a scoppiare in un pianto all’unisono. É stata la sorpresa migliore che mi abbia mai potuto fare; é stata la parte piú importante durante il suo anno all'estero ed é la mia migliore amica, oltre che sorella.
Una delle cose che piú mi ha affascinato di questa terra é stata la grandissima differenza e biodiversità riscontrata da un luogo ad un altro. Il Cile, essendo un paese estremamente lungo, presenta diversi climi dal nord al sud. Durante le vacanze estive, ho avuto la possibilitá di esplorare, viaggiare, scoprire, visitare il più possibile. Questa foto l’ho scattata durante un viaggio con la mia classe nella Patagonia argentina e anche in questa occasione sono rimasta affascinata dal paesaggio caratteristico con laghi dalle acque cristalline.
Io vivo a Los Andes, una cittá situata al centro del Cile, dove il clima è abbastanza simile a quello della mia cittá italiana, Siracusa. L’unica differenza é il paesaggio. Los Andes,
infatti, è conosciuta come una delle città piú calde del Cile in estate, perché è completamente circondata dalla Cordigliera delle Ande e questo fa sì che si accumuli tutto il calore. Al nord, il paesaggio è molto differente; io sono andata a fare un piccolo viaggio di 10 giorni, ospitata da un’altra studentessa di scambio italiana, nella cittá di Copiapo. Quando sono arrivata, sono rimasta meravigliata: la cittá era completamente immersa nel deserto, ed è stato stupendo percorrere un breve tragitto in un fuoristrada.
La mia classe. Ricordo un giorno:stavamo tornando dalla gita in una cittá al sud del Cile e stavamo facendo un’attivitá per dimostrare che siamo collegati gli uni con gli altri, in qualche modo. É stata una delle migliori attività perché mi ha fatto sentire parte della classe e mi ha fatto capire che veramente mi vogliono bene. Tutti stavamo piangendo, anche i ragazzi, e questa cosa mi ha fatto pensare molto, perché qua veramente si vogliono bene dal profondo del cuore. In Italia, non ho mai visto un ragazzo piangere e/o dire a un suo amico che gli vuole bene. Credo di essere stata una tra quelle che ha pianto di piú perché pensavo a quanto sentiró la loro mancanza quando saró tornata in Italia. Nella mia classe italiana non sono uniti come qua, in realtà sono come divisi in due gruppi e questa cosa é veramente troppo triste.
Durante l'attività dovevamo dire quello che volevamo alla persona a cui avevamo passato il filo e dopo, se qualcuno aveva litigato e non si parlava da tempo, quello era il momento perfetto per riconciliarsi.































Sara C.
SiracusaUn anno scolastico in Cile