Sentirsi liberi di essere se stessi: il mio trimestre a Belgrado tra accoglienza e zero giudizi

Se in Italia nascondevo parti di me per paura del giudizio, a Belgrado posso mostrarle senza nessuna angoscia
Sentirsi liberi di essere se stessi: il mio trimestre a Belgrado tra accoglienza e zero giudizi
Partire per un programma di scambio culturale trimestrale all'estero significa spesso superare i pregiudizi e le paure che gli altri ci proiettano addosso prima del viaggio. Quando Noemi Verzí Borgese ha deciso di inserire la Serbia nella sua lista di mete, spinta da una profonda curiosità personale, ha dovuto ignorare i commenti scettici di chi rievocava vecchi stereotipi storici. Una volta arrivata a Belgrado, la realtà si è rivelata l'esatto opposto: un Paese straordinario, sicuro e incredibilmente ospitale.
Il cuore pulsante dell'esperienza di Intercultura è la vita in famiglia ospitante. Presso la famiglia Vuzem, Noemi ha trovato fin dal primo istante una seconda casa e il calore di due sorelle speciali. Con la sorella maggiore, quasi coetanea, si è creata un'intesa immediata che l'ha portata a integrarsi subito nel gruppo di amici locali. Con la sorellina più piccola di cinque anni, invece, è nato un linguaggio unico fatto di serbo, inglese, italiano e tanti giochi insieme. Anche i genitori ospitanti hanno saputo coccolarla, accogliendola come una terza figlia e preparando persino delle lasagne speciali per farla sentire a casa, superando persino lo shock iniziale per i bizzarri accostamenti culinari locali come la pizza con il ketchup.
Ciò che rende la scuola superiore all'estero in Serbia un'avventura così formativa è la percezione di una totale libertà personale. Noemi ha scoperto una comunità scolastica e sociale dove il giudizio estetico non esiste: dai capelli fluo agli stili più eccentrici, ognuno è libero di esprimersi senza ansie. A questo clima di rispetto si affianca una forte coscienza civile degli studenti, pronti a partecipare a momenti di riflessione e scioperi solidali. Giorno dopo giorno, Belgrado ha smesso di essere un posto nuovo, trasformandosi in un luogo in cui Noemi ha potuto mostrare ogni sfumatura di sé in totale serenità.



























Noemi V.
Rosarno (RC)Un trimestre scolastico in Serbia