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Vacanze studio all’estero, meglio in famiglia o in college?

Vacanza studio all’estero: meglio in famiglia o in college? Scopri differenze, vantaggi e come funziona la formula ibrida in Cina e India.

In famiglia o in college?

Meglio vivere in famiglia o in college durante l’anno all’estero o una vacanza studio? In questo articolo ti guidiamo tra pro e contro delle due opzioni, raccontandoti cosa cambia davvero nel quotidiano, quali sono le esperienze più trasformative e come funziona anche la formula ibrida adottata in alcune destinazioni. Un approfondimento utile per chi sogna di studiare all’estero e vuole arrivare preparato a ogni scenario, anche quello che non aveva previsto.

Partire per un viaggio studio lontano dall’Italia, che sia un intero anno scolastico o una più breve vacanza studio, significa vivere un’esperienza profonda e indimenticabile. Sappilo fin da subito: se deciderai di andare, tornerai sicuramente diverso, cambiato, cresciuto. E visto l’impatto che una decisione del genere è destinata ad avere sulla tua vita, nel breve e nel lungo periodo, è normale che tu ti senta assalito anche da qualche dubbio e da alcune comprensibili paure, oltre che da tanta energia. Tranquillo, perché sono le stesse emozioni che vediamo ogni anno negli occhi degli studenti che scelgono di partecipare al concorso Intercultura per partire. E sai qual è uno dei temi che suscitano più domande? È quello relativo alle modalità di alloggio all’estero. Due sono le opzioni che si contendono il campo: l’ospitalità in famiglia e l’ospitalità in strutture per studenti (residenze scolastiche o college). Ti interessa sapere quali sono i pro e i contro dell’una e dell’altra opzione? Premesso che si tratta di considerazioni che possono variare da persona a persona, proviamo a fissare insieme qualche punto fermo. Nel farlo, lasceremo anche spazio alla voce di alcuni tuoi coetanei che l’esperienza di studio all’estero l'hanno già fatta, in una delle due modalità citate. Chi meglio di loro può raccontarti pro e contro di ciascuna opzione?

Vacanza studio all’estero in famiglia: pro e contro

Partiamo dalla soluzione più diffusa: l’ospitalità presso una famiglia. Sono le cosiddette Host Family (letteralmente famiglie ospitanti), ovvero nuclei familiari che vengono appositamente e attentamente selezionati per accogliere volontariamente in casa propria gli studenti che partecipano ai programmi di scambio interculturale e di mobilità internazionale. L’ospitalità in famiglia è senza dubbio l’esperienza più immersiva di studio all’estero che si possa fare. E anche quella che suscita l’impatto maggiore, soprattutto nelle prime settimane. “Chi sarà ad ospitarmi?”. “Come sarà composta la mia host family?”. “Saranno simpatici, cordiali, accoglienti?”. Ci sembra di sentirle le domande che ti ruotano in testa già ora. E fai bene a fartele e a farcele!

Cominciamo a rispondere partendo da una considerazione semplice ma fondamentale: quando vivi con una famiglia locale, non sei un semplice ospite ma sei parte della famiglia. All’inizio magari ti sentirai un po’ spaesato, ma basta poco perché quella porta che si apre su un mondo nuovo diventi anche il tuo mondo. Non è sempre facile, certo, perché ogni famiglia ha le sue abitudini, i suoi ritmi, le sue regole (con le relative eccezioni) e il suo contesto culturale. Ma è proprio da questo incastro tra mondi distanti che nasce l’esperienza vera. Entrare in una nuova famiglia ti spinge a sviluppare empatia vera: impari ad ascoltare, a leggere i segnali, a trovare un equilibrio tra le tue abitudini e quelle degli altri. Inoltre, la vita in famiglia è anche un’ottima occasione per mettere in discussione i propri stereotipi, magari senza neanche rendersene conto. Te lo possiamo assicurare: a tanti è capitato di partire convinti di conoscere il paese di destinazione (magari attraverso la TV, i social, i libri) per poi ritrovarsi a scoprire una realtà completamente diversa, svelatasi ai loro occhi proprio grazie all’intermediazione di chi lì ci vive sempre e da sempre. Ovviamente, questo è tanto più vero quanto più si protrae il soggiorno (tra una vacanza studio di 4 settimane e l’anno all’estero c’è una notevole differenza).

La capacità di trasformazione che ha una host family emerge chiaramente dalle parole di Chiara, che da Saronno ha scelto di fare l’anno all’estero negli Stati Uniti ed è finita in una famiglia con ben tre bambine (proprio lei che per anni è cresciuta come figlia unica, fino alla nascita di un fratello molto più piccolo).

“Vi sfido a restare calmi quando la domenica mattina, intorno alle sette, entrano in camera vostra spalancando le tende per poi saltare sul letto, o proprio quando siete in doccia, cercando di rilassarvi alla fine della giornata, decidono di irrompere nel bagno contemporaneamente. Ma non fraintendetemi, vivere con loro ed averle intorno è una delle cose più belle che mi potesse capitare. Voglio dire, tra qualche mese compio 18 anni e sto scrivendo mentre sono qui sul divano abbracciata a loro a guardare Disney Channel.”

Parole a cui fanno eco quelle di Francesco, volato da Enna alla Cina, che descrive così il momento delle presentazioni con i membri della sua famiglia ospitante.

“Mi aspettavo che i componenti della famiglia si presentassero con il nome proprio (impronunciabili!), invece di punto in bianco mi dissero i loro cosiddetti "nomi di parentela". Rimasi molto colpito! Oggi tutto ciò è diventato naturale, ma in quel momento non capii subito che volevano che li chiamassi come fa un normale membro di famiglia! Insomma, fu il loro modo di farmi sentire "uno di famiglia". Indimenticabile.”

Capito di che esperienza potente stiamo parlando?

Ora proviamo a riepilogare i pro e contro del periodo di studio all’estero in famiglia.

Pro:

  • Vivi davvero la cultura locale, non solo come turista;
  • Impari la lingua anche fuori dalla scuola;
  • Cresci in empatia, autonomia e capacità di adattamento.

Contro:

  • Devi adattarti a regole e abitudini nuove;
  • Non sempre ti sentirai capito subito;
  • Dovrai dimostrare un pizzico in più di apertura mentale e voglia di metterti in gioco.

Sai già come funziona l’anno all’estero? Sennò leggilo qui.

Vacanza studio all’estero in college: pro e contro

L’alternativa all’ospitalità in famiglia è quella in residenze scolastiche, spesso interne alle scuole che si vanno a frequentare. Il modello è quindi quello dei college, cioè vere e proprie città per studenti, equipaggiate con aule, mense, dormitori, campi sportivi, spazi comuni. Si tratta di ambienti molto ben organizzati, dove non ti sentirai mai solo. Appena si mette piede in campus, infatti, ci si ritrova circondati da altri ragazzi e ragazze che stanno vivendo la stessa esperienza. Quindi il college è l’opzione perfetta se ami la vita di gruppo, le attività organizzate, le serate in comune e la possibilità di conoscere in poco tempo decine di persone diverse. Ogni giornata è piena di stimoli, e anche se all’inizio può sembrarti un po’ caotico, col tempo potresti scoprire che è proprio quel mix di lingue, abitudini e culture a rendere tutto speciale. Attenzione, però, a non cadere nell’effetto acquario, con il rischio di ritrovarsi isolati e sconnessi dalla vera vita del paese ospitante. Quando si vive in college, infatti, non è sempre facile entrare davvero in contatto con la cultura del posto. Ad esempio, si tende a parlare molto l’inglese (anche se non sei in un Paese anglofono) e spesso ci si ritrova a girare in gruppo con altri studenti internazionali. Per vivere qualcosa di più autentico, quindi, serve curiosità e voglia di uscire, di osservare, di chiedere. Una volta azionato questo motore, tutto diventa estremamente bello, come nel racconto di Silvia, studentessa di Caltagirone che è stata in India per un anno:

“Siamo in 13 nel mio dormitorio, con sei bagni e sei docce ma ci sono altri sei dormitori pieni di ragazze. Le ragazze sono disponibili e amichevoli, sono sempre pronte a consolarmi quando ho nostalgia di casa e io faccio lo stesso con loro. Tutte vogliono parlare con me e riempirmi di domande, ma sono felice di rispondere e di raccontare com'è la vita in Italia. Fare amicizia è una delle cose più importanti soprattutto quando sei all'estero! Essere circondata da persone che ti vogliono bene e a cui tu vuoi bene ti fa sentire a casa. Stare in dormitorio è una nuova esperienza per me e a volte è difficile perché non hai privacy, ma questo è quello che questa esperienza ha da offrirmi e io lo accetto perché fa parte della loro cultura.”

In più, vivere in college vuol dire anche gestire più libertà, ma anche più responsabilità. Niente genitori, ma neanche qualcuno che ti ricorda di mangiare sano o dormire il giusto. Sei tu che dai il ritmo alla tua giornata.

Riassumendo, ecco pro e contro dell’ospitalità in college.

Pro:

  • Socialità molto intensa, con possibilità di trovare amicizie da tutto il mondo;
  • Ambiente stimolante, pieno di attività;
  • Allenamento all’autonomia e alla gestione del tempo.

Contro:

  • Meno contatto con la cultura e la lingua locale;
  • Più caos, meno spazi personali;
  • Serve essere indipendenti (e organizzati).

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Quindi, meglio la host family o meglio il college?

A questa domanda, non c’è una risposta giusta valida per tutti, ma ci sono tanti modi diversi per vivere un’esperienza unica. C’è chi si sente più a suo agio in una famiglia, immerso nella quotidianità locale, tra cene in cucina e abitudini nuove da scoprire giorno dopo giorno. E c’è chi si esalta al pensiero di una vita in college, piena di attività, persone da conoscere, stimoli continui.

Alla fine, quello che fa davvero la differenza non è il luogo fisico in cui vivi, ma il tipo di relazioni che riesci a costruire. E capita spesso che, proprio vivendo sotto lo stesso tetto con una famiglia locale, si creino quei legami profondi che durano anche dopo la fine del soggiorno. Legami che, per molti, diventano una seconda casa, un secondo punto di riferimento nel mondo. Non è detto che accada sempre, ovviamente. Ma quando succede, lascia un segno.

Quindi no, non esiste una formula perfetta. Ma c’è una cosa che puoi fare fin da subito: tenere aperta la mente e il cuore a qualunque tipo di sistemazione. Perché, alla fine, non è il luogo in cui vivi che fa l’esperienza, ma il modo in cui scegli di viverla.

Le opzioni di Intercultura: famiglia, residenza scolastica o soluzione ibrida

Chiudiamo questo articolo approfondendo le diverse opzioni di ospitalità presenti nei programmi di Intercultura. La sistemazione prevalente, soprattutto nei programmi scolastici più lunghi (come l’anno, il semestre, il trimestre o il bimestre), è l’ospitalità in famiglia. Si tratta di famiglie accuratamente selezionate, che accolgono gli studenti nella loro quotidianità e li rendono parte del loro mondo, con tutto quello che questo comporta: affetto, regole, piccoli scontri, ma anche grandi scoperte. È proprio in questa immersione che si creano spesso i legami più profondi, quelli che continuano anche dopo il rientro in Italia.

In alcune destinazioni, però, è prevista anche la possibilità di vivere in una residenza scolastica, una struttura per studenti con dormitori, mense, spazi comuni e attività condivise. È una formula che privilegia la socialità, perfetta per chi ama la vita di gruppo, le giornate piene e il contatto costante con coetanei di tutto il mondo. Rispetto alla vita in famiglia, però, richiede un po’ più di autonomia e intraprendenza per andare oltre il contesto protetto del campus e aprirsi davvero alla cultura locale.

Esiste poi una terza opzione, adottata in alcune destinazioni asiatiche come India e Cina: la soluzione ibrida, che mescola l’ospitalità in famiglia con quella in residenza scolastica. In pratica, nei giorni in cui si frequenta la scuola, si risiede dentro una struttura per studenti. Nel weekend, invece, si va in una famiglia ospitante. Il risultato? Una doppia immersione. Dal lunedì al venerdì vivi la dimensione internazionale del campus: ti svegli con altri studenti, segui le lezioni, partecipi a progetti e attività, impari a muoverti in un ambiente autonomo, scandito da orari precisi e tanta socialità. Poi arriva il fine settimana e tutto cambia. Ti trasferisci nella casa della tua host family, dove assapori la cultura locale da vicino, scopri gesti e abitudini quotidiane, provi piatti tradizionali e ascolti storie che non troveresti in nessun libro. Questa alternanza di contesti permette di sviluppare una flessibilità rara: impari a muoverti in ambienti diversi, ad adattarti ai cambi di ritmo, a riconoscere i tuoi bisogni e a trovare modi nuovi per soddisfarli. È un po’ come allenare due competenze diverse: da un lato l’indipendenza e la socialità tipiche del college, dall’altro la sensibilità e l’empatia che solo una famiglia può trasmettere.

In qualunque caso, l’importante è tenere la mente aperta: ogni sistemazione può diventare lo spazio giusto in cui vivere un’esperienza che non dimenticherai. Garantito.

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