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Anno all’estero: tutto quello che vuoi sapere, spiegato facile

Tutto quello che vuoi sapere sull’anno di studio all’estero. Come funziona, quanto costa, a cosa serve, quando farlo, se è riconosciuto.

Una guida pratica e sintetica per tutti gli studenti delle scuole superiori che, come te, vogliono provare l’esperienza di un anno all’estero. Le ragioni per partire sono tante e tutte valide: conoscere una cultura diversa, stringere relazioni con coetanei di altre nazionalità, mettersi alla prova lontano da casa e da mamma e papà, studiare una lingua in modo immersivo e soprattutto vivere un'esperienza di crescita. Scavando nella nostra lunga esperienza (Intercultura, da più di 70 anni organizza soggiorni all’estero per studenti), abbiamo raccolto le 9 domande più frequenti che ragazzi e ragazze si pongono, per dare risposte chiare e semplici.

Hai mai pensato di studiare per un anno all’estero? Scusaci, domanda forse superflua. Perché, se sei atterrato su questa pagina, magari dopo una ricerca su Google o dopo aver chiesto consigli a Chat-GPT, significa che l’argomento ti interessa, che ci stai pensando concretamente e che quindi stai cercando informazioni. E noi di Intercultura siamo qui per dartele, serie e precise. Cominciamo con il dire che il tuo desiderio di fare l’anno all’estero ti accomuna ad altre migliaia di ragazzi e ragazze di ieri, di oggi e crediamo anche di domani.

Ogni anno, infatti, sono centinaia gli studenti tra i 15 e i 17 anni che preparano la valigia e partono per vivere un periodo di studio all’estero (che può essere anche di sei, tre o due mesi). Solo nell’anno scolastico 2025–26 sono stati oltre 1.550 gli exchange student che hanno vissuto questa esperienza proprio grazie a Intercultura, approdando in più di 60 Paesi diversi.

Le mete più scelte? Il 36,5% dei ragazzi ha puntato sull’Europa, mentre un altro 18,5% ha scelto destinazioni anglofone come Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Non sono mancati gli spiriti più avventurosi: il 31,5% è volato in America latina, mentre il 12% ha scelto Paesi dell’Asia e l'1,5% i Paesi dell'Africa, spingendosi ben oltre le rotte più comuni. Tu ti sei già fatto un’idea di dove andare? Non avere fretta, hai tempo per pensarci, magari consultare la mappa con tutte le nostre destinazioni può aiutarti.

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Ma non divaghiamo troppo. Perché il senso di questo articolo è mettere insieme una guida pratica sull’anno all’estero alle scuole superiori, passando in rassegna le domande più frequenti sul tema, che abbiamo raccolto in anni di colloqui e lavoro sul campo. Le abbiamo organizzate in nove punti, che ci sembrano quelli davvero essenziali.


 

Guida

A cosa serve fare un anno di studio all’estero?

Partiamo dal quesito da cui probabilmente scaturisce tutto: bello l’anno all’estero, ma a che mi serve? Domanda più che legittima, visto che tempo e soldi non andrebbero mai sprecati. Impegnarsi in una selezione, affrontare una nuova scuola, magari a migliaia di chilometri da casa, passare mesi lontano da quello che conosci: tutto questo ha senso se ti permette di raggiungere dei risultati concreti. La risposta è semplice, ma potente: l’anno all’estero serve per crescere, per maturare.

Studiare in un paese straniero non è solo un’occasione per migliorare la conoscenza di una lingua o per scoprire come funziona un altro sistema scolastico. È, prima di tutto, un viaggio dentro sé stessi. E non lo diciamo noi che i viaggi li organizziamo, ma voi (tu, che a partire ci stai pensando, e i tuoi coetanei, che sono già andati) che dall’anno all’estero tornate molto più maturi di prima. Ascolta queste voci.

“Lo scopo dell'anno all'estero non è quello di fuggire dalla patria o di imparare l'inglese, ma è l'incredibile sensazione di sentirsi a casa dall'altra parte del mondo, di avere un'altra famiglia e degli amici per cui daresti la vita. È vivere giornalmente una cultura fino a sentirla parte di te stesso, essere un cittadino e non un semplice turista.” Carlotta, che ha trascorso un anno in Thailandia

"L'ansia iniziale dell'arrivo si è trasformata in ansia del ritorno a casa! Sono sempre Ludovica, ma una Ludovica con "nuovi pezzi" che porterò sempre con me e che, spero anzi sono certa, mi aiuteranno a vedere le cose in maniera diversa, partendo dall'importante consapevolezza che davvero "il mondo è bello perché è vario" e che per questo non bisogna mai guardare sempre con gli stessi occhi pensando che sia l'unica prospettiva esistente! Adesso più che mai lo so, l'ho vissuto sulla mia pelle, sporgendomi al di là "del mio giardinetto". Ludovica, che ha trascorso un anno in Cile

"Un anno all’estero è anche questo: una sfida. Vivere lontano da casa non è per tutti. Devi avere un cuore grande abbastanza per far da valigia a tutto ciò che lasci, e forte abbastanza per accogliere ed accettare tutto ciò che di nuovo puoi apprendere. Tutto caratterizzerà il tuo anno, ti farà crescere e diventare ciò che sei." Maria, che ha trascorso un anno in Germania

Hai capito di che esperienza potente stiamo parlando? E poi ci sono anche i risvolti più pratici, certo:

  • migliori davvero una lingua straniera, usandola ogni giorno nella vita reale;
  • acquisisci competenze trasversali che oggi tutte le università e le aziende cercano: flessibilità, autonomia, capacità di adattamento, comunicazione interculturale;
  • vivi in un contesto nuovo, impari a risolvere problemi, a gestire emozioni, a cavartela da solo;
  • arricchisci il tuo CV, con un’esperienza che molti recruiter considerano un plus.

Altre storie di ragazzi che sono partiti le trovi qui

 

Chi può fare l’anno all’estero: requisiti e documenti per partire

In teoria, tutti possono fare un anno all’estero (o anche un periodo più breve, semestre, trimestre o bimestre). Ma in pratica servono alcune condizioni di base, soprattutto se vuoi partire con un programma organizzato, sicuro e riconosciuto come quello di Intercultura.

Partiamo dai requisiti principali:

  • Età: è sufficiente avere tra i 14 e i 18 anni, ma i programmi di Intercultura sono pensati prevalentemente per studenti che hanno tra i 15 e i 17 anni al momento della partenza.
  • Obbligo scolastico: devi essere regolarmente iscritto a una scuola superiore in Italia.
  • Rendimento scolastico: non serve essere il primo della classe, ma è importante avere un buon andamento generale e soprattutto motivazione (considera, però, che la bocciatura, se avvenuta nei due anni precedenti alla domanda, potrebbe essere un ostacolo alla partecipazione; dipende dalle scuole estere che esaminano le candidature).
  • Lingua: non devi già parlare necessariamente la lingua del Paese di destinazione, ma una base scolastica aiuta. In ogni caso, molti programmi prevedono supporto linguistico. Solo per alcuni paesi può esserci qualche requisito linguistico più stringente. Sul nostro sito, trovi tutte le specifiche nelle pagine delle singole destinazioni.
  • Apertura mentale e spirito di adattamento: perché la parte più bella, ma anche più impegnativa, è proprio confrontarsi con qualcosa di diverso da ciò a cui sei abituato.

Per quanto riguarda la documentazione, occorrono alcuni documenti di base, che poi possono essere integrati con altre richieste, a seconda del paese prescelto:

  • Passaporto valido (e il visto, se richiesto dalla destinazione)
  • Certificato di iscrizione scolastica e pagelle degli ultimi due anni
  • Documentazione sanitaria (vaccinazioni obbligatorie, certificazioni mediche, eccetera)
  • Moduli dell’organizzazione (schede personali, lettere motivazionali, autorizzazioni firmate dai genitori).

Con Intercultura, non ti devi preoccupare di fare tutto da solo: ti guidiamo passo passo nella preparazione della domanda, nei colloqui, nella documentazione, e nella scelta del programma più adatto a te.

Infine, è bene precisare che ai programmi di Intercultura possono candidarsi anche studenti con cittadinanza non italiana, purché abbiano frequentato la scuola in Italia e siano in regola con i documenti richiesti (passaporto e permesso di soggiorno validi, se necessario).

 

Quando è meglio fare l’anno all’estero? In quarta superiore?

Eccoci a un’altra domanda molto gettonata: qual è il momento migliore per partire? La risposta, per chi frequenta le scuole superiori in Italia, è abbastanza chiara: il quarto anno all’estero è la scelta più comune e spesso anche la più sensata. Questo non significa che non si possa partire anche in terzo, ma è più raro. Partire in quarta (che bel gioco di parole!), infatti, ti permette di affrontare l’esperienza con una buona base scolastica alle spalle, ma senza doverti preoccupare ancora della maturità. È una fase in cui sei abbastanza grande per cavartela da solo, ma ancora in tempo per rientrare e chiudere il ciclo con la tua classe, diplomarti in Italia e magari iniziare a pensare con più lucidità a cosa fare dopo. Non a caso, chi sceglie il quarto anno all’estero lo fa anche per allargare lo sguardo sul mondo, confrontarsi con stili di vita diversi, mettere alla prova se stesso e le proprie idee. È un anno che molti vivono come un ponte tra ciò che sono e ciò che vogliono diventare. Attenzione, però, perché se vuoi fare il quarto anno all’estero la domanda devi farla durante il tuo terzo anno. Quindi devi pensarci con ampio anticipo.

Come detto, poi, qualcuno parte anche in terza, e funziona: si è un po’ più “piccoli”, è vero, ma con la giusta motivazione può essere l’inizio di un percorso davvero trasformativo. Il quinto anno, invece, è fortemente sconsigliato: è l’anno della maturità e passarlo all’estero complica il rientro, il riconoscimento del titolo di studio e l’accesso all’università in Italia. Nell’estate tra il quarto e il quinto anno, però, si può programmare un’esperienza diversa, di quattro o otto settimane.

 

Come funziona l’anno all’estero per la scuola superiore?

Ormai qui ad Intercultura ci siamo abituati: quando arriva il giorno del test e dei colloqui con i volontari, voi studenti avete lo sguardo un’ po’ spaesato, l’atteggiamento timido e preoccupato, un misto potente di convinzioni e dubbio. E come non comprendervi! L’idea di passare mesi in una scuola completamente diversa è indubbiamente spiazzante, almeno all’inizio. Ma niente panico: l’anno scolastico all’estero è organizzato in modo chiaro, strutturato e pensato per permetterti di imparare, vivere e crescere. Anche se sei dall’altra parte del mondo. Vediamo nel dettaglio i principali aspetti di funzionamento dell’anno all’estero.

Partiamo dalla scuola. Quando parti con un’organizzazione come Intercultura, vieni inserito in una scuola locale pubblica (o, in rari casi, anche privata). Questo significa che frequenterai le lezioni come gli altri studenti del posto, seguendo il loro calendario scolastico e le loro regole. Non sarai trattato come un turista, ma come uno studente vero, a tutti gli effetti. Sappi fin da ora che il sistema scolastico è spesso molto diverso da quello italiano: in alcuni Paesi potrai scegliere le materie che ti interessano di più, in altri avrai un programma più rigido. Potrai scoprire nuove discipline (come fotografia, diritto internazionale o recitazione), oppure affrontare lo studio delle materie che già conosci da un’altra prospettiva.

Altro aspetto chiave: dove si vive? La maggior parte degli studenti viene ospitata da una famiglia locale (cosiddetta host family), selezionata con cura. E questa è una parte fondamentale dell’esperienza, perché vivere la quotidianità con una famiglia del posto aiuta a immergersi davvero nella cultura locale.

In alcuni programmi specifici (Cina e India), invece, è possibile venire alloggiati in strutture residenziali per studenti, come college o campus, condividendo spazi con coetanei provenienti da altri Paesi o dalla stessa nazione ospitante.

Ma prima di partire, c’è da affrontare l’iter di selezione e preparazione, che Intercultura segue con grande attenzione:

  • candidatura online: si apre ogni anno tra settembre e novembre e si può partecipare compilando il modulo online, scegliendo il programma di interesse (anno, semestre, trimestre, bimestre o vacanza studio);
  • colloqui e selezione: dopo l’iscrizione, parte un percorso di valutazione, fatto di incontri individuali e di gruppo, momenti di confronto per conoscere il candidato e capire se è pronto per questa esperienza;
  • assegnazione della destinazione: in base al profilo di ciascuno, alle preferenze espresse e alle possibilità reali, viene assegnata la destinazione;
  • assegnazione delle borse di studio: che consentono di abbattere il costo dell’anno all’estero e, in alcuni casi, di farlo quasi gratuitamente;
  • preparazione alla partenza: incontri formativi, attività di gruppo, confronti con volontari ed ex partecipanti, servono a prepararsi non solo sul piano pratico, ma anche su quello emotivo e culturale;
  • partenza e inserimento: una volta arrivato nel Paese scelto, lo studente viene accolto dalla famiglia ospitante (o dalla struttura in cui soggiornerà) e inizia a frequentare la scuola, seguito costantemente dai volontari di Intercultura.
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Come scegliere la destinazione giusta (spoiler: non esiste un paese migliore per studiare all’estero)

Visto che stai cercando attivamente informazioni sull’anno all’estero, probabilmente ti sei anche già fatto un’idea di dove ti piacerebbe andare. Anzi, siamo quasi certi che hai fatto un giro sui forum online per capire in quale paese conviene andare a studiare. E li avrai trovati pieni sempre della stessa domanda: quale è il paese migliore per studiare all’estero? Tutto giusto, tutto normale. Ma ci sentiamo di darti un consiglio da “esperti” del settore: prova a cambiare punto di vista. Perché la verità è che non esiste un Paese “migliore” in assoluto, ma esiste il Paese giusto per te. La destinazione perfetta non si sceglie solo in base alla lingua o al meteo, ma anche (e soprattutto) in base a chi sei, cosa cerchi da quest’esperienza e che tipo di sfida vuoi affrontare. Ogni destinazione offre qualcosa di diverso: un modo nuovo di vivere la scuola, la famiglia, la quotidianità. Alcuni studenti scelgono un Paese la cui lingua vogliono migliorare (l’inglese resta in cima alla lista), altri seguono una passione personale: il desiderio di conoscere una cultura diversa, scoprire una società che funziona in modo completamente nuovo o uscire davvero dal proprio mondo abituale. Ma ti assicuriamo che ci sono mete insolite, che quasi nessuno prende in considerazione e che invece sono davvero in grado di regalare esperienze speciali. Se non hai ancora le idee chiare, nessun problema: Intercultura offre una mappa dettagliata delle destinazioni disponibili, con descrizioni, requisiti specifici e testimonianze di chi ci è già stato. Inoltre, durante l’iter di candidatura, potrai confrontarti con volontari che ti aiuteranno a capire quale destinazione è più adatta al tuo profilo e ai tuoi desideri.

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Quanto costa l’anno all’estero alle superiori?

I costi dell’anno all’estero sono ovviamente molto variabili. Dipendono soprattutto dal paese scelto e dal tipo di sistemazione (in famiglia o in struttura). Per intenderci, per partire nell’anno scolastico 2027-28, si va dagli 11.000 euro annui del Ghana o dell’Egitto, ai 28.900 euro dell’Australia. Ovviamente le cifre si riducono se si sceglie un programma più breve:

  • per i semestri, si va dai 9.700 euro di Cile, Colombia, Costarica, Guatemala, Honduras, Messico, Panama, Perù e Thailandia, ai 18.900 euro dell’Australia e della Nuova Zelanda;
  • per i trimestri, si parte da 8.400 euro (Argentina, Brasile, Guatemala, Malesia, Messico, Filippine, Mongolia, Thailandia, Vietnam) per arrivare a 12.300 euro (Nuova Zelanda);
  • per i bimestri, si oscilla tra 7.000 euro (Sudafrica) e 9.800 (Australia).

È importante specificare che la quota di partecipazione copre praticamente tutto:

  • la selezione e il percorso di formazione prima, durante e dopo il soggiorno all’estero;
  • il viaggio internazionale;
  • l’ospitalità in famiglia o residenza scolastica per tutta la durata del programma;
  • la frequenza della scuola e i libri di testo;
  • i trasporti scolastici;
  • l’assistenza all’estero;
  • la copertura assicurativa per responsabilità verso terzi;
  • l’assicurazione medica per tutta la durata del soggiorno;
  • l’assistenza per le pratiche per ottenere il visto, se necessario;
  • la certificazione con l’attestazione degli obiettivi formativi perseguiti e delle competenze attese.

L’unica spesa extra che resterà a tuo carico saranno le attività personali (uscite, gite, shopping, ecc.).

In generale, si tratta di costi per niente banali, è chiaro. Ma c’è una buona notizia: Intercultura mette a disposizione centinaia di borse di studio che coprono una percentuale variabile della quota di partecipazione, anche fino al 100%.

Inoltre esistono altre centinaia di borse di studio messe a disposizione da partner esterni. E chi ha un genitore dipendente pubblico, poi, può anche accedere ai contributi del Bando ITACA, indetto dall’INPS.

Dei costi dell’anno all’estero, però, parliamo meglio qui.

 

L’anno all’estero è riconosciuto dalla scuola italiana? Come funziona il rientro?

Questo è il tema probabilmente più rilevante, quindi è bene essere chiari.

Sì, l’anno scolastico all’estero è riconosciuto dalla tua scuola italiana (e solitamente è così), a patto che l’esperienza sia strutturata correttamente e che tu rispetti alcune indicazioni al rientro.

In pratica, non esiste una legge che obbliga le scuole italiane a riconoscere automaticamente l’anno all’estero, ma il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha chiarito con una nota ministeriale che gli studenti vanno reinseriti nel loro percorso scolastico una volta rientrati in Italia, anche se hanno trascorso un periodo di studio fuori.

Spetta poi al consiglio di classe della singola scuola valutare:

  • la documentazione scolastica ottenuta all’estero (pagelle, attestati, programma svolto),
  • la preparazione generale al rientro,
  • l’eventuale necessità di sostenere verifiche integrative in alcune materie (di solito italiano, latino o diritto, se non presenti nel sistema ospitante).

Tranquillo, Intercultura accompagna gli studenti anche in questa fase, fornendo tutta la documentazione necessaria e supportandoli nel dialogo con la tua scuola. Inoltre, i nostri programmi prevedono una dettagliata certificazione delle competenze (autonomia, adattamento, gestione delle emozioni, problem solving, comunicazione interculturale, eccetera) in ciascuna delle quattro fasi di cui si compongono, secondo la seguente ripartizione:

  • selezioni: fino a 30 ore;
  • formazione pre-partenza: fino a 40 ore;
  • soggiorno all’estero: fino ad 80 ore;
  • formazione al rientro: fino a 15 ore.

Tali ore, sempre secondo quanto stabilito dal MIM, valgono anche ai fini della maturazione dei crediti formativi e della formazione scuola - lavoro (ex PCTO).

Leggi di più sulla certificazione delle competenze

 

Qual è la migliore organizzazione per fare l’anno all’estero?

No, questo non ce lo puoi chiedere. Non possiamo essere noi a dirti qual è la migliore organizzazione a cui affidarsi per l’anno all’estero (anche se un’idea ce l’abbiamo!). Saremmo poco credibili, perché di parte. Ma possiamo dirti perché, secondo noi, affidarsi a Intercultura è la scelta più solida, sicura e formativa che tu possa fare.

Intercultura è una organizzazione senza scopo di lucro, attiva in Italia da oltre 70 anni, parte di una rete internazionale presente in più di 60 Paesi. Quindi non siamo un’agenzia commerciale e il nostro obiettivo non è “vendere viaggi” ma costruire esperienze educative che trasformino le persone.

Chi parte con Intercultura:

  • affronta un percorso serio di selezione e formazione prima della partenza,
  • è seguito da una rete di oltre 5.500 volontari attivi su tutto il territorio,
  • vive in una famiglia ospitante selezionata, con supporto continuo anche all’estero,
  • viene aiutato al rientro, nel reinserimento scolastico e personale.

In più, come già anticipato, ogni anno mettiamo a disposizione centinaia di borse di studio totali o parziali, grazie alla collaborazione con aziende, fondazioni e istituzioni che credono nel nostro progetto.

Scegliere Intercultura non significa solo partire per un anno fuori ma entrare in una comunità, essere accompagnato in un percorso di crescita vero, profondo, fatto di persone, valori, relazioni. Poi sì, potrai imparare una lingua, esplorare un Paese nuovo, vivere qualcosa di indimenticabile. Ma se tutto andrà come deve andare, tornerai a casa con una cosa in più: una nuova versione di te.

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