Un mondo di semplicità, differenze e sorrisi

Alice

Da Udine in Argentina per un anno

La mia Argentina è un mondo fatto di semplicità, differenze e sorrisi.

La città dove vivo si chiama General Pico: siamo nel centro dell'Argentina, nella Pampa, tra infinite e malinconiche distese di campi e pascoli.

È un paese segnato da una profonda differenza economica e sociale. Da una parte ville immense e maestose adornano ogni lato della Avenue, la strada principale. È come una gara non ufficiale tra chi costruisce la casa più ricca e imponente. Tra uno stile barocco e un'architettura minimalista, la via è un'esplosione di ricchezza e sfarzo.

Dall'altro lato...

Una palla di stoffa.

Una strada sterrata.

Un bimbo solo in mezzo alla povertà.

Nei quartieri di periferia, nei "barrios" più poveri, prevalgono le baracche, lamiere di eternit sospese nell'aria come unico riparo, panni e stracci stesi al sole, cani randagi e bambini persi nei loro immaginari giochi di guerra, stretti alle loro pistole giocattolo. Non hanno altro se non quella fragile sicurezza di plastica a cui aggrapparsi, nel loro mondo privato dell’innocenza ma non della criminalità.

Nonostante la povertà, le difficoltà economiche sono molte, ogni giorno le persone che mi circondano sanno donare qualcosa.Sono partita in agosto con una valigia piena di sogni e coraggio. Aspettative? Non ne avevo molte, amo vivere il momento, aspettare e farmi sorprendere da ciò che non conosco.

La cosa che, per ora, più mi affascina di questa mia nuova cittadina é la sua semplicità.

Nonostante la povertà, le difficoltà economiche sono molte, ogni giorno le persone che mi circondano sanno donare qualcosa. Un racconto, una spiegazione, un sorso di mate. Qui la gente apre la propria casa e le proprie braccia agli altri, non importa chi tu sia, non importa la tua storia. A volte basta un sorriso, una parola per farti sentire a casa e per farti riscoprire il valore dell'accoglienza e della condivisione.

La mia esperienza non si limita ad un viaggio-studio, non si limita a frequentare una scuola straniera e ad apprendere un nuovo idioma: è qualcosa di più ampio, universale. È un viaggio di conoscenza, una sfida personale, ma soprattutto è un modo per ricordarmi e ricordare a tutti che siamo cittadini del Mondo. Dobbiamo aprire le porte della nostra mente al diverso, e dico mente e non cuore perché il cuore è per natura destinato ad amare. Bisogna abbattere il muro di paura e sospetto che ci divide dall'altro, per lasciar entrare tutti i colori e i profumi del mondo.

Alice

Da Udine in Argentina per un anno

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