I panamensi sono innamorati del proprio Paese

Avana

Da Milano a panama per un anno

Sono ormai sette mesi che vivo a Panama, questa terra strana e piccola, il cuore e l'ombelico del grande continente americano, una piccola manina che si stende e si sforza di tenere insieme il nord e il sud senza rompersi, e nello stesso modo cerca di tenersi in equilibrio fra i suoi grandi paradossi.Panama risulta essere microscopica sul planisfero, ma ogni volta che ne vedo uno non cerco più solo l'Italia, la mia patria, ma anche questo piccolo istmo che mi sta rivelando molte cose di me che lo Stivale mi teneva nascoste.
La scelta di partire per questa terra è stata dettata innanzitutto dalla voglia di andare in un posto di cui non sapessi assolutamente nulla, di cui nessuno sapesse assolutamente nulla, per iniziare tutto da capo e andare alla scoperta di un luogo che alla maggior parte degli europei suona come un'isoletta caraibica sperduta nel nulla, abitata da indigeni che indossano mutande fatte di foglie di palma e reggiseni di cocco (un po' stile Hawaii), oppure come un paradiso fiscale, ma che invece nasconde una storia, una tradizione, una cultura, un popolo che bisogna scoprire e conoscere sulla propria pelle per poter giudicare.
I panamensi sono un popolo festaiolo, a loro piace celebrare qualunque cosaI panamensi sono un popolo festaiolo, a loro piace celebrare qualunque cosa. Ritrovarsi la notte di Natale a sparare duecento dollari di fuochi d'artificio non succede in qualunque Paese e sono capaci di organizzare feste di compleanno più teatrali del matrimonio di William e Kate.
I panamensi sono innamorati del proprio Paese. Il loro patriottismo (importato direttamente dagli Stati Uniti) li porta a studiare dettagliatamente ogni aspetto della loro cultura e storia e a partecipare a molte celebrazioni della bandiera, delle loro conquiste, del loro inno.
La religione è il centro del loro mondo, non ho mai incontrato nessun panamense che non credesse in Dio. L'aspetto religioso è molto interessante perché contiene le loro tradizioni più radicate e rispettate: per esempio, nella mia comunità, per il giovedì santo, si cammina da casa propria fino a una chiesa di un Paese sperduto in campagna, per pregare un santo e assistere alla messa. Ci sono persone che camminano anche per vari giorni!
I panamensi sono caldi e accoglienti, in ogni casa in cui sono entrata in questi sette mesi mi sono sentita come a casa mia. Una cosa che devo rimproverar loro è sicuramente la mancanza totale di puntualità... Ancora non riesco ad adattarmi al fatto che un panamense si presenti un'ora, un'ora e mezza dopo l'ora stabilita per un appuntamento e io continuo ad arrivare in orario...
I panamensi sono caldi e accoglienti, in ogni casa in cui sono entrata in questi sette mesi mi sono sentita come a casa mia

  • Con le altre ragazze di AFS
  • La famiglia di Avana
  • La scuola
  • Carnevale di Las Tablas

La scuola è una realtà molto interessante, innanzitutto per come si presenta. È assolutamente l'opposto di qualunque scuola si possa vedere in Europa: immersa nella natura, aperta, spaziosa, ventilata. Calda. Molto calda. Sudata. Ma bellissima! E poi il fatto di portare l'uniforme, che è sicuramente la parte più diversa per noi italiani: a seconda dell'età si indossa una camicia bianca o azzurra, ma tutti i ragazzi indossano pantaloni lunghi e le ragazze una gonna. Il colore delle scarpe varia a seconda della scuola, come quello dei pantaloni o della gonna, e come le regole riguardo l'uniforme stessa: generalmente è severamente vietato indossare orecchini, collane, anelli, bracciali, truccarsi, mettere lo smalto, colorarsi i capelli, i ragazzi devono tenere i capelli corti... e un milione di altre norme bizzarre (per esempio la larghezza dei pantaloni dei ragazzi) a cui è difficile adattarsi inizialmente, ma che dopo diventeranno una realtà quasi ovvia. Se adesso penso a come andavo a scuola in Italia mi sento strana, però la verità è che non vedo l'ora di togliermi questa gonna infernale...
Ciò che amo più di Panama sono i suoi grandi paradossi e controsensiCiò che amo più di Panama sono i suoi grandi paradossi e controsensi: ci sono terre completamente vergini e pure, foreste inesplorate, abitate forse da tribù indigene (gli indigeni sono una realtà molto presente e interessante in tutto il Paese, soprattutto per i loro bellissimi vestiti tipici), e poi ci sono i giganteschi, luccicanti, splendenti, mastodontici grattacieli della capitale. Entrando nella città mi ha subito colpita come la natura si arrampicasse su questi edifici, come nel disperato intento di trascinare giù tutto e restituire a questa terra la sua antica bellezza, fatta di piante, animali e uomini, non di grattacieli, centri commerciali ed edifici.
Nei momenti brutti ho pensato: se qui mi va male, ma proprio male, so che almeno in Italia andrà meglio. Ho sempre pensato che se un'esperienza di scambio non risulta essere buona, perlomeno migliorerà la vita dello studente in Italia. Infatti, vivendo lontana da tutti i miei parenti e amici, sto imparando ad apprezzare ogni singola, microscopica cosa, e sono sicura che in Italia cambierò attitudine davanti a quei gesti che mia mamma, mio papà, chi mi sta sempre intorno faceva per me e che io ho sempre dato per scontati. A partire dalla comprensione della mia famiglia, fino alle cose minime, come mia mamma che mi cucinava la colazione (invece qui mi sveglio all'alba e la colazione me la devo fare da sola, sono disperata... hahaha).
Ho imparato a essere molto indipendente, anche se a volte è stancante. A volte vorrei soltanto stendermi sul divano coi miei o andare a casa di una mia amica per parlare, o semplicemente sapere che posso essere completamente me stessa, ma so che qua non è sempre possibile. A volte è difficile anche perché, salendo sull'aereo per Panama City, ho improvvisamente perso tutte le mie libertà, guadagnate in sedici anni di duro lavoro con la mia famiglia italiana. Una volta arrivata qua, era come se fossi stata bambina un'altra volta: bisognava impegnarsi e conquistarsi tutta la fiducia da capo, ma ne vale la pena perché finché manterrete buoni rapporti con la famiglia, non vi mancherà niente: le famiglie panamensi sono piene di amore, anche se a volte a loro piace stare un po' troppo in casa... hahaha!
Ho imparato a essere molto indipendente, anche se a volte è stancante

Non nascondo che Panama abbia lati negativi, come tutti i panamensi, ma del resto come l'Italia e gli italiani e qualunque essere umano su questa Terra, però lascio a voi, che deciderete di partire per questo Paese meraviglioso, la scoperta di questi aspetti. È infatti giusto non farvi partire con troppi pregiudizi, ma siccome so per esperienza personale che è impossibile salire su quell'aereo con la mente completamente pulita, preferisco farvi partire con un'idea buona dei panamensi perché spetti al vostro giudizio personale decidere quali sono le cose migliori e le cose peggiori.
Vi posso dire che Panama vi sorprenderà in tutti i suoi aspetti, non smetterete mai di pensare “ma che cosa stai dicendo?!” o “che cavolo è questa roba...” o anche “cosa sta combinando questa gente?!”. Panama vi farà ridere, perché i panamensi sono buffi, spesso involontariamente, con le loro credenze e teorie assurde, ma anche perché sono festaioli e allegri. Panama vi farà sentire a casa, perché i panamensi hanno tanto amore da dare e sono capaci di accoglierti come se fossi figlio loro da sempre. Panama vi farà rilassare, perché il ritmo della vita è incredibilmente calmo e pacifico, facendovi perdere il conto dei giorni, delle ore, delle cose da fare. Panama vi farà riflettere, perché questo Paese, figlio delle rivoluzioni e delle rivendicazioni, ha ancora molti problemi e osservando la società in cui si vive oggigiorno non potrete fare a meno di fermarvi a pensare. Panama vi farà ingrassare, perché il cibo è buonissimo ed è impossibile saltare anche solo un pasto, i vostri familiari chiamerebbero il dottore, e ogni volta che metterete piede in casa altrui dovrete uscirne a stomaco pieno. Panama vi farà piangere, perché quando ve ne dovrete andare sarà un dolore straziante quello che vi accompagnerà a casa, e vi lascerà una piccola cicatrice nel cuore che vi cambierà per sempre.

“En tu suelo cubierto de flores

A los besos del tibio terral,

Terminaron guerreros fragores;

Sólo reina el amor fraternal.”

(Himno Panameño)

Avana

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