La scuola in Costa Rica

Gaia

Da Bolzano in Costa Rica per un anno

Come credo tutti possano immaginare, la scuola in Costa Rica è molto differente da quella italiana. Non avrei mai pensato di trovare tutte queste differenze, perché ho sempre creduto che la scuola fosse uguale in tutto il mondo.

È diversa in tutto, dal rapporto con i professori che è quasi amichevole, all'orario, alle materie... Tutto!

È stato molto strano inizialmente quando mi sono trovata in classe con i miei compagni che salutavano con un “Hola” (Ciao) i professori o che chiedevano loro cosa avessero fatto il fine settimana o se potevano scambiarsi degli orecchini, ad esempio.

Le lezioni, nella mia scuola (ma è così nella maggior parte), iniziano alle 7 della mattina e terminano alle 16.30. Non è possibile uscire né nella pausa e nemmeno a pranzo, se non con giustificazione. All'interno della scuola ci sono forni microonde per scaldare il pranzo che uno si porta da casa, c'è la mensa che è quella frequentata dalla maggior parte degli alunni perché costa poco o c'è anche il bar che prepara il pranzo, ma che costa decisamente di più. Le lezioni sono di 40 minuti, quindi in una giornata si fanno decisamente più lezioni di quelle che si fanno in Italia, ma tutte più brevi!
Le classi sono due: una che si frequenta con le materie comuni e l'altra per l'indirizzo, questo mi ha anche aiutato a conoscere più gente e farmi più amiciDalle 9 alle 9.30 si ha la prima pausa, poi dalle 11.30 alle 12.20 c'è pranzo ed infine dalle 14.20 alle 14.30 si ha la pausa pomeridiana. Tutti portano l'uniforme scolastica. Solitamente è formata da polo con lo stemma della scuola e pantaloni lunghi per i ragazzi e scelta tra gonna al ginocchio e pantaloni lunghi per le ragazze. Personalmente trovo che la divisa non sia così male. So che in questo momento qualcuno mi starà pensando: “Oddio no, che cosa brutta”, ma ha i suoi lati positivi. Non ci sono distinzioni di classi sociali, che a volte qui sono abbastanza evidenti, e la mattina svegliandosi presto non devi neanche pensare a cosa metterti.

In Costa Rica frequento un Istituto tecnico professionale. Questo tipo di scuola ha una durata di 12 anni, ed io sono stata inserita all'undicesimo anno. Essendo differente l'anno scolastico rispetto all'Italia, al mio arrivo sono stata inserita al penultimo anno (11) e a febbraio, al rientro dalle vacanze estive passerò all'ultimo (12).
Personalmente trovo che la divisa non sia così male, ha i suoi lati positivi: non ci sono distinzioni di classi sociali, che a volte qui sono abbastanza evidenti, e la mattina svegliandosi presto non devi neanche pensare a cosa metterti!

Nella mia scuola bisogna scegliere quale specialità si vuole frequentare tra informatica, meccatronica, disegno architettonico, segretariato e produttività e qualità. Si hanno due giorni in settimana di lezioni “normali” come spagnolo, matematica, inglese, e tre giorni dove si frequenta la specialità. Le classi sono due: una che si frequenta con le materie comuni e l'altra per l'indirizzo, questo mi ha anche aiutato a conoscere più gente e farmi più amici.

Una cosa che per me è stata strana ma bella è stato che qui non si hanno verifiche ed interrogazioni, ovvero si hanno esami alla fine di ogni trimestre; quindi per ogni materia hai 3 valutazioni l'anno, ma se alla fine dell'anno non sei sufficiente (non ottieni un 70/100) a dicembre devi dare un esame su tutti gli argomenti di quella materia.

La vita "tica" di Gaia

Il primo giorno di scuola è stato il 17 agosto. Sveglia alle 5.30 per preparami e alle 6.30 ero pronta per prendere il bus (non sapevo come, dove, nulla).

Esco di casa e quando vedo una buseta (autobus) con la scritta trasporto de estudiantes (trasporto di studenti) gli faccio segno di fermarsi, si ferma, salgo e speravo solo mi portasse nel posto giusto... Finalmente arriviamo alla mia scuola, scendo ed entro. Come una stupida, non capendo nulla, mi fermo davanti all'ingresso senza sapere dove andare; fortunatamente arriva una ragazza del Belgio (sempre del programma di scambio) che mi salva e mi dice che devo andare dall'"orientatrice" (sua mamma ospitante). Parlo un po' con lei e poi mi da un orario e mi dice: “adesso ti porto dai tuoi compagni, ti ho scelto i migliori”, io che non capivo nulla di quello che mi avesse detto con un sorriso annuivo e basta.
I miei compagni sono una delle cose migliori di questa esperienzaArriviamo nella palestra della scuola (situata dall'altro lato della strada rispetto all'edificio scolastico) e si mette a chiedere in giro di due ragazze, dopo 20 minuti arrivano e dice loro: “questa è Gaia, una ragazza italiana sarà vostra compagna! Non parlatele in inglese”, e se ne va. Queste ragazze mi portano a sedere e subito mi presentano ad altri compagni che iniziano subito a riempirmi di domande (senza che io capissi nulla o qualcosa dopo che mi dicevano in venti modi differenti la stessa cosa). Alle 9.30 andiamo in classe e da lì tutto abbastanza normale (tranne per il fatto che tutti mi guardavano come se fossi un alieno e che qualsiasi persona mi veniva vicino iniziava a parlarmi senza sosta). Da quel giorno però è andato sempre meglio.

I miei compagni sono una delle cose migliori di questa esperienza! Mi hanno subito integrata nel gruppo e fatta sentire come una di loro dal primo momento. Ogni giorno viene fuori in loro una curiosità nuova sull'Italia e sono felicissima di raccontargli perché così posso anche capire più della cultura qui in Costa Rica e vedere se ci sono altre differenze con l'Italia.
Il 9 settembre, in Costa Rica, si festeggia il dìa del niño (giorno del bambino). È una festa dove nella scuola i bambini fanno festa, a casa ricevono regali

Mi piace molto come sono riuscita a diventare “una di loro” e questo mi fa stare bene e mi fa venire la voglia di andare a scuola perché con loro mi trovo benissimo. Fuori dalla scuola è un po' complicato vedersi in quanto abito in un paesino dove i mezzi pubblici passano poche volte al giorno e perché alle 18 è già buio.

Il 9 settembre, in Costa Rica, si festeggia il dìa del niño (giorno del bambino). È una festa dove nella scuola i bambini fanno festa, a casa ricevono regali e nella mia scuola i ragazzi andavano in giro vestiti o da bimbi o come se fosse carnevale. Dalle 9.30 alle 11.30 c'erano band che suonavano, giochi in mezzo ai corridoi, e molto cibo!

Un'altra festa molto importante in Costa Rica è il giorno dell'Indipendenza che si festeggia il 15 di settembre, però tutta la settimana è molto importante. Quest'anno il 15 cadeva di martedì e tutta la settimana c'era qualcosa da fare. Il 14, la sera nelle scuola o centri educativi di tutto il paese ci sono balli, musica, e il “Desfile de Faroles” che sarebbe una fiaccolata fatta dai bambini con delle costruzioni create di materiali riciclati che rappresentino il paese.
Sto ancora scoprendo molto di questo Paese ma giorno dopo giorno mi affascina sempre di più

Il 15 si fa l'appello e poi tutti in palestra. Si inizia con l'ingresso della bandiera e con l'inno, poi parla la dirigente ed alcune personalità importanti e poi c'è il racconto di come il Costa Rica ha ottenuto l'indipendenza e poi si va a casa o in città, dove ci sono balli, canti e molte attività per questo giorno di festa. Il 16 è un giorno di vacanza e poi 17 e 18 si fa lezione normale ma le ultime tre ore sono di atto civico, ovvero inno, gente importante che parla e poi balli e musica.

Sto ancora scoprendo molto di questo Paese ma giorno dopo giorno mi affascina sempre di più!

Gaia

Da Bolzano in Costa Rica per un anno

  • Prossima Storia

    Ora appartengo a due mondi

    Il 22 Agosto sono partita per l'Ecuador, un Paese di cui non sapevo praticamente nulla e di cui mi sono innamorata. Eravamo in 21 italiani e sul volo verso Quito e nessuno era in grado di tacere la propria emozione. Stavamo iniziando un nuovo...

    Giulia

    Da Asti in Ecuador per un anno

  • Prossima Storia

    My vision of Russia

    Nonostante sia passato circa un anno da quel giorno, ricordo come se fosse ieri il momento in cui la mia vita prese una svolta decisiva. Era il 19 febbraio e sapere di avercela fatta era tutto ciò a cui riuscivo a pensare in quell'istante....

    Gloria

    Da Savona in Russia per un anno

  • Prossima Storia

    Andare dall’altra parte del mondo per scoprire che un tetto sopra la testa non è scontato

    C'è una frase che sicuramente ognuno di noi avrà sentito almeno una volta nella vita. Letta su qualche quotidiano, scritta su un muro o su qualche post sui social. E ci sarà passata davanti senza neanche farci caso e magari...

    Federica

    Da Novara in Paraguay per un anno

  • Prossima Storia

    L'importanza della formazione

    Chiara ci parla della sua esperienza in Argentina e di quanto sia stato importante per lei partecipare alla formazione prepartenza con i volontari di Intercultura.

    Chiara

    Da Napoli in Argentina per sei mesi

Welcome to Intercultura (AFS Italy) website! Where do you want to go?
- If you want to know more about Intercultura, click here
- If you want to know more about studying in Italy with Intercultura, click here
- Sprechen Sie Deutsch? Hier Klicken
- If you want to visit the full website (Italian only), click here