Le avventure di Daria nelle Filippine - Parte III

Daria

Da Milano nelle Filippine per un anno

A mercoledì alternati (uno sì e uno no) durante l'ora di Christian Living Responsability, io e i miei compagni di classe andiamo alla scuola pubblica di fronte alla cattedrale per fare da catechisti ai bambini che frequentano questa scuola.

Io, con altre tre compagne di classe, sono catechista in una delle due sezioni del grade 5 (che corrisponde alla nostra quinta elementare).

Questo mercoledì abbiamo parlato del rosario che qua hanno tutti! Più che parlato è più corretto dire che abbiamo scritto alla lavagna tutte le preghiere, in inglese, che si recitano durante il rosario. Quindi i bambini dovevano "solamente" copiarle.

Nelle Filippine la scuola pubblica è la scuola per chi ha problemi economici e non può permettersi la retta di una scuola o paritaria o privata. Infatti i bambini non hanno una divisa specifica ma ognuno indossa i vestiti che vuole, cosa che qua è strana perché tutte le scuola paritarie e private hanno la propria divisa (solitamente due, una definita "daily" e l'altra "PE" ovvero per educazione fisica), alcuni vengono addirittura in ciabatte! Ma la cosa che per me è più destabilizzante è il fatto che i bambini non sappiano l'inglese! Perciò il mio dialogo con loro è non verbale, ed è fatto di sguardi, sorrisoni, occhiatacce, scuotimenti di testa, e se mi chiedono qualcosa le domande sono del tipo "what's your name?" "where are you from?" Devo imparare il filippino il prima possibile!! (non che adesso io non capisca nulla, capisco solo frasi molto semplici...ma ce la sto mettendo tutta!!)
Ci sono dei momenti in cui mi dico “cavolo sono proprio qui! Mi sono veramente lasciata indietro tutto per ricominciare!” Adesso inizio a sentirmi un po’ parte della famiglia

Quindi durante questa lezione il mio compito, o meglio quello che io stessa mi sono detta di fare per evitare di stare in piedi a far nulla per un'oretta, era quello di girare tra i banchi e controllare che tutti scrivessero scoprendo che un terzo della classe non aveva una penna funzionante perciò per rimediare mi sono messa a cercare penne in giro per la classe, un po' chiedendo ai bambini " extra pen?" (questo lo capivano!) e un po' in giro per la classe a fare "caccia alle penne" guardando in tutti i posti possibili!

La parte più bella della lezione è stata quando mi hanno salutato con dei sorrisoni a 32 denti (anche se per molti i denti sono molti meno!) "ciao Ate Daria, grazie per averci insegnato qualcosa" ... La disarmante semplicità dei bambini che ti riempie il cuore di felicità!

#dariarisponde

Come va nelle Filippine?

Qui nelle Filippine va tutto bene!

Ci sono dei momenti in cui mi dico “cavolo sono proprio qui! Mi sono veramente lasciata indietro tutto per ricominciare!” Adesso inizio a sentirmi un po’ parte della famiglia. Sono indiretti ma capisco che mi vogliono bene.

Devo iniziare a studiare il tagalog perché ora capisco qualche parolina in una conversazione (anche perché parlano molto veloci) e io ora in filippino dico solo “buongiorno, buon pomeriggio, buona sera, grazie” e qualche altra parola tipo acqua, scarpe…So alcune parole ma non sono in grado di fare una frase. Però inizio a capire l’argomento generale di una conversazione in tanglish (tagalog + inglese) e alcune frasi semplici semplici in tagalog tipo "domani è lunedì" o “come stai?" o " io sono filippino”.
Ho i momenti giù in cui mi sento da sola anche circondata da tante persone perché non capisco la lingua ma per fortuna ci sono anche i momenti di pura allegria in cui ti dici "voglio restare qui per sempre!"

Hai legato con qualche compagno?

Praticamente tutti mi fanno questa domanda che a me mette il sorriso anche se un po' mi fa pensare perché non sono certo una che si abbatte facilmente! Ho i momenti giù in cui mi sento da sola anche circondata da tante persone perché non capisco la lingua e questo mi esclude comunque da molte cose, ma per fortuna ci sono anche i momenti di pura allegria in cui ti dici "voglio restare qui per sempre!”

Comunque ho legato con i miei compagni, soprattutto con Hannah che in pratica è la mia bodyguard. Qua i miei compagni si aprono molto con me e a volte mi sorprende come riescano sempre ad essere sorridenti quando magari non va tutto per il verso giusto.

Che cosa ti manca dell’Italia?

Sarò molto sincera e confesso che la cosa che mi manca più in assoluto è un bagno con specchio, lavandino, doccia, lavatrice, bidet e un gabinetto con lo scarico! Poi il cibo italiano, la famiglia, gli amici, e capire tutto quando delle persone parlano tra loro!

  • Giorno della lingua filippina
  • Daria alla festa della lingua filippina
  • Daria e i suoi compagni di scuola a lezione di chitarra
  • Daria a scuoa, con compagno di classe
  • Daria e compagni di classe

La scuola di Daria

#Anche questo è Intercultura!

Perché sì, i volontari prima di partire ci hanno ripetuto fino allo sfinimento che ci avrebbero fatto domande (per noi) bizzarre sull’Italia e sullo stereotipo italiano. Ma quando ti fanno alcune domande la tua reazione non può che essere stupita soprattutto perché loro sono seri quando ti chiedono:

“Daria ma l'Ungheria in che parte dell'Italia si trova?”

“Ma in Italia parlate latino?” (questa è la domanda che fanno a quasi tutti gli italiani!)

“Scusa ma l'Italia in che parte della Russia si trova?”
Diplomandomi a marzo con i miei compagni, a febbraio avrò il primo prom della mia vita e verso metà aprile iniziano le vacanze estive, quando invece per noi è pieno anno scolastico!

Una sera ho giocato al gioco dei loghi con Gladeline. Ho riconosciuto Lavazza e lei mi ha chiesto che cosa fosse e io le ho riposto che Lavazza produce prodotti per preparare il caffè e lei sgranando gli occhi: "Ah non avete il caffè istantaneo?!” Nella mia testa la reazione immediata è stata: “mai sentito parlare di caffè italiano?!”

Qui i miei compagni e la mia famiglia quando vedono scritto qualcosa con “Italia o italiano” mi chiedono se io lo conosca! Mi sto rendendo conto che conoscono pochissimo l'Italia, soprattutto in queste occasioni quando reagiscono con stupore:

- quando dici le dimensioni della pizza che ordini in pizzeria (specialmente quando poi puntualizzi che è solo per una persona!).

- mentre spacchetti il primo pacco arrivato dall'Italia e noti che il tuo fratellino filippino è più eccitato di te alla visione della Nutella tanto da mettersi a saltare e a urlecchiare intorno al tavolo!

- quando scoprono che, diplomandoti a marzo con i tuoi compagni, a febbraio avrai il primo prom della tua vita (che però non ho ancora capito come funzioni!) e che verso metà aprile iniziano le vacanze estive, quando invece per noi è pieno anno scolastico!

- quando ti lamenti perché gli insetti (specialmente le formiche) sono ovunque... Non mi resta che condividere anche con loro questa esperienza!

Leggi anche le altre avventure di Daria: Parte I e Parte II!

Daria

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