Un viaggio nei ricordi

Michela

Da Castellammare di Stabia in Turchia per un anno

Ricordo quando, qualche mese fa, ero dal lunedì mattina alle 8,30 al venerdì pomeriggio in piedi con tutti i miei compagni a cantare di fronte alla bandiera Turca. Così la mia mente viaggia, e ricordo il mio primo giorno nella mia scuola turca.

Tutti in silenzio, il preside urla "RAHAT" (riposo) per urlare subito dopo "DIKKAT" (sull‘attenti). Come per riflesso , già allineati, i ragazzi mettono le mani dietro la schiena, allargano le gambe e alzano il mento. Io, stupefatta, cerco di imitare i movimenti con alcuni secondi di ritardo . Poi il Preside urla ancora "DINLE" (ascoltate) e con la stessa naturalezza che si acquista dopo aver ripetuto dei gesti mille e mille volte ancora, i ragazzi piegano il capo aspettando che la musica inizi. Le trombe suonano e il canto di settecento ragazzi riempie il cortile della scuola. Tutti a capo chino, tranne forse una ragazza (proprio io) che era cosi stupefatta da quella situazione che rimase a testa alta guardando la bandiera turca, così bella, così fiera, sventolare come fosse agitata non più dal vento ma da quell’inno che faceva sentire tutti fratelli. Mi incantavo tutte le volte a vedere sventolare la bandiera , cosi abbassavo la testa dopo il comando ma la rialzavo quasi subito ( non troppo per non farmi scoprire) per non perdermi quello spettacolo che a me piaceva cosi tanto.

Quest’esperienza in conclusione, non mi ha aiutato solo a crescere, ad imparare anche a stare da sola, ad affrontare dei problemi, a rapportarsi con altre persone e culture diverse, ma mi ha indotto anche ad amare un' altra cultura di cui un anno prima non sapevo nulla e che un anno dopo è diventata la mia ragione di vanto. Dopo questa esperienza nulla sarà più uguale a prima. Mentre ero lì mi mancava la mia Italia, con i miei amici, le mie abitudine e i miei punti fermi. Adesso che sono qui la Mia Turchia mi manca e non c'è giorno che il mio pensiero non sia rivolto alla mia vita lì.

C’è chi lo definisce "il migliore anno della propria vita", chi afferma, dopo questa esperienza, di “conoscere se stesso", e c'è persino chi dice che un anno come questo gli ha “completamente cambiato la vita”.Tutte queste affermazioni sono vere, ed il periodo che precede la partenza per tornare in Patria è forse quello più difficile che si possa passare durante l’esperienza.
Adesso che sono qui la Mia Turchia mi manca e non c'è giorno che il mio pensiero non sia rivolto alla mia vita lì

Abbiamo (parlo al plurale, sentendo i miei amici “internazionali” come facenti parte della mia famiglia) donato il cuore a questa esperienza, per fare in modo che funzionasse, che il nostro accento diventasse come quello di una persona autoctona , che la nostra mancanza di casa ci permettesse di godere, ancora di più, del poco tempo a noi concesso in terra straniera . Quello che spesso mi ripetevo lì e che non era affatto un’ esperienza facile e che l’incomprensione del linguaggio procura tanti problemi ma controbattevo dicendomi che è una bellissima esperienza di vita.

Attraverso questa introduzione alla cultura e alla “Mia Turchia” ho tentato di far trasudare dalle mie parole i miei sentimenti e l’immenso amore che provo per la scelta che ho fatto esattamente un anno fa. Ho cercato di far capire quanto io ami il mio Paese (tutti e due in realtà) e quanto sia stata onorata di aver scoperto tante parti e tanti aspetti della Turchia con l’aiuto del suo stesso popolo . Per quanto lontane e diverse possano essere due culture, ci saranno sempre elementi d’incontro. Gli esseri umani sono tutti fatti di carne, nessuna eccezione. Si comprenderà , dopo un esperienza così, che non siamo solo cittadini di una nazione ma siamo cittadini del mondo, siamo tutti fratelli. In questo Intercultura ti aiuta a guardare lontano e a pensare in grande, “la pace nel mondo sarà possibile solo se abbiamo pace in noi stessi” (come diceva Atatürk ). Quest’ultima la possiamo raggiungere conoscendo meglio noi e rapportandoci con gli altri. Quelli che lo comprendono saranno sempre propensi alla pace e ripudieranno la guerra come mezzo di offesa contro i loro stessi fratelli.

  • Micehal fuori moschea
  • Michela e mamma sulla neve
  • Michela e famiglia al caffé al mare
  • gruppo AFS

Un anno non basta per conoscere l'incredibile diversità della Turchia!

La poesia che scrissi :

LA MIA TURCHIA
Turchia non mi abbandonare
Turchia amami come io ho fatto con te
Luna proteggimi, stella sorreggimi
Cara bandiera rossa coprimi , non farmi avere freddo
Che le parole turche mi rimangano nella mente
Che i miei sogni continuino a vivere le mille avventure avute insieme
Che i miei occhi continuino a guardare in alto ,
Per cercare la tua bandiera quando hanno paura
Turchia non mi abbandonare
Turchia amami come faccio io
Luna cullami, abbracciami, tienimi con te
Stella splendi , e non ferirmi
Tuo è il mio ricordo , mio è il tuo spirito.

Michela

Da Castellammare di Stabia in Turchia per un anno

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