Un piccolo contributo ad una grande missione

Ilaria

Responsabile scuola del Centro locale di Latina

Quest'anno non ho seguito personalmente la Settimana di scambio, ma so che è andata benissimo! Tutti, dai volontari ai ragazzi e alle famiglie coinvolte, hanno espresso apprezzamento ed entusiasmo per le attività programmate e per il clima sereno e davvero interculturale che si è respirato nel nostro Centro locale. Io ho partecipato alla festa di saluto che, come sempre "libera" emozioni vere, e mi sono riconfermata nella mia appartenenza alla grande famiglia di Intercultura.

Mi sono avvicinata alla famiglia Intercultura durante l'esperienza vissuta da mio figlio Leonardo, che ha partecipato ad un programma annuale negli USA. Dall'essere una semplice simpatizzante a diventare effettivamente volontaria, il passo è stato davvero breve.
Essere volontaria per me è una vera missione, come quella di essere insegnanteConoscevo già Intercultura da quando ero studentessa, ma solo da genitore ho cominciato a maturare la convinzione che il suo progetto educativo è troppo valido per essere ignorato. E' per questo che al momento giusto ho proposto a mio figlio di frequentare un anno di studio all'estero, sostenuta anche da mio marito. Leonardo si è detto subito entusiasta ed è cominciata l'avventura. Più lui ci mandava "spaccati" e "cartoline" dal Missouri, più io mi sentivo attratta e desiderosa di partecipare nel mio piccolo alla grande missione di Intercultura. Divenuta volontaria, ho cercato in tutti i modi di comprendere e capire dal di dentro i contenuti educativi, formativi culturali e interculturali dell'Associazione; essendo poi insegnante, ho colto il potenziale del progetto educativo e ho desiderato con tutta me stessa che diventasse patrimonio della scuola in cui insegno e di tutte le scuole che gravitano intorno al Centro locale di Latina.

Due oceani, due Paesi, due famiglie uniti da Intercultura

Da tre anni ricopro la funzione di Responsabile Scuola; aldilà degli aspetti puramente tecnici del ruolo, non finisco mai di entusiasmarmi e di emozionarmi ogni volta che gli studenti mi chiedono di voler partecipare al bando di concorso o quando la mia scuola apre le porte agli studenti stranieri. Sono cambiata moltissimo da quando sono volontaria, ho modificato il mio metodo di lavoro, mi sono aperta all'altro, al nuovo e al diverso, vedo e sento anche con gli occhi dei ragazzi che partono e che poi tornano con una diversa consapevolezza di se stessi, degli altri e del mondo. Essere volontaria per me è una vera missione, come quella di essere insegnante. Sono solo una goccia, ma sono contenta di esserlo se quella goccia può alimentare "semi" di pace e contribuire a creare una "rete" interculturale, unico paracadute del nostro mondo alla ricerca disperata di dialogo tra le differenze, intese in tutte le loro declinazioni.
Da volontaria vedo e sento anche con gli occhi dei ragazzi che partono e che poi tornano con una diversa consapevolezza di se stessi, degli altri e del mondo
Il tempo che riesco a dedicare a Intercultura mi restituisce sempre occasioni per crescere e per diffondere, soprattutto nelle scuole, il valore, il contenuto esperienziale dell'Associazione e il patrimonio di conoscenze culturali ed educative che ha capitalizzato nei suoi 61 anni di esistenza.

Quest'estate, per espresso desiderio di mio figlio, siamo andati nel Missouri a conoscere chi si è preso cura di lui in vece nostra. Che dire? Non avrei mai potuto immaginare che l'amore di Jenny, Jim e dei loro cinque figli per Leonardo potesse eguagliare quello mio e di mio marito per lui. E' stato emozionante e al contempo naturale; sappiamo che Leonardo appartiene a noi quanto a loro, e che lui chiamerà mamma e papà due genitori che abitano oltreoceano; ma non esistono distanze, come non esistono confini, se non esclusivamente mentali. La gioia di mio figlio che ci abbraccia tutti e quattro rimarrà l'immagine e l'emozione più coinvolgente di questa esperienza interculturale vissuta da genitore.
Non esistono distanze, come non esistono confini, se non esclusivamente mentaliMa non è finita qui! Leonardo è stato seguito, durante il suo anno all'estero, da un volontario di AFS USA del "Centro locale" Kansas City/ Missouri, Steve. Abbiamo conosciuto anche lui e la sua famiglia, che ci ha ospitato per alcuni giorni a casa sua; è stata un'esperienza impagabile, come volontari ci siamo confrontati, abbiamo discusso di invio, scuola, ospitalità. Ci sono molte differenze, ci sarebbe bisogno di uno scambio continuo di informazioni, di progettare insieme. Sono tornata a casa più interculturale di prima, ma è ancora tanta la strada da percorrere, tante le cose che dovrò imparare, tante le storie che mi faranno crescere.

Ilaria

Responsabile scuola del Centro locale di Latina

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