La mia estate in Spagna

Christian

Da Pesaro-Urbino in Spagna per un'estate

Buongiorno! Sono Christian Santangeli, ho 16 anni e vivo a Pesaro. Quest'estate ho partecipato al programma estivo in Spagna e vorrei veramente ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile il mio sogno: viaggiare, conoscere nuove persone e nuove culture. Dire solamente che è stato il mese più bello della mia vita sarebbe troppo restrittivo e non renderebbe abbastanza le emozioni che ho provato.
Non nascondo che all'inizio ero spaventato in quanto non avevo mai trascorso un periodo relativamente lungo lontano da casa, dalla famiglia e dagli amici. Sì, ero già stato ospitato in famiglia grazie ai viaggi studio che propone la mia scuola, ma non ero mai stato fuori dal mio paese natale per più di una settimana e non ero mai stato in un college. Posso assicurare però che dopo i primi giorni ogni mio dubbio e ogni mia insicurezza sono semplicemente svaniti. Ho praticamente stretto amicizia con tutti i ragazzi immediatamente, cosa non facile per un ragazzo timido come me. Dopo la prima settimana sentivo già di fare parte non solo di un gruppo, bensì di una famiglia vera e propria che non comprendeva solo noi ragazzi, ma anche gli insegnanti e i tutor. Non avrei potuto chiedere di meglio perchè questi ultimi erano ragazzi poco più grandi di noi ed erano sempre in grado di aiutarci per qualsiasi problema.

Durante il mese abbiamo soggiornato presso il "Colegio San Estanislao de Kostka", un college prestigioso che ospita i ragazzi del Summer Camp di Intercultura da anni. La struttura è enorme e le camere erano collocate al secondo piano, quattro per i ragazzi e cinque per le ragazze. I bagni erano in comune e le docce erano situate in una struttura a parte, cosa che inizialmente mi ha spiazzato, ma dopo i primi giorni mi ci sono abituato.

Di mattina avevamo lezione di lingua dalle 10 alle 14:30. A differenza di ciò che mi aspettavo, le lezioni non erano pesanti ed erano complete: non svolgevamo soltanto esercizi di grammatica, avevamo anche momenti più rilassanti in cui giocavamo (sempre in lingua) o ascoltavamo musica, per poi passare a letture interessanti sulla cultura spagnola. Non mancavano ovviamente i momenti di conversazione su temi anche attuali come la globalizzazione o la fuga dei cervelli. Inoltre noi ragazzi del livello avanzato (il primo giorno di scuola abbiamo svolto un test e siamo stati divisi in classi per livello: base, intermedio e avanzato) siamo stati impegnati anche nella stesura di un blog.

Tra arte, cultura e divertimento: la Spagna di Christian

Nel primo pomeriggio ci spostavamo in spiaggia, che dista 5 minuti a piedi dal college. Qui si poteva rilassarsi all'ombra, giocare a racchettoni o a beach volley o semplicemente godersi il mare e farsi un tuffo in acqua per rinfrescarsi. Nella zona marittima vi sono anche bar, pizzerie, gelaterie e chioschi di ogni genere per non farsi mancare nulla.

Intorno alle 18 solitamente tornavamo al college per dare spazio allo sport (che comprendeva basket, calcio, pallavolo e workout), alle mini-olimpiadi del Summer Camp (che integravano sport come rugby e frisbee a giochi come palla prigioniera o anche giochi di società) e alle attività interculturali/workshop.

La sera uscivamo o avevamo feste tematiche, come quella hawaiana o quella flamenca. In questo caso le parole che più rappresentano l'esperienza vissuta sono: divertimento, musica, travestimenti e ancora divertimento!

Il fine settimana era invece dedicato alle escursioni. Per esempio, abbiamo visitato le città Siviglia, Cordoba, Granada e i villaggi di Frigiliana, Antequera (con tanto di camminata presso il Torcal de Antequera) e Nerja (cittadina con una spiaggia semplicemente spettacolare, conosciuta principalmente per il Balcon de Europa, uno splendido belvedere circondato da un palmeto che offre una incomparabile vista sul mare).
Durante questo mese ho avuto l'opportunità di allenare più lingue: in classe parlavo spagnolo, con i miei compagni di viaggio italiano, mentre con gli altri ragazzi inglese, ma anche un po' di tedesco. Vi è stato sicuramente uno scambio interculturale, soprattutto con i miei compagni di stanza (un norvegese e due indiani) e con il gruppo degli americani, ma anche all'interno del gruppo di noi ragazzi italiani, che ci siamo imbattuti in accenti e parole dialettali mai sentite prima.
Voglio ringraziare Intercultura per organizzare queste esperienze che cambiano veramente le persone facendole maturare, ma anche Intesa Sanpaolo, che con la borsa di studio ha reso possibile il viaggio e, infine, per ultimi ma non per importanza, i tutor, gli insegnanti e i compagni che hanno reso questo soggiorno in Spagna indimenticabile.

Christian

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