Primavera interculturale: l nostri laboratorii didattici per scoprirci cittadini globali

Giorgia Tavarilli

Volontaria del Centro locale di Bari Sud

Essere volontari di Intercultura significa impegnarsi attivamente per l’educazione della comunità.
Essere volontari di Intercultura significa avere l’opportunità di incontrare tantissime persone da cui poter imparare, che siano altri volontari, i ragazzi che partono, i ragazzi che arrivano, i loro genitori.
Essere volontari di Intercultura significa anche impegnarsi attivamente per l’educazione della comunità.

Per questo in qualità di centro locale abbiamo deciso di proporre alle scuole del nostro territorio i laboratori suggeriti dall’associazione. L’istituto G. Marconi – M. Hack di Bari ha subito accolto la nostra proposta.

Con il laboratorio “Cittadini dello stesso pianeta” ho avuto l’opportunità di raccontare ai ragazzi la mia esperienza da studentessa impegnata in un programma scolastico all'estero e come questa mi abbia permesso di capire cosa significhi cittadinanza globale, e quindi di mettermi in gioco in veste di volontaria per promuovere gli obiettivi della nostra Associazione.

I ragazzi sono rimasti affascinati e i docenti soddisfatti: “L'incontro con le ragazze di Intercultura ha suscitato interesse e curiosità nei nostri studenti. È stato un po' come tornare a viaggiare e scoprire mondi lontani. Alcuni ragazzi erano incuriositi dalle diverse organizzazioni scolastiche, altri dai modi di vivere lontani dai nostri. È stata una ventata di novità nel periodo particolare che stiamo vivendo.” “Dopo il racconto delle due studentesse, è nato il desiderio di intraprendere questo percorso, ho molta voglia di responsabilizzarmi e provare ad essere ospitato in una famiglia straniera.”

Per le classi quinte abbiamo proposto i laboratori “Le ferite della guerra” e “Il volontariato nascosto”, che raccontano la storia della nostra associazione e coinvolgono i ragazzi invitandoli a mettersi nei panni dei protagonisti di quel periodo attraverso le loro testimonianze. I ragazzi hanno partecipato attivamente e hanno imparato divertendosi.

“Interpretare i volontari e calarsi nei loro panni ha avvicinato empaticamente a loro gli studenti, ha toccato la loro sensibilità, ha incoraggiato e stimolato lo scambio di opinioni e il confronto che si traducono poi in crescita umana, apertura di vedute, superamento di pregiudizi e di stereotipi.”

Essere volontari di Intercultura significa poter contribuire positivamente al cambiamento della nostra società, anche con piccoli passi, portando una primavera interculturale.

Ho avuto l’opportunità di raccontare ai ragazzi la mia esperienza da studentessa impegnata in un programma scolastico all'estero e come questa mi abbia permesso di capire cosa significhi cittadinanza globale, e quindi di mettermi in gioco in veste di volontaria per promuovere gli obiettivi della nostra Associazione

Alcuni momenti dei laboratori didattici condotti in DAD

Alcuni commenti delle classi seconde al laboratorio didattico “Cittadini dello stesso pianeta
"L'incontro con le ragazze di Intercultura ha suscitato interesse e curiosità nei nostri studenti. È stato un po' come tornare a viaggiare e scopri mondi lontani. Alcuni ragazzi erano incuriositi dalle diverse organizzazioni scolastiche, altri dai modi di vivere lontani dai nostri. È stata una ventata di novità nel periodo particolare che stiamo vivendo". Prof.ssa Varvara.
"Arrivare a conoscere qualcosa per esperienza diretta, è stato per i ragazzi non solo coinvolgente e motivante, ma soprattutto altamente formativo, in quanto ha concretamente rappresentato cosa voglia dire essere “cittadini dello stesso pianeta”. L’enfasi e la passione, unite alla gioia della rimembranza, hanno connotato la narrazione dell’esperienza vissuta dalle ragazze, che proprio per la ricchezza dei contenuti e l’autenticità di un percorso di studio così globale, ha toccato le corde più profonde di ciascuno noi, ma in particolar modo, ha dimostrato ai ragazzi che essere cittadini del mondo, può essere una realtà". Prof.ssa M. Giardino.
"Dopo il racconto delle due studentesse, è nato il desiderio di intraprendere questo percorso, ho molta voglia di responsabilizzarmi e provare ad essere ospitato in una famiglia straniera. Soprattutto mi piacerebbe imparare una nuova lingua e scoprire tradizioni e culture a me sconosciute". De Carlucci 2SB.

"Arrivare a conoscere qualcosa per esperienza diretta, è stato per i ragazzi non solo coinvolgente e motivante, ma soprattutto altamente formativo, in quanto ha concretamente rappresentato cosa voglia dire essere “cittadini dello stesso pianeta”.
Alcuni commenti delle classi quinte ai laboratori didattici “Le ferite della guerra” e “Il volontariato nascosto”

"Ritengo l’esperienza innovativa in quanto ha reso possibile il confronto tra gruppi e autori diversi, anche se non ancora studiati. Il confronto rientra nello spirito di Intercultura, ovvero decondizionarsi da personali e rigidi punti di vista attraverso l’apertura agli altri". Prof.ssa Morgese.

"L'incontro con i volontari di Intercultura ha consentito ai ragazzi di riflettere sull'importanza dell'azione di volontariato e di mutuo soccorso. La testimonianza di persone che sono accorse in aiuto laddove urgeva, superando i confini della propria territorialità, animati solo dal bisogno pressante di rendersi utili e di mettersi al servizio è stata occasione preziosa per riflettere sull'interculturalità, sulla diversità culturale come ricchezza comune e valore aggiunto, sulla necessità di superare l'etnocentrismo per garantire la pace e la convivenza civile tra popoli. Interpretare i volontari, calarsi nei loro panni li ha avvicinati empaticamente a loro, ha toccato la loro sensibilità, ha incoraggiato e stimolato lo scambio di opinioni e il confronto che si traducono poi in crescita umana, apertura di vedute, superamento di pregiudizi e di stereotipi". Prof.ssa Sebastio.
"Sono riuscita a comprendere il vero significato del volontariato. Questa esperienza la consiglierei a tutti i miei coetanei, ma anche ai ragazzi più piccoli per fare loro comprendere il valore della cittadinanza attiva"
"In quest’ottica l’Istituto Marconi-Hack di Bari ha accolto con entusiasmo l’esperienza offerta dai volontari di Intercultura nei due laboratori didattici ‘Le ferite della guerra’ e ‘Il volontariato nascosto della prima guerra mondiale’. Nel primo caso si è trattato di un incontro formativo e a tratti emozionante dove i ragazzi, guidati dai volontari dell’Associazione, hanno avuto modo di confrontarsi in modo attivo sulle tematiche presenti in alcune liriche di poeti italiani e inglesi che hanno vissuto in prima persona l’esperienza traumatica del primo conflitto mondiale. Dopo l’analisi e l’interpretazione dei testi proposti, gli alunni hanno prodotto dei lavori multimediali frutto di un impegno personale, ma soprattutto di collaborazione e di confronto reciproco. Il laboratorio didattico ha permesso loro di sentirsi coinvolti in prima persona in questa attività e di lavorare insieme mettendo in campo creatività, originalità e competenze digitali. Tuttavia, l’insegnamento più bello di cui tutti i ragazzi hanno potuto fruire è stato forse quello che le ‘ferite’ di una guerra possono sempre essere rimarginate dalla cultura della pace, dell’amore, della solidarietà e dallo scambio di esperienze condivise.Una lezione quanto mai attuale di cui, da più di cento anni, si fa portavoce l’Associazione Intercultura". Prof.ssa Pulice.
"Il progetto Intercultura mi è piaciuto molto, in primo luogo perché ho interagito in questo periodo di pandemia con altri ragazzi della mia stessa età, in secondo luogo perché sono riuscita a comprendere il vero significato del volontariato. Questa esperienza la consiglierei a tutti i miei coetanei, ma anche ai ragazzi più piccoli per fare loro comprendere il valore della cittadinanza attiva". Francesca Carnimeo 5SB
"Troviamo che l'apprendimento della storia attraverso l'interpretazione dei suoi attori sia stata di impatto, specialmente in senso civico. In conclusione, speriamo vivamente che questi incontri si possano fare più spesso dato che ci permettono di imparare in un modo più interattivo". Classe 5SB.
"Il confronto rientra nello spirito di Intercultura, ovvero decondizionarsi da personali e rigidi punti di vista attraverso l’apertura agli altri"

Giorgia Tavarilli

Volontaria del Centro locale di Bari Sud

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