Trovare la vera me in Australia

Margherita

da Parma in Australia per due mesi

Non pensavo che in soli due mesi ci si potesse affezionare cosi tanto a delle persone, creare un legame veramente forte, quasi indistruttibile e cambiare il proprio modo di vedere le cose.
All’inizio mi sono spaventata perché non vedevo la mia famiglia australiana; pensavo non fossero venuti… Ma poi mi sono sentita abbracciare e ho sentito chiamare il mio nome a voce alta ed ecco che sono entrata a fare parte della mia nuova famiglia!
La prima settimana non è stata delle più semplici, qualche difficoltà con la lingua (hanno degli slang decisamente diversi dalla lingua tradizionale), inserirsi in gruppi di amici già formati, e conquistarsi la fiducia della famiglia.
Il bello di questa esperienza è che per la prima volta mi sono sentita accolta senza essere giudicata e ho potuto mostrare la mia parte più nascosta ovvero quella romantica e sensibile.
La famiglia mi ha accolto come se fossi realmente loro figlia, nipote, cugina e sorella. Da provare sulla propria pelle è un esperienza incredibile, che ti segna nel profondo, ti regala emozioni che sono impossibili da descrivere.
E tra una partita di footy allo stadio, una passeggiata allo zoo, lezioni a scuola e pause pranzo con altri studenti italiani ho fatto amicizia con tantissimi ragazzi e ragazze, ho iniziato discorsi per i corridoi del college con frasi del tipo “Oh today we have a really bad weather” oppure “Hey I love your hair“, le persone non ti guardano in modo strano e ti dicono “ma cosa vuoi?”
Il bello di questo paese è che ti senti libero, è come se i tuoi problemi sparissero per due mesi e non devi curarti tanto del tuo aspetto fisico, perché ne vedi di tutti i colori, letteralmente. Puoi essere te stesso e puoi esprimere le tue idee liberamente senza che nessuno ti attacchi se dici qualcosa di stupido o di insensato.
Durante il primo mese ho avuto un momento di debolezza, mi mancava casa e la mia famiglia, ho pianto perché volevo tornare a casa, ma quando poco meno di due settimane fa mi sono ritrovata in aeroporto per tornare a casa, ho pensato "Cosa ci faccio qui? Ho ancora due mesi sono arrivata ieri”. Il brutto, se così si può definire, è quando realizzi che devi lasciare la tua seconda casa; quella famiglia che ti ha accolto e ti ha fatto sentire un figlio, un compagno di avventure.
E in quel momento capisci quanto questa esperienza ti abbia regalato, non senza sforzi questo è certo, e capisci che porterai questa avventura dentro il tuo cuore.
  • Canal Rocks
  • Con il fratellino ospitante
  • Perth
  • Il primo giorno di scuola con la sorella ospitante

Non si tratta di un addio ma di un arrivederci, e credo che l’abbraccio che mi ha regalato il mio papà australiano mi abbia dato la spinta e lo spirito giusto per ritornare a casa.
In questi due mesi credo di essere cresciuta e maturata, ho capito che viviamo in un mondo composto da persone e culture completamente diverse tra loro, ma ognuna di queste ha un fascino, delle caratteristiche che vanno rispettate e non criticate e sminuite solo perché diverse dalle tue.
Credo che queste esperienze regalino veramente tantissimo ad ognuno di noi, e penso che almeno una volta nella vita tutti dovrebbero almeno provarci.
Molti mi hanno detto che era da stupidi sprecare due mesi di vacanza in una scuola australiana, ma credo che gli stupidi siano proprio loro, perché non puoi sapere se del tempo è sprecato se non provi quel qualcosa sulla tua pelle; anzi devo dire che questi due mesi di scuola sono stati i più divertenti della mia vita.
Ora posso dire di essere stata nella terra bruciata dal sole e di avere accarezzato koala, quocca, canguri, serpenti e di avere tosato una pecora e di avere munto una mucca!!!
Credo di essere diversa, migliore; ecco penso dovessi evadere dalla mia vita quotidiana per trovare la vera me, per scoprire parti del mio carattere e di me stessa che non pensavo esistessero.
Rifarei questa esperienza altre mille volte, anzi credo proprio che inizierò a cercare una buona università australiana.

Margherita

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