Lo rifarei mille volte

Eleonora

Da Treviglio in Germania per tre mesi

Un periodo di anno all’estero? L’esperienza più bella e completa in assoluto. Non solo si ha l’opportunità di vivere in una cultura diversa ma anche quella di crescere e cambiare diventandone parte.

Vivere all’estero ti permette di fare dei paragoni tra quello che si è lasciato in Italia e quello che si è scoperto di nuovo. Si raggiunge l’obbiettivo quando si riesce ad assimilare ciò che c’è di bello da entrambe le parti.
Non si smette mai di imparare quando ci si mette in gioco

A metà di questa mia esperienza non posso dire altro che sono più che soddisfatta e che lo rifarei altre cento volte se ce ne fosse la possibilità. Grazie ad Intercultura sto avendo l’opportunità di confrontarmi con ragazzi della mia età provenienti da ogni parte del mondo e così facendo di imparare ogni giorno cose che rimanendo “chiusa” in Italia non avrei mai vissuto e scoperto. Non si smette mai di imparare quando ci si mette in gioco.

Partecipare ad un programma di scambio per me significa nascere una seconda volta: nuovo Paese, nuova famiglia, nuova casa, nuovi amici. Non solo si impara una nuova lingua, ma si diventa anche più responsabili e indipendenti. Stare lontana da tutto quello che avevo in Italia mi ha permesso di capire ciò che è davvero importante. “Ci si accorge del valore delle cose solo quando le si perde” – è proprio vero!

Sono sicura che a casa non ci tornerà la persona che ero prima ma una nuova me.
Non solo si impara una nuova lingua, ma si diventa anche più responsabili e indipendenti

Il programma trimestrale è molto diverso da quello annuale, non solo per la durata ma anche per come vivi questa esperienza. Anche se dura meno non si significa che sia meno importante! Il tempo vola e le cose che vorresti fare sono tantissime…spesso non hai neanche tempo per riposarti un po’ tra scuola, amici, viaggi nelle città alla scoperta del Paese in cui si è scelto di andare.

Nel raccontare le mia esperienza vorrei soffermarmi su una degli aspetti che ritengo essere uno dei più importanti: l’impatto con una nuova cultura e una nuova società. Ammetto che, essendo in Germania, non è come poter raccontare di shock culturali che potrebbero capitare in Asia o a migliaia di chilometri da qui, ma resta il fatto che ci sono comunque grandi differenze con l’Italia (pur essendo due Paesi vicinissimi!).
Ci ritroviamo catapultati in una realtà che non ci appartiene ed è qui che esce lo spirito di adattamento che c’è in noi

La gente qui si saluta sempre stringendo la mano (anche tra parenti o grandi amici) e quello che per noi italiani sarebbe il nostro il migliore amico per loro è EIN FREUND – unico e solo! Tutti gli altri che noi comunemente chiamiamo amici sono solo “conoscenti”. Non è stato facile entrare in questa mentalità ed accettarla ma alla fine se ci si riesce significa che si è raggiunti l’obbiettivo di questa esperienza.

I ragazzi che partecipano ad un programma di scambio portano con loro una valigia apparentemente piena di cose materiali ma vuota...sta a noi riempirla! Ci ritroviamo catapultati in una realtà che non ci appartiene ed è qui che esce lo spirito di adattamento che c’è in noi. Qualsiasi nuova esperienza, bella o brutta che sia, aiuta a crescere e a tornare a casa con un qualcosa in più rispetto agli altri. Quello che mi sento di dire è questo: non ha senso bloccarsi e chiudersi in se stessi solo perché la società che ci sta intorno è diversa da quello a cui siamo abituati. Occorre allargare gli orizzonti per poter essere invasi dalle cose nuove che sono lì, pronte ad aspettarci.

Eleonora

Da Treviglio in Germania per tre mesi

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